Si accomandano a Wall Street i feroci patrioti
Categorie: Fascism, Italy, MSI, NATO, USA
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Non erano passate ventiquattro ore dalla pubblicazione dei risultati delle amministrative, le quali, come si sa, davano in mano ai monarco-fascisti i Comuni di Napoli, Salerno, Foggia ecc., quando il presidente del Partito Nazionale Monarchico, l’armatore miliardario Lauro, si faceva intervistare dai gazzettieri dell’agenzia statunitense « International News Service », cui consegnava un messaggio diretto al « popolo americano e al suo Presidente ». Lasciamo stare il lato ridicolo dell’accaduto, non perdiamo tempo a ironizzare sugli atteggiamenti napoleonici dell’armatore Lauro; quel che importa è il contenuto dell’atto, non la forma e il rivestimento verbale.
Subito dopo la diffusione della notizia della erosione dei voti subita dai democristiani a favore dei monarco-fascisti, giungevano in Italia dispacci di agenzia che recavano larghi estratti di articoli di commento alle elezioni italiane, apparsi sui maggiori giornali americani. I primi commenti erano improntati alla amarezza e al disappunto per l’affermazione delle destre monarchiche e fasciste. Non che l’imperialismo americano abbia avversione per il fascismo in sé, cioè in quanto aperta forma di governo borghese. Tutt’altro. Le maggiori simpatie ed incoraggiamenti vennero a suo tempo a Mussolini proprio dai capi delle democrazie inglese ed americana. Tutta quanta la « politica antifascista », patrocinata nella Società delle Nazioni e fuori, ebbe la stessa consistenza, per fare un esempio, di quella che Stati Uniti e satelliti conducono oggi nei confronti della Spagna falangista, condannata nelle nebulose sfere delle vuote ideologie, fermamente sostenuta e protetta in pratica. L’antifascismo dei borghesi americani è solo l’espressione del timore della rottura dell’alleanza atlantica, cioè dell’assoggettamento al centro imperialista americano, da parte del capitalismo italiano. Timore quanto mai infondato. Le inquietudini della stampa americana sono durate lo spazio di un mattino, le fiere affermazioni di indipendenza nazionale di Lauro e soci, ancora meno. Sorte dello sciovinismo incandescente dei borghesi italiani è, fin dall’epoca delle guerre d’indipendenza, di leccare gli stivali dello straniero, in una linea di commovente continuità che va da Napoleone III ad Hitler e Truman…
In sostanza, nel suo messaggio, che contraddiceva tutto quanto detto fino a poche ore prima per estorcere voti agli illusi e ai patrioti, il presidente del Partito Monarchico si preoccupava soprattutto di fugare qualsiasi dubbio sulla fedeltà alla « profonda amicizia tra l’Italia e l’America », dichiarandosi ossequiente non meno di De Gasperi alla politica « di stretta collaborazione per salvare la civiltà occidentale » e, per togliere ogni errata interpretazione delle sue parole, teneva a precisare che, secondo il P.N.M., la « difesa della civiltà occidentale è cominciata in Corea ». Il linguaggio di De Gasperi, cui pure la Destra rimprovera il servilismo verso gli S.U., non è diverso. Dal che si vede che il burbanzoso frasario ultrasciovinista, le espressioni infuocate di nazionalismo mangiastranieri, la pretesa di rappresentare la terza forza nazionale tra il centro democristiano filo-americano e lo stalinismo filo-russo, sono serviti e serviranno, come è nelle tradizioni mussoliniane dei monarco-fascisti, a nascondere sotto una cortina di sparate retoriche la organica subordinazione del capitalismo italiano a centri di potenza mondiali.
Il monarco-fascismo che ora si affaccia sulla scena politica, come forza di importanza nazionale, nasce servo. Il suo primo atto è stato di mettersi sotto la protezione del padrone americano, fornendo la garanzia di assoluto ossequio alla politica e ai patti di guerra americani. I nostalgici degli otto milioni di baionette, dell’Italia romana…