Per la difesa intransigente del salario e del lavoro, contro i padroni, lo Stato borghese e i loro servitori sindacali e politici, risorga una opposizione sindacale di classe
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PROLETARI, LAVORATORI, COMPAGNI!
A trent’anni dalla fine del secondo massacro mondiale, dalla caduta dei regimi fascisti, dal ripristino delle mascherature democratiche, nulla è cambiato per la classe operaia. Ritorna lo spettro della disoccupazione di massa, i salari vengono falcidiati, le «conquiste» economiche svaniscono, una più profonda e vasta crisi mondiale si sta profilando, e i grandi mostri statali pensano già ad una terza guerra universale, nel supremo tentativo di sopravvivere. Il capitalismo è costretto a potenziare i vecchi e tradizionali sistemi di violenza sociale per difendere i suoi privilegi, diffondendo miseria, fame e morte tra le masse dei lavoratori.
In questi termini ha preso avvio in tutti i paesi l’offensiva capitalistica contro la classe operaia. Ma questa offensiva, se è l’unico strumento del capitalismo internazionale per la sua sopravvivenza, è resa possibile dal rifiuto dei falsi partiti operai e dei sindacati ufficiali a mobilitare il colossale esercito proletario in un’azione di difesa globale degli interessi dei lavoratori, svolgentesi nel senso di una vittoriosa controffensiva di classe.
In tal modo, partiti e sindacati, un tempo organi della Rivoluzione sociale e del «riscatto del lavoro», sono passati al servizio del padronato, dello Stato, del nemico di classe, dietro la formula fascista della «difesa dell’economia nazionale».
Se i lavoratori non ritorneranno alla lotta senza quartiere per fronteggiare i disperati attacchi della borghesia, il capitalismo riuscirà, ancora una volta, a superare la crisi presente, facendone gravare tutto il peso sulle spalle dei lavoratori.
L’inganno democratico, il trucco delle promesse, le manovre di gonfiare concessioni insignificanti, l’offa di rinsecchite briciole, in cambio della più completa fedeltà degli operai alla Repubblica borghese, per impantanarli nelle sabbie mobili della difesa della democrazia, della pace sociale, dello Stato, per dissuaderli dall’intraprendere la strada dura ma sicura della lotta senza quartiere, senza esclusione di colpi, organizzata e diretta da autentici organi di classe: ecco la manovra del blocco dei partiti borghesi, sostenuti dall’opportunismo traditore.
In questo senso giocano la cassa integrazione, l’indennità di disoccupazione, il «salario garantito», i referendum passati e futuri, il voto ai diciottenni, e mille espedienti ancora: addormentare i vostri sani istinti di ribellione ad un regime così perfido, per stroncarli nel momento decisivo, quando sarà palese anche ai ciechi che la salvezza dei lavoratori dipenderà soltanto dalle armi che avranno saputo forgiarsi prima dello scontro frontale con le armate bianche e nere della borghesia.
PROLETARI, LAVORATORI, COMPAGNI!
Se i padroni e lo Stato vogliono «ristrutturare» le aziende, riorganizzare la produzione, «riformare» la loro economia, lo facciano se ci riusciranno, ma va impedito energicamente, con ogni mezzo, contro padroni e Stato, che siano i lavoratori a pagarne il costo. Un sindacato, che vuol esclusivamente difendere gli interessi operai, non può concedere delle tregue al capitalismo, addomesticare le rivendicazioni elementari dei salariati, tentare al tempo stesso di salvare l’economia delle aziende e quella degli operai: o si sta da una parte o si sta dall’altra.
Oggi, mentre le classi padronali brutalmente dichiarano che i loro affari si possono salvare soltanto riducendo i salari dei lavoratori, comprimendo le condizioni di lavoro e di vita delle grandi masse lavoratrici, è necessità assoluta della classe operaia quella di battersi «senza riserve», per la difesa integrale, assoluta del salario e delle condizioni tutte del proletariato. Chi si rifiuta di operare in questa direzione è un nemico dei lavoratori. È altresì tragico il cullarsi nell’illusione, a bella posta diffusa dalle furfanterie della propaganda ufficiale, che nuovi governi, di «sinistra», popolari, radicali, possano ributtare indietro disoccupazione, inflazione e crisi. Se i partiti credessero veramente a ciò che promettono e propagandano, dovrebbero chiamare il proletariato ad anticipare con la lotta di classe la realizzazione di questi obiettivi, perché è solo con la lotta classista, e non con la pace sociale, che si pongono le premesse per il raggiungimento di tali risultati. Al contrario, è prassi quotidiana la denuncia, da parte dei falsi partiti operai e delle Centrali sindacali affittate allo Stato, di «corporativismo» e di «frazionismo» rivolte ai molteplici tentativi di crescenti gruppi di lavoratori di difendere il salario, il posto di lavoro, il pane, la loro vita di salariati, con la lotta diretta, fino al sabotaggio dell’economia aziendale, contravvenendo apertamente alle direttive pacifiste dei bonzi sindacali. Il padronato, privato o statale, si piega solo con la forza organizzata dei lavoratori, impiegata contro gli interessi delle classi che detengono il potere.
È anche tragico errore ritenere che una serie di atti eroici possa colmare l’assenza di direzione classista delle organizzazioni operaie; ovvero possa essere surrogata tale deficienza da un accordo, patto, blocco di partiti o gruppi che si definiscono «sinistri». Nell’ora presente, in cui la gran parte del proletariato è alla mercé della politica traditrice dell’opportunismo, e solo una infima minoranza si dichiara più o meno chiaramente e apertamente contraria a questa politica, è dovere di questi lavoratori, quale che sia la loro affiliazione politica o sindacale, di stringere le loro forze in una OPPOSIZIONE SINDACALE DI CLASSE sulla base della più elementare rivendicazione, comune a tutti i lavoratori, della difesa, con tutti i mezzi nessuno escluso, del salario integrale agli operai, occupati e disoccupati e pensionati, per mezzo della lotta di classe.
PROLETARI, LAVORATORI, COMPAGNI!
Per bloccare la tracotanza delle classi padronali e del loro Stato, per passare poi alla totale e irreversibile distruzione dei loro interessi, rovesciando sulle loro teste quella stessa violenza che, più o meno occultamente è intessuta dalle trame legali ed illegali della borghesia, occorre l’affasciamento delle vostre mani in un solo pugno rivoluzionario diretto dal Partito Comunista Rivoluzionario. In questa situazione in cui tutto appare sfumato ed ogni sforzo viene fatto per spezzare i reali contorni delle classi, sì che appaia difficile per l’operaio riconoscere il suo nemico e il servo del suo nemico, vi diciamo che, vi piaccia o no, non avete scelta: o ritornare sul fronte del combattimento di classe, o soccombere; o guardare a viso aperto i nemici dei lavoratori e sfidarli allo scontro, o restare disarmati e invischiati nelle trappole del legalitarismo democratico borghese e opportunista alla mercé dei colpi risolutori della reazione statal-fascista.
Per risolvere a vostro favore questa alternativa storica la prima condizione è quella di non subire passivamente i colpi che vengano portati al salario e al posto di lavoro, alla vostra vita, ma di reagire risolutamente, con tutti i mezzi, respingendo quanti vi suggeriscono la calma, il confronto «civile», democratico, legalitario, la difesa dell’economia, della nazione, della civiltà, le alleanze con mezze classi ruffiane.
IL SALARIO NON SI TOCCA! Sia questa la parola d’ordine per tutti i lavoratori.
Risorga una OPPOSIZIONE SINDACALE DI CLASSE per contrastare e vincere la politica collaborazionista delle centrali sindacali, premessa al risorgere di SINDACATI ROSSI, organi del proletariato combattente per l’emancipazione dei lavoratori, per il comunismo.
1º Maggio 1975
IL PARTITO COMUNISTA INTERNAZIONALE (Il Partito Comunista)