Introduzione a « Del Governo »
Categorie: Antifascism, Opportunism, Party History, PCd'I
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Come nel primo dopoguerra, così anche oggi viene orchestrata dal governo in carica, da tutti i partiti costituzionali, ed anche dallo sbrindellato gruppettame, una campagna tendente a commuovere il proletariato a causa del « risorgente fascismo », riesumando vecchi e stantii motivi democratici, parlamentari, liberali. Anche oggi come allora tutti auspicano un « governo forte », che ristabilisca l’« ordine » e consenta il « civile » confronto delle idee, che dia allo Stato l’« autorità » e la « forza » necessarie al mantenimento e alla difesa delle « pubbliche libertà ». Insomma, tutti si sentono « partito dell’ordine ».
Agli argomenti dell’articolo nostro del 1921, del partito che allora era un autentico partito comunista, antidemocratico, antilegalitario, anticapitalista, e per questo l’unico che volle lottare e lottò conseguentemente contro il fascismo, non abbiamo molto da aggiungere. Semmai, ma a solo fine indicativo, sono cambiati i nomi dei fantocci di allora con quelli dei pagliacci di oggi, mille volte più « idioti » e « farabutti ». Basta aggiungere al PSI, sempre in regola con la sua infame tradizione socialdemocratica, il PCI, suo amico-concorrente, basta sostituire ai Nitti, Modigliani, Dugoni, Vacirca, Mussolini ecc. i corrispondenti odierni e l’eccetera dei più avidi e insaziabili scherani. La scena è la stessa: Montecitorio.
L’articolo può benissimo portare la data di oggi a riprova che nulla nella sostanza è mutato, né presso di noi, partito comunista rivoluzionario, né presso i nostri nemici. Sono semplicemente mutate le forme, e ad oggi si deve rilevare l’estrema debolezza del proletariato rivoluzionario. Ma ciò non ci indurrà mai a ricercare « vie nuove » né a disperare dell’esito della lotta. Il proletariato ritornerà ad essere il protagonista della storia e ad esprimere il suo « governo forte », il governo del suo unico partito di classe, quando abbandonerà i falsi partiti che oggi, come ieri, lo avvincono nelle catene della democrazia, della pace sociale, dell’antifascismo resistenziale. Non ne abbiamo il minimo dubbio.