Partito Comunista Internazionale

Trappola democratica per il proletariato spagnolo

Categorie: CPE, Democratism, Partito Comunista Italiano, Spain

Questo articolo è stato pubblicato in:

Il duce del partitaccio spagnolo, Carrillo, è venuto a prendere lumi in Italia dal suo più esperto e navigato collega Berlinguer. Alla fine della lunga consulenza politica i due hanno emesso un comunicato «comune».

Ambedue, com’era scontato, hanno soprattutto rassicurato le rispettive borghesie che nulla di sostanziale muterà anche quando i loro partiti dovessero essere investiti dell’alto mandato governativo. Il partitaccio italiano ha le carte in regola per insegnare a tutti come si fa a meglio tutelare gli interessi dello Stato capitalistico. E Carrillo ha dato atto di aver appreso alla perfezione la lezione. Egli ha detto che il movimento unitario, antifascista «che parte dal partito comunista e dalla classe operaia e giunge fino ai settori più moderni e dinamici del capitalismo, passando per i contadini, gli strati medi urbani, gli intellettuali, professionisti e artisti» ridarà sicurezza e tranquillità al paese. È la formula sacramentale con cui il Partito Comunista ha fottuto il proletariato italiano, rinverdendo il portafoglio di una borghesia sbrindellata e stracciona, fatta a pezzi da una guerra disastrosa. In Spagna il regime falangista si è atrofizzato, ha perso l’originario dinamismo. Se ne sono resi conto proprio i «settori più moderni e dinamici del capitalismo» (i «capitalisti onesti» italiani in lingua togliattiana), assieme alla piccola e media borghesia rurale e urbana. Ora che rumoreggia nel sottoterra economico il terremoto della crisi generale, avvertono la necessità del cambio della guardia ai vertici dello Stato, di un governo capace in quanto popolare, di contenere meglio le immancabili spinte operaie, di stornare lo sfogo operaio sulle marionette franchiste anziché sugli interessi borghesi.

La trappola democratica è già scattata per la classe operaia spagnola. L’antifascismo democratico, benedetto dall’Opus Dei, un giorno benedicente la Falange, promette libertà di chiacchiere agli operai in cambio di lavoro, duro e proficuo lavoro per la borghesia spagnola. Si ripete la farsa del passaggio dal fascismo alla democrazia sulle scene di cartapesta del teatrino dei pupi politici, mentre nel retroscena delle forze economiche e di classe il capitalismo mantiene la sua tirannia sul proletariato. Passaggio pacifico, come in Grecia, Portogallo, mancando la suggestiva copertura della guerra per giustificare la caduta di qualche testa emblematica, ma insulsa, senza classe forte. L’antifascismo socialdemocratico sembra celebrare oggi i suoi saturnali, avendolo il regime capitalistico prescelto per continuare col minimo disturbo la sua dittatura.

Fascismo e antifascismo democratico si passano pacificamente le consegne. Sarà la premessa per un successivo scambio di posto, se il ferro della rivoluzione non porrà fine a questa danza macabra.