Il Fronte Popolare
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Solo una definizione esatta del Fronte Popolare può permetterci di comprendere la sua reale significazione. È evidente che, come per tutti i fenomeni sociali, anche per il Fronte Popolare noi non potremmo arrivare a comprenderne la portata che esaminandolo negli elementi fondamentali costitutivi e nei paesi dove esso è in maggiore sviluppo. Quando all’asse del Fronte Popolare, nessun dubbio è possibile: esso è rappresentato dai centristi a lato dei quali socialisti ed anarchici non hanno che una funzione di sostegno e di complicità. Tutti ricordano come ha avuto origine il Fronte Popolare: esso discende dall’abbandono del «socialfascismo» che – attraverso la rottura del fronte di classe dalle rivendicazioni parziali (opposizione sindacale rivoluzionaria, comitati d’agitazione, ecc.) – aveva reso possibile la vittoria di Hitler in Germania. Al «socialfascismo» fece seguito il Fronte Popolare, che, dal punto di vista del tempo, risale alla primavera del 1936. Dopo il 6 Febbraio a Parigi, negli avvenimenti dello stesso periodo di [parola illeggibile] si parlava ancora di socialfascismo. Successivamente però, mentre maturava l’insurrezione dell’Ottobre 1934, si cambiò tattica ed uno dei precursori del «Fronte Popolare» fu Caballero che prese l’iniziativa della creazione di una «sinistra» nel seno del Partito Socialista spagnolo per l’alleanza con il partito comunista e con Mosca. Lo stesso Caballero che, dopo essersi fregiato della decorazione del massacro di Barcellona del maggio scorso, si atteggia oggi a «anti-centrista», senza dubbio per mettere a disposizione del capitalismo una nuova pedina di manovra per ravvivare l’entusiasmo antifascista fra le masse e prolungare l’attuale macello in Spagna.
Sull’orizzonte internazionale l’Ottobre del 1934 rappresentava una indicazione assai significativa: gli operai passavano alla lotta armata senza per nulla seguire le direttive dei partiti politici socialista e centrista che, nel dopoguerra, hanno assicurato il successo capitalista ogni volta che i proletari erano portati dalle situazioni a scatenare i loro movimenti. L’assenza del partito di classe in Spagna, il tradimento della Terza Internazionale (attraverso la sua adesione alla Società delle Nazioni che era allora di già in gestazione), impedirono che l’Ottobre spagnolo potesse diventare il segnacolo di una ripresa delle lotte rivoluzionarie mondiali. Ma il pericolo era là: dall’autonomia del proletariato nei confronti dei partiti socialista e centrista poteva altresì sorgere il partito della classe operaia di tutti i paesi. Ed il capitalismo comprese la lezione, la comprese tanto bene che immediatamente aprì larghe le braccia ai centristi ed a Mosca che riceveva la visita dei diplomatici stranieri. La più significativa quella di Laval consacrata in un giorno di solennità proletaria: il Primo Maggio 1935.
Non si fronteggiano i movimenti di classe che attraverso forze di grande importanza: la Russia rappresentava lo strumento specifico per stroncare i movimenti proletari. E poco a poco, il Fronte Popolare si sviluppa in Francia ed in Spagna, mentre in Russia le cose precipitano ed alle misure primitive dell’espulsione dei «trotskisti» dal partito, si sostituisce l’altro corso delle loro esecuzioni.
I fattori contingenti dell’attenuazione della crisi economica mondiale, fattori dovuti alla distruzione in massa dei prodotti, alla limitazione della produzione, alle manipolazioni monetarie – svalutazioni nei paesi democratici, creazione della doppia moneta in quelli fascisti – scompaiono di già e, nel 1936 il dilemma si presenta: oppure passare ad una trasformazione della struttura economica che comporti la supremazia dell’industria di guerra, oppure si va verso un nuovo collasso del tipo di quello del 1929, anzi certamente molto più grave.
Tutti i paesi si mettono al ritmo ed alla politica del non-armamento della Germania, condizione del disarmo francese, i radicali-socialisti (l’ineffabile pacifista Herriot) costituiscono l’altra del riarmo franco-inglese (è qui la base dello stretto accordo fra la Francia del Fronte Popolare e l’Inghilterra del governo conservatore), giacché la Germania non disarma. Economia di guerra significa anche inevitabilità della guerra, circoscritta o generalizzata e gli avvenimenti divampano in Spagna prima, in Asia in seguito. Qual è la funzione reale del Fronte Popolare? Quella di schiacciare con la violenza ogni reazione proletaria alla guerra imperialista, ogni movimento che potrebbe orientarsi verso la trasformazione in guerra civile di questi conflitti militari e delle loro ripercussioni in tutti i paesi.
Nel marzo Stalin fa il suo discorso, dopo che Radek aveva dichiarato al processo che si trattava non solamente dei «trotzkisti» russi ma di quelli di tutti i paesi. I proletari sanno magnificamente che Trotsky ed i trotskisti non meritano affatto quest’onore e che, lungi dal poter monopolizzare la politica del proletariato mondiale, essi hanno costituito il trust della confusione internazionale ed in Spagna (in Cina ancora più apertamente), a causa della loro tesi della «difesa dell’URSS» combattono per l’antifascismo e per strangolare il fascismo massacrando naturalmente gli sfruttati della zona di Franco o del Giappone.
Tutti sanno che oggi trotskista significa anti-fascista il che può significare complice socialista del centrista ed infine proletario rivoluzionario. Ma non è la prima volta che il capitalismo, per meglio riuscire nei suoi piani, deve non solamente passare al terrore contro il proletariato, ma altresì gettare la confusione politica per spingere i proletari a dirigersi non verso le forze della rivoluzione (le frazioni di sinistra), ma verso un altro fortilizio borghese, nel nostro caso il trotzkismo.
Ora non vi è il minimo dubbio: il centrismo applica nei confronti del movimento proletario lo stesso sistema fascista: quello della repressione violenta. Questo si esercita in massa attraverso le guerre imperialiste di Spagna e di Cina, con le fucilazioni in massa in Russia; con un’orientazione terrorista in tutti i paesi dove i proletari se osano passare alla lotta contro la guerra imperialista e l’Unione Sacra, sono additati alla collera dei proletari avvinazzati dalla propaganda sciovinista come «agenti del fascismo». E di già, con la complicità aperta delle polizie dei diversi paesi, si passa al sistema delle perquisizioni illegali (caso della compagna di Maurin in Francia) o addirittura della soppressione fisica (caso Reiss in Svizzera).
I caratteri peculiari del fascismo li ritroviamo: apparato extrastatale di repressione, esercizio del terrore. Il Fronte Popolare appare dunque come la forma del fascismo adeguata ad una situazione di guerra imperialista. È evidente che è unicamente secondo il corso di questa guerra che noi potremo altresì vedere l’evoluzione del Fronte Popolare. Nella misura in cui il proletariato riuscirà a realizzare dei successi nella lotta per la trasformazione in guerra civile della guerra imperialista, il centrismo potrà essere attaccato, combattuto ed infine battuto. Tutte le altre formazioni politiche come i socialdemocratici delle diverse tendenze, anche quelli che fanno professione di anti-centrismo, sono delle complici del centrismo allo stesso titolo che i democratici ed i riformisti e massimalisti italiani lo furono per l’avvento di Mussolini. Complici anche se delle loro individualità dovessero cadere vittime e questo perché esse sono il sostegno della guerra imperialista e non per la sua negazione, per la sua trasformazione in guerra civile.
Evidentemente è il corso delle situazioni economiche che comanda l’evoluzione stessa delle forze che agiscono sullo scacchiere sociale. Attualmente alcuni sintomi lasciano intravedere che si approssima una ripresa delle forme più aspre della crisi economica. Per rapporto al 1929, occorre considerare che si tratta non di una crisi economica in generale, ma di una crisi di economie di guerra, sviluppantesi dopo gli avvenimenti spagnoli, nel corso di questi e di quelli cinesi, quello che può dare luogo allo scatenamento delle battaglie rivoluzionarie. È sicurissimo che alla base di tutti i recenti viaggi: del re belga a Londra, di Halifax a Berlino, di Chautemps e Delbos a Londra, vi è questa grande preoccupazione: come ne usciremo? Come poter aiutare soprattutto i settori più minacciati dalla crisi: quello tedesco e l’altro italiano nel nome del quale Volpi è andato a chiedere dei capitali a Londra?
Come potremo evitare che un nuovo focolaio di guerra si accenda in un altro paese, focolaio che potrebbe estendersi anche al mondo intero? La sorte del Fronte Popolare è legata all’eventualità di una nuova conflagrazione limitata o mondiale, mentre Chautemps e Chamberlain cercano di evitare questo nuovo rischio, temendone a giusta ragione, le ripercussioni rivoluzionarie.
Il dovere dei proletari in questa situazione è comandato da tutti gli insegnamenti dei tragici avvenimenti attuali, per allestire lo strumento indispensabile della vittoria del proletariato occorre fin d’ora intraprendere il cammino nel quale si metteranno le masse domani: la lotta per la trasformazione in guerra civile della guerra imperialista, l’appoggio alle frazioni di sinistra, premessa del partito di domani.