Partito Comunista Internazionale

La moltiplicazione dei dollari

Categorie: Credit capital, Europe, USA

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Foster Dulles aveva appena finito di annunciare che bisogna smetterla coi doni, che già Monnet si è imbarcato per Washington allo scopo di proporre il suo piano di moltiplicazione non dei pesci, ma dei dollari. Si tratterebbe di questo: per ricostruire e costruire in Europa, non si può più chiedere doni, né si possono chiedere prestiti eccessivamente elevati dagli Stati Uniti. C’è invece bisogno di un prestito un po’ più piccolino che serva di garanzia ai capitali europei che oggi non s’investono per paura di volatilizzarsi: i dollari prestati, per il fatto solo di essere stati prestati alla comunità europea del ferro e dell’acciaio, avrebbero il potere di moltiplicarsi, di attirare come una calamita tre, quattro volte il loro volume in capitali europei.

Così, la garanzia sarebbe duplice, almeno teoricamente: i capitali europei sarebbero garantiti dal prestito americano, e la restituzione di questo sarebbe garantita dall’afflusso di capitali moltiplicati di origine europea. In verità, chi sia garantito è chiaro: è garantito il prestito. Questo, infatti, potrà essere restituito grazie ai capitali «oziosi» che affluiranno: ma chi garantisce i capitali affluiti che, pagato il prestito, torneranno con gli interessi ai proprietari? Intendiamoci: non ci commuoveremo certo per questi; ci limitiamo a registrare come, in questo modo, gli Stati Uniti vedano ben spianata la loro strada; il dollaro cammina sulle rose, e senza le spine.