Nuova edizione del Patto Atlantico
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Pare che lo scalpore della bomba H sia stato di gran lunga superato, negli Stati Uniti, dalla proposta russa di aderire al Patto Atlantico. In verità, i fieri avversari dell’atlantismo si troveranno, dopo quest’ennesima mossa russa, in un bell’imbarazzo: un patto militare condannato finora come fascista diverrebbe la matrice di una pace universale?
Ma la mossa comunque si concluda, è significativa: il grande sforzo di quella Russia che la propaganda ufficiale occidentale dipinge come rivoluzionaria è uno sforzo di conciliazione, non di lotta, di collaborazione, non di eversione. Non ci hanno ripetuto, in tutti questi giorni, che non solo è possibile la «convivenza pacifica» dei due presunti blocchi opposti, ma che fra di loro è doveroso l’idillio del commercio – grande ideale del «socialismo» di marca cremliniana? Oggi ci dicono di più: non solo possiamo coesistere, ma dobbiamo unirci in un solo patto che, in omaggio ai promotori della prima versione, si chiamerà atlantico.
Non ci arriveranno esattamente per questa via? Ci arriveranno per altre vie: non si è letto di Stassen e Churchill accordatisi per intensificare gli scambi commerciali con la Russia? Un bel patto fra commercianti: allegri, proletari!