Partito Comunista Internazionale

Per che cosa ci battiamo?

Categorie: CGIL, Union Activity

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Ci battiamo, noi comunisti internazionalisti, per gli stessi principi che sempre hanno ispirato i comunisti rivoluzionari nelle lotte rivendicative e nelle organizzazioni economiche dei lavoratori, che essi hanno SEMPRE difeso contro l’opportunismo e il riformismo pantofolaio:

CI BATTIAMO PERCHÉ IL SINDACATO OPERAIO TRADIZIONALE, la CGIL, RINASCA COME SINDACATO DI CLASSE: un sindacato che affermi e difenda esclusivamente e senza quartiere gli interessi di vita e di lavoro dei proletari, e non accetti mai di subordinarli alle cosiddette superiori esigenze dell’azienda, dell’economia nazionale, della patria, meno che mai alla difesa di istituti borghesi (la costituzione, la democrazia, il parlamento, la legge). Verso l’azienda come verso la nazione, verso la democrazia come verso il fascismo, il proletario è nello stesso rapporto del galeotto verso la galera: deve abbatterne le mura, non proteggerle!

CI BATTIAMO PERCHÉ RINASCA IL SINDACATO UNITARIO DEI LAVORATORI: ed esso sarà unitario non già mediante il pateracchio politico e organizzativo coi sindacati bianchi e gialli e subendo i ricatti di organizzazioni padronali come la CISL e l’UIL, ma ponendo a tutti i proletari scopi DI CLASSE da raggiungere coi metodi della LOTTA DI CLASSE.

Ci battiamo perché i metodi e il contenuto della lotta rispecchino in ogni caso, anche particolare e secondario, l’obiettivo fondamentale della CRESCENTE SOLIDARIETÀ FRA I LAVORATORI (Marx); ci battiamo quindi per IL RIFIUTO DEL METODO CONTRORIVOLUZIONARIO DELLE LOTTE “ARTICOLATE”, SETTORIALI, SPEZZETTATE PER CATEGORIA E PER AZIENDA E PER IL RITORNO AL METODO DELLE LOTTE IL PIÙ POSSIBILE ESTESE NEL TEMPO E NELLO SPAZIO, mai a singhiozzo, a contagocce, a cronometro.

Per gli stessi motivi, CI BATTIAMO PER L’ABBANDONO DEL METODO ASSASSINO DELLE CONTRATTAZIONI SEPARATE AZIENDALI, E PER IL RITORNO A RIVENDICAZIONI INTERESSANTI L’INTERA CLASSE PROLETARIA: prime fra tutte LA RIDUZIONE GENERALE E INDISCRIMINATA DELLA GIORNATA DI LAVORO, L’AUMENTO GENERALE DEL SALARIO CON CRESCENTE AVVICINAMENTO DELLE MERCEDI PIÙ BASSE ALLE PIÙ ALTE, L’ABOLIZIONE DEI PREMI DI RENDIMENTO CHE LEGANO LO SFRUTTATO AL CARRO DELLO SFRUTTATORE, LA SOPPRESSIONE DEL LAVORO STRAORDINARIO. Il proletario, finché ha la disgrazia di vivere in questa società, deve poter vivere con un salario-base che risponda alle sue esigenze di vita e per un numero decrescente di ore, senza dover ricorrere al lavoro straordinario e senza mendicare premi e privilegi aziendali che lo dividono dai suoi compagni di pena!

Ci battiamo perché l’organizzazione sindacale non venga chiusa nel cerchio senza uscita dell’azienda, MA AFFERMI E PROCLAMI NEI FATTI LA SUA NATURA DI ORGANIZZAZIONE GENERALE, NON LOCALE NÉ AZIENDALE, DI TUTTA LA CLASSE OPERAIA. In particolare, ci battiamo PERCHÉ RINASCA E SI RAVVIVI LA GLORIOSA TRADIZIONE DELLE CAMERE DEL LAVORO, I CENTRI POLITICI DI CONVEGNO E DI BATTAGLIA DI TUTTI GLI OPERAI, non le succursali della prefettura, del fisco e degli enti di beneficenza, o le appendici della parrocchia!

CI BATTIAMO CONTRO LA MOLTIPLICAZIONE DELLE QUALIFICHE, CONTRO LE DIFFERENZIAZIONI SALARIALI PER MANSIONE, PER SESSO, PER ETÀ, PER ZONA, mezzi dei quali il capitalismo si serve per dividere la classe operaia.

L’APOLITICITÀ DEL SINDACATO È UNA FINZIONE: o esso fa, come oggi, una politica da riformisti e da patrioti, e quindi serve gli interessi borghesi; o esprime una politica comunista, rivoluzionaria, di classe, e solo allora difende anche gli interessi immediati dei proletari. NOI LOTTIAMO PERCHÉ TUTTE LE LOTTE RIVENDICATIVE E LE ORGANIZZAZIONI ECONOMICHE DIVENTINO, SOTTO LA GUIDA DEL PARTITO RIVOLUZIONARIO MARXISTA, IL PUNTO DI PARTENZA, LA LEVA, DELLA LOTTA PER L’ABBATTIMENTO DEL REGIME CAPITALISTA E L’INSTAURAZIONE DELLA DITTATURA DEL PROLETARIATO.

VIVA IL SINDACATO ROSSO! VIVA LA RIVOLUZIONE PROLETARIA!