Partito Comunista Internazionale

Due metodi di lotta in insanabile contrasto

Categorie: CGIL, Union Activity

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Quello che distingue come il fuoco dall’acqua l’azione anche rivendicativa dei marxisti rivoluzionari da quella degli opportunisti e dei rinnegati, non è una sfumatura di accento, un più in contrapposto al meno, una rivendicazione più dura contro una più molle; è un metodo opposto di concepire e impostare ogni singola lotta ed ogni singola rivendicazione.

Per noi, ogni battaglia economica ed ogni richiesta sindacale devono riflettere gli interessi GENERALI di una classe che si batte per DISTRUGGERE il regime capitalistico; che per distruggerlo deve superare le divisioni di categoria create in seno ad essa dalla classe nemica, e la separazione dei mezzi dal fine predicata dall’opportunismo; per i rinnegati, per i riformisti, sono azioni e parole d’ordine slegate dal fine ultimo e subordinate agli interessi di conservazione di QUESTA società di grossomercanti-pirati.

Nel volantino che segue, distribuito in occasione del primo sciopero dei metalmeccanici, questo inconciliabile contrasto balza – ci sembra – particolarmente agli occhi e definisce in modo inconfondibile la nostra posizione di battaglia. Perciò lo riproduciamo:


Viva lo sciopero generale!

Proletari!

Oltre un milione e 250.000 metallurgici stanno per scendere in lotta impugnando la formidabile arma dello sciopero generale. È una forza gigantesca che, impiegata con l’inflessibile volontà di non cedere di cui ancora una volta gli operai delle Asturie hanno dato l’esempio luminoso, spezzerebbe come un fuscello qualunque resistenza della classe padronale e dell’organo di amministrazione degli interessi borghesi, lo stato.

Perché, dunque, questa immensa forza unitaria non è stata sistematicamente utilizzata PRIMA? Perché in lunghi mesi di agonia si sono lasciati SOLI in un’impari lotta gli eroici lavoratori di Ceccano? Perché è potuto avvenire che tuttora gli operai del Tecnomassio, della Triplex, della Ri-Ri e di altri stabilimenti milanesi, come già ieri quelli della Lancia e della Michelin a Torino, combattono ISOLATI contro un padrone che può infischiarsene perché non trova schierato con loro il fronte poderoso dell’INTERA classe lavoratrice? Perché gli stessi episodi possono ripetersi in cento altri aggregati industriali? Perché si deve assistere oggi allo scandalo di uno sciopero decretato per sole 24 ore, dopo le quali, scoccato l’ultimo minuto del giorno 13, i lavoratori degli stabilimenti in serrata si troveranno di nuovo soli contro il blocco, che non si è mai spezzato, dei padroni?

Proletari!

Dopo fiumi di chiacchiere sulla tecnica “scientifica” e sulla miracolosa efficacia degli scioperi “articolati”, si è infine proclamato lo sciopero generale di tutta una categoria. Ma l’impostazione ufficiale data allo sciopero è sufficiente? Noi rispondiamo: NO!

Uno sciopero generale proclamato per 24 ore con la dichiarazione preventiva che due giorni dopo si tratterà coi padroni, e che le previste sospensioni del lavoro straordinario sono state rinviate; uno sciopero unitario che l’indomani lascerà altri operai in balìa della pidocchiosa elemosina dei “cittadini” o dell'”assistenza morale” dei preti; uno sciopero che l’arcobaleno sindacale pretende generale quando invece la sua piattaforma contempla come PRIMO articolo l’infame rivendicazione delle contrattazioni SEPARATE; uno sciopero che dovrebbe strappare ai padroni la settimana ridotta e parte con la disdetta della sospensione straordinario; uno sciopero diretto da sindacati i quali dicono di battersi contro le sperequazioni salariali e chiedono NUOVE qualifiche, cioè nuove SPEREQUAZIONI; uno sciopero di questo genere non è concepito come un’azione di lotta di classe, ma come un vile ripiego dei tre “vertici” sindacali per salvare la faccia di fronte alla vostra pressione.

Proletari!

Gridate alto, in seno alla CGIL e fuori, la vostra decisione di scioperare UNITI, SENZA QUARTIERE, A TEMPO INDETERMINATO!

Non accettate la sospensione dello sciopero in attesa di belle promesse; il nemico si piega soltanto con la forza, e la forza è vostra! NON DUNQUE SCIOPERO OGGI E TAVOLO VERDE DOMANI, MA SCIOPERO OGGI E DOMANI FINO ALLA VITTORIA; SCIOPERO NON DEI SOLI METALLURGICI, MA DI TUTTI GLI OPERAI ITALIANI, PER OBIETTIVI E INTERESSI COMUNI A TUTTI!

È questo il grido delle Asturie, è questo il grido di Ceccano!


Dopo di allora, nuova beffa: si sciopererà in due giorni successivi nel settore privato, NON si sciopererà nel settore statale che ha, bontà sua, acconsentito a trattare! Non era forse una ragione di più per lottare UNITI? Ammesso che l’accettazione delle trattative da parte dell’ENI ecc. significasse accettazione delle richieste operaie (ma nessuna garanzia esisteva), non era dovere dei sindacati proclamare, da questa supposta posizione di forza, lo sciopero generale senza limiti di tempo, dovunque?

Ma vai a ragionare con gli opportunisti! Così, ancora una volta, la classe operaia è stata divisa e spezzettata.