Partito Comunista Internazionale

Lotta alla Chatillon

Categorie: CGIL, CISL, UIL, Union Activity

Ivrea, luglio – Ad Ivrea, Vercelli, Porto Marghera, Aosta, la vertenza dei chimici della Chatillon del gruppo Montecatini Edison rappresenta, unita alle altre in corso attualmente a Trieste e a Palermo, etc., un ennesimo tentativo da parte delle centrali sindacali di frenare la spinta rivendicativa alla base e la generalizzazione delle lotte proletarie e riproporre ai proletari il senso controrivoluzionario delle richieste sui premi di produzione, cottimi e incentivi vari.

I proletari degli stabilimenti della Chatillon hanno risposto all’appello sindacale scendendo compatti in sciopero (lunedì 24 giugno) non già tanto per le rivendicazioni proposte dai sindacati, ma perché spinti dalla bestiale situazione di sfruttamento in cui il capitalismo li soggioga con stipendi di fame e con l’ambiente malsano e nocivo in cui il tanto decantato monopolio nazionale Montedison li costringe a lavorare. Le malattie professionali e gli infortuni sono all’ordine del giorno. Il lavoro è massacrante e a questo brutale quadro la direzione attornia una cornice di scagnozzi che esercitano, in un clima di oppressione, un controllo spietato su quei proletari che istintivamente reagiscono alla situazione in cui si trovano.

Queste, signori bonzi sindacali, sono le vere ragioni della compattezza e dello spirito di lotta degli operai della Chatillon, non già la pretesa «unità democratica» degli operai per le contrattazioni articolate fallimentari delle aziende.

Nell’impostare la lotta, i bonzi si sono anche subito preoccupati di impedire che il ciclo produttivo dell’azienda potesse essere interrotto totalmente. A questo proposito i sindacalisti, raggiungendo un grado di servilismo veramente ripugnante, hanno costituito di buon accordo con la direzione delle «squadre comandate» (180 operai nello stabilimento di Ivrea) che, non partecipando allo sciopero, hanno il compito di impedire il totale arresto della produzione, in quanto sono adibite alle mansioni fondamentali dei cicli produttivi. In questo modo la produzione dei filati sintetici Chatillon continua. D’altra parte i sindacalisti si sono ben guardati dal dichiarare alcuni giorni consecutivi di sciopero, favorendo così lo smaltimento del prodotto accumulato che altrimenti sarebbe andato a male.

Come se tutto ciò non bastasse, lo sciopero proclamato per giovedì e venerdì 4 e 5 luglio è stato sospeso grazie alla tattica temporeggiattrice dei sindacati, i quali evidentemente preoccupati per la massiccia partecipazione allo sciopero del 24 giugno e per lo spirito di combattività degli operai e in particolar modo delle operaie, hanno meschinamente approfittato di alcune voci della direzione su eventuali approcci per le trattative, al fine di rallentare la lotta, provocando un forte malcontento fra gli operai.

Che i proletari della Chatillon sappiano trarre giuste conclusioni da questo ennesimo esempio di servilismo da parte dei borghesi della CISL e della UIL e dei bonzi opportunisti della CGIL, veri baciapiedi dei padroni, e, nello spirito della genuina lotta di classe facciano proprie le indicazioni del nostro partito, espresse con sintetica chiarezza nel volantino che è stato loro distribuito e che qui pubblichiamo. Queste indicazioni che presuppongono l’estensione di questa lotta a tutti i proletari senza distinzione di categoria, sono le sole che possono gettare le basi per conquiste economiche efficaci, immediate e infine per la distruzione del sistema economico borghese sulla via del marxismo rivoluzionario.


Lavoratori, Lavoratrici della Chatillon!

A Porto Marghera, Ivrea, Vercelli, Chatillon con combattività e fierezza siete scesi in sciopero contro la feroce dittatura dell’azienda dicendo NO! ai salari di fame, dicendo basta all’ambiente malsano e nocivo, ai ritmi produttivi sempre più infernali. Le centrali sindacali padronali CISL, UIL, e la CGIL controllata e diretta da un apparato di funzionari venduti ormai da anni ai padroni vi hanno chiamato in lotta in nome della fallimentare contrattazione articolata.

Lo sciopero programmato dai sindacati non ha lo scopo di scompaginare la produzione, anzi permette di mantenere efficiente il suo ciclo continuo. Le squadre di operai, comandate di autorità dai sindacati in combutta con la direzione, rappresentano una rottura dell’unità della lotta, e uno squallido esempio del servilismo dei sindacati all’azienda.

La direzione e i sindacati dicono che è illegale non assicurare le squadre comandate alla filatura: questo è vero!

Ma se i proletari non rompono la legalità e l’ordine borghese dello sfruttamento, saranno sempre costretti come tante pecore a subirne l’imposizione.

PROLETARI DELLA CHATILLON!

Dopo la splendida lotta generale del proletariato francese (non voluta dalle organizzazioni sindacali), anche i nostri sindacati impediscono la generalizzazione delle lotte, infatti proprio in questi giorni sono in sciopero in forma articolata anche i proletari di TRIESTE, PISA FIRENZE e PALERMO.

PROLETARI!

Bisogna riprendere con slancio la lotta dicendo di NO! all’articolazione ed imporre ai sindacati il programma rivendicativo che crei una vasta unità alla base, al di sopra delle categorie e delle località. Alla base di questa unità, i comunisti rivoluzionari vi propongono il seguente programma:

  1. riduzione della settimana lavorativa a 36 ore a parità di salario;
  2. aumento generale dei salari, più forte per le categorie peggio pagate.

PROLETARI!

Questo è l’indirizzo che il Partito Comunista Internazionale vi indica. È in forza di questo programma rivendicativo che i proletari ritroveranno la strada della riscossa.

PROLETARI DELLA CHATILLON

Partecipate compatti giovedì e venerdì allo sciopero; impedendo con un duro picchettaggio l’entrata delle squadre comandate.

Riprendete con slancio la lotta in modo da imporre ai sindacati e all’azienda una forma di lotta senza preavviso e limiti di tempo.

ABBASSO LE SQUADRE COMANDATE
ABBASSO LA LOTTA ARTICOLATA
VIVA LA GENERALIZZAZIONE DELLE LOTTE
VIVA L’UNITÀ DELLA CLASSE OPERAIA NEL SINDACATO ROSSO
INTORNO AL PARTITO COMUNISTA INTERNAZIONALE

PARTITO COMUNISTA INTERNAZIONALE