Partito Comunista Internazionale

Premessa

Categorie: Union Question

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Questo numero monografico della nostra rivista, interamente dedicato alla questione sindacale, esce mentre è in corso un vasto attacco alle condizioni di vita e di lavoro delle masse operaie. La legge sul taglio delle liquidazioni, la disdetta da parte del padronato dell’accordo sulla Scala Mobile, le ennesime misure fiscali e tariffarie in corso di definizione mentre scriviamo, mettono in evidenza ciò che per noi marxisti rivoluzionari è soltanto una conferma storica: il capitale cerca dispera- tamente di uscire dalla crisi sempre più profonda che lo travaglia, che è crisi non di questo o quel modo di gestire politicamente l’economia , ma del modo di produzione capitalistico in se, comprimendo al massimo socialmente possibile le condizioni di esistenza di tutta la classe operaia.

Mentre in tutto il mondo, ad Est come ad Ovest, al Nord come al Sud, la società borghese dimostra di non essere in grado di controllare te proprie laceranti contraddizioni e sta precipitando lentamente ma inesorabilmente verso l’unica soluzione che può dare alle sue crisi cicliche storicamente ricorrenti e insite nella sua stessa natura economica: la guerra tra blocchi imperialistici generalizzata alla scala mondiale, ogni Stato tenta di uscire dal pantano in cui si è arenata la propria economia emanando misure che seguono le due direttive classiche che caratterizzano l’attacco del grande capitale alle classi sfruttate: la riduzione del potere d’acquisto dei salari e la ristrutturazione dei processi produttivi aziendali attraverso l’espulsione della forza-lavoro esuberante dalle fabbriche.

Entrambi questi effetti interagiscono tra di loro a danno della classe operaia; la crescita di un vasto esercito di proletari disoccupati preme come fattore frenante sulla crescita dei salari e l’azione congiunta del padronato e dei governi che ne difendono gli interessi gioca su questo contrasto per ricacciare progressivamente le masse operaie verso livelli di vita miserabili, dai quali erano state illuse dai sindacai ufficiali e dai falsi partiti socialisti e comunisti di esserne uscite definitiva- mente.

In questo contesto la funzione dei rappresentanti ufficiali dei lavoratori, i sindacati nazionali tricolore, appare con sempre maggior chiarezza come quella di organizzazioni preziose e indispensabili alla classe dominante per la conservazione della stabilità sociale e politica della società capitalistica. Ogni misura governativa o padronale, dettata dall’aggravarsi progressivo della situazione economica generale, trova in essi il veicolo migliore per essere imposta ai lavoratori senza suscitare reazioni di classe pericolose per l’assetto generale del capitalismo.

La loro politica riformista, collaborazionista e rinunciataria, è l’asse portante della pace sociale che ha caratterizzato questo secondo dopoguerra, in cui la classe operaia è stata, come è tuttora, assente dalla scena mondiale della vera lotta di classe. Il grado di degenerazione di questi sindacati ,la natura reale della loro funzione antioperaia e il conseguente atteggiamento che i comunisti rivoluzionari devono oggi tenere nei loro confronti, non possono che essere individuati, come è tradizione del nostro Partito, con lo studio, utilizzando l’arma teorica del metodo marxista, di tutto l’arco della loro esistenza. Solo attraverso la storia passata del movimento operaio è possibile comprendere e riaffermare ciò che l’infamia dei tempi che stiamo vivendo non permette ancora di scorgere: la sola possibilità per impedire che lo sfacelo della società borghese trascini con se le classi lavoratrici, sta nella capacità del proletariato di riuscire a ricongiungere la propria azione con la guida del Partito comunista rivoluzionario che ne rappresenta le finalità storiche e determinare così le condizioni oggettive indispensabili per la conquista del potere politico da parte della classe operaia, la distruzione dello stato borghese, l’instaurazione della dittatura proletaria e la successiva trasformazione dell’economia capitalistica, produttrice di merci all’unico scopo di realizzare profitti, in economia socialista, verso la produzione di beni che soddisfino tutte le esigenze di tutto il genere umano. Ma perché questo si realizzi è indispensabile il ritorno delle masse operaie, alla difesa intransigente delle loro condizioni immediate di vita attraverso lo scontro di classe contro tutte le forze che difendono gli interessi dell’economia capitalistica, con la conseguente rinascita di un tessuto organizzativo classista che inquadri e diriga in questo scontro la parte più combattiva del proletariato. E’ indispensabile la rinascita dei sindacati di classe come organismi intermedi tra il Partito e la classe in lotta, così come è ribadito in tutti i corpi di tesi della Sinistra Comunista.

I due rapporti che pubblichiamo tendono alla ripresentazione di questa classica prospettiva marxista, che, come tale, è soltanto nostra, in polemica non soltanto con l’opportunismo ufficiale dei partitoni falsamente operai, ma anche con coloro che snaturano questo cardine fondamentale del marxismo, pretendendo che il ritorno del proletariato alla lotta rivoluzionaria abbia da percorrere strade diverse da quelle sinora conosciute.