Partito Comunista Internazionale

La verità di classe detta dal nemico di classe

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Sottoponiamo – senza commenti – al giudizio degli operai italiani, che la loro organizzazione, la C.G.I.L., impegna da decenni in «responsabili» e articolatissime lotte sempre nel rigorosissimo rispetto dell’«ordine pubblico» denunciando come teppisti quegli operai che sfuggono alle sue grinfie riformiste e patriottiche, questo brano di un articolo apparso nel Courrier des Démocrates organo dei «centristi» francesi a proposito della crisi di maggio-giugno.

«… se nelle ore più drammatiche della crisi il peggio ha potuto essere evitato, questo risultato è dovuto a una sorta di complicità oggettiva fra lo Stato gollista da una parte e il Partito comunista dall’altra, antagonisti pubblici, ma minacciati l’uno e l’altro da una spinta rivoluzionaria che essi si sono applicati, insieme, a smorzare, ciascuno con i mezzi che gli sono propri.

Al momento in cui lo Stato era muto e assente e le autorità pubbliche dappertutto scavalcate, se la Francia, paralizzata e colpita dallo stupore, non è stata sommersa dall’ondata, essa lo deve al Partito Comunista e alla CGT che, dando prova di civismo, hanno preso coraggiosamente le loro distanze nei confronti degli “avventurieri”, come essi dicono, della nuova sinistra rivoluzionaria, hanno impedito allo sciopero generalizzato di trasformarsi in sciopero generale, hanno mantenuto nel paese un rifornimento di viveri, gas ed elettricità, al punto che per circa 48 ore l’ordine pubblico in Francia si è chiamato Georges Séguy. E al momento del rovesciamento della situazione del 30 maggio, al momento in cui lo Stato riprendeva voce e autorità proponendo, con lo scioglimento dell’Assemblea nazionale, prossime elezioni legislative, il Partito Comunista accettava immediatamente che la sua disputa con il gollismo fosse rovesciata sul campo della battaglia legale di uno scrutinio democratico, nonostante che la vera estrema sinistra denunciasse le elezioni “borghesi” e gridasse di nuovo al tradimento dell’ideale rivoluzionario.

Non si vuol qui dire che gollisti e comunisti non siano che dei nemici da commedia: il loro affrontarsi è drammaticamente reale, ma accade spesso che l’intesa tacita fra nemici dichiarati permette di salvare la pace civile o internazionale».