Partecipazione sindacale alla gestione delle F.S.
Categorie: CGIL, Italy, Opportunism, Workers self-management
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La grancassa delle elezioni dei rappresentanti dei lavoratori nel Consiglio di Amministrazione delle FF.SS., ormai è stata suonata. Tutti i sindacati si sono immersi nella propaganda per le elezioni di uno degli istituti fondamentali della collaborazione tra Azienda e Sindacati, «tricolori» e non…! Allo scopo, nella sarabanda elettorale, di far dimenticare l’accordo truffa nonché di riconfermarsi di fronte ai ferrovieri come i più forti, hanno fatto appello a tutti, «compagni», «colleghi», «amici» a seconda della tendenza compresi anche coloro che durante l’Agosto erano stati definiti «corporativi» e «fascisti» soltanto perché lottavano su un terreno di classe. Non diversamente hanno operato i Sindacati Autonomi ed i fascisti che hanno fatto di tutto per strumentalizzare la reazione dei ferrovieri alla «triplice» per i loro fini di bottega.
Ma è bene cercare di capire cos’è precisamente il Consiglio di Amministrazione: esso viene propagandato come un organo utile ai Ferrovieri per far udire la loro voce ai vertici dell’Azienda; a parte che per far sentire la propria voce non esiste che un mezzo: la lotta, in realtà esso è solo uno degli strumenti del controllo e dell’oppressione sui ferrovieri; è inoltre un organo – ne esistono anche in altre Aziende pubbliche – per provare ai capitalisti, attraverso i suggerimenti di Agnelli e Lama, che la «partecipazione degli operai» alla gestione della crisi può servire bene al fine di rendere questi ultimi consapevoli delle disgrazie della nostra economia nazionale perché, così, si adoperino, attraverso la collaborazione dei «cari» bonzetti sindacali, alla risoluzione del problema della perpetuazione del dominio del capitale sul lavoro. Come…? per ora con i licenziamenti «ridotti al minimo indispensabile», con la messa in cassa integrazione, «tanto è una pacchia», con l’aumento del lavoro per chi resta ecc…. (come per dire: «finché c’è da mangiare mangio da solo, ora che devo mangiare un po’ meno venite anche voi a digiunare»).
Per quanto riguarda specificatamente le FF.SS., dipendono dal Consiglio di Amministrazione: i compiti di esercizio, le commissioni di avanzamento, di trasferimento, di disciplina, di alloggio, dei concorsi interni e in pratica tutto ciò che riguarda il nostro sfruttamento (se sei gradito a bonzi hai tutto, altrimenti niente).
A proposito di disciplina è del dicembre una lettera di «disaccordo» della Segr. Naz. dello SFI-CGIL nei confronti del ministro Martinelli per aver punito cinque ferrovieri molto più severamente di quanto preveda la «prassi», messo per inciso che la maggiorazione delle punizioni è impartita come repressione dopo gli scioperi d’agosto, ad essa c’è una sola risposta che valga e non sta nella collaborazione tra Stato sfruttatore e sfruttati ma sta nella lotta. Noi non abbiamo nessun obbligo di dimostrare al nostro aguzzino il «senso del dovere», in nessun caso, tanto meno quando gli errori vengono da orari di lavoro pressanti e da responsabilità alle quali è impossibile far fronte. Come non dobbiamo nessuna collaborazione ad uno Stato che non è il nostro: che la crisi, i padroni, se la gestiscano da soli, che la paghino loro; nostro unico dovere è quello di organizzarci per imporre i nostri interessi e spazzar via tutti, sfruttatori e collaborazionisti sindacali, al fine di emanciparci dalla dittatura del capitale.