Partito Comunista Internazionale

Omicidi di regime nelle F.S.

Categorie: Workplace Deaths

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Altri due morti si sono uniti alla lunga lista di omicidi bianchi sulle FF.SS. Non occorre ricordare il fatto, è uguale a molti altri: i due operai sono morti per quella bestiale organizzazione del lavoro che sono gli appalti, che si basano sul più basso costo del lavoro e quindi sul maggiore sfruttamento della mano d’opera.

Di questi appalti l’azienda delle FF.SS. fa un largo uso e da essi ottiene le prestazioni migliori in quanto può basarsi sulla concorrenza che nasce tra appalto e appalto e anche quella tra operaio e operaio. Tutto questo va a scapito dell’operaio che è sfruttato di più e lavora anche senza gli elementari mezzi di sicurezza: «Una linea deve essere riparata alla svelta, non si può perdere tempo con tante ciance, altrimenti si perde l’appalto!». È questo probabilmente il caso dei due operai morti a La Rotta.

Intanto le organizzazioni sindacali tricolori che hanno fatto? Si sono astenute dal dare un loro giudizio; forse aspettano che si sia trovato un colpevole…?

È un incidente, qualcuno ci andrà di mezzo, non certo l’appaltatore o l’Azienda loro sono al disopra di ogni sospetto; intanto i treni corrono e devono correre nelle peggiori condizioni per poter portare sempre più viaggiatori al minor costo e col maggior guadagno possibile; appunto un elemento di questo minor costo sono gli appalti, non esistendo veri e propri controlli, dato anche il limitato numero di addetti, si può anche rischiare la pelle di chi lavora, questa volta è toccato a loro ma non è da molto che è toccato ad un pulitore di Firenze SMN e a quanti altri ancora?

Gli appaltatori hanno dalla loro parte i vertici sindacali che pur di favorire l’economia nazionale farebbero chi sa cosa, e sbraitano, sbraitano ma non hanno mai fatto niente per l’eliminazione effettiva degli appalti e il conseguente assorbimento da parte delle FS dei dipendenti di questi, anzi, si sono in alcuni casi messi loro stessi ad organizzare cooperative per appalti.

Per tutto comunque c’è una copertura e nessuno protesterà; le mogli dei defunti avranno qualcosa, poi un’inchiesta stabilirà se ci dovrà essere qualche disperato che pagherà per una colpa che è solo sua come ultimo anello della catena, con responsabilità tali e tante da non poter controllare, colpa che in realtà sta in un sistema che non si riuscirà a cambiare che con una lotta che dovrà andare anche contro le confederazioni sindacali.

Che questi operai morti servano per lo meno a risvegliare in noi un istinto di classe perché possiamo risolvere i nostri problemi e per questo non c’è che un mezzo: organizzarsi in organismi di classe che si oppongano alla linea collaborazionista delle confederazioni unitarie.