Firenze: la nostra azione tra i lavoratori della scuola
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Il 25 marzo si è svolta in una pubblica sala una riunione indetta dal Comitato di Agitazione dei lavoratori della scuola per organizzare il proseguimento dell’azione in difesa delle condizioni di vita e di lavoro di tutti i lavoratori della scuola. Presenti i delegati di alcuni circoli e scuole di Firenze e provincia; alla base dell’assemblea due fondamentali necessità:
- Apertura immediata della vertenza per il rinnovo del contratto di lavoro contro la prassi usata fin qui dai bonzi sindacali di iniziare la « lotta » a giugno e cioè alla fine dell’anno scolastico con evidente intento sabotatore;
- Elaborazione di una piattaforma rivendicativa che, a differenza di quelle presentate da tutte le centrali sindacali partisse dalle vere esigenze dei lavoratori della scuola e non da quelle « superiori » dello Stato e dell’economia nazionale.
Gli interventi sia dei nostri compagni presenti nel Comitato di Agitazione sia di altri lavoratori hanno portato contributi positivi all’elaborazione della piattaforma e stigmatizzato l’operato dei vertici sindacali che sistematicamente si rifiutano di mettersi dalla parte dei lavoratori che essi pretendono di rappresentare. I nostri compagni hanno messo in evidenza l’aspetto più importante dell’azione intrapresa e cioè che finalmente un gruppo di lavoratori ha sentito il bisogno di prendere in mano la difesa dei propri interessi, e di elaborare le proprie rivendicazioni di cui la piattaforma scaturita dall’assemblea è un primo risultato. Infatti l’azione del Comitato di Agitazione sta proseguendo nella duplice direzione: propagandare la piattaforma all’interno della categoria in tutte le forme possibili (assemblee di base, diffusione alle scuole, ecc.), chiamando tutti i lavoratori ad organizzarsi intorno ad essa e portare le stesse rivendicazioni in tutte le assemblee promosse dai sindacati per affermarle in una decisa opposizione contro la volontà dei dirigenti di far passare gli interessi dello Stato e il buon andamento della scuola sulle spalle dei lavoratori.