Partito Comunista Internazionale

Statizzati anche i sindacati

Categorie: Italy, Union Question

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Un’altra perla si aggiungerà alla collana di tradimenti che il sindacato si è mano mano costruita dal dopoguerra all’oggi. Da più parti dello schieramento borghese ed opportunista si chiede infatti che i sindacati, al pari dei partiti, vengano completamente istituzionalizzati, che ad essi lo Stato versi le sue sovvenzioni. Il sogno dei bonzi nostrani è quello di seguire la buona sorte dei «compagni» francesi che a questa «ben meritata» ricompensa sono già giunti. Nella forsennata corsa all’inserimento statale pare non ci siano più ostacoli, il corporativismo statale fascista è quasi raggiunto; da una parte si richiede (col parere favorevole degli industriali) la cogestione operaia della fabbrica, per mascherare ancor più la linea di classe che divide questa dal suo avversario, dall’altra si richiede come premio per buona condotta verso l’economia capitalistica di arraffare un po’ di miliardi; per poter gestire insomma alla pari gioie e dolori, diciamo così, di questa società di merda.

Sarebbe immaginabile che, se lor signori si ingrasseranno con i soldi di Sua Eminenza lo Stato, gli operai possano sgravarsi da ritenute e simili e non è del tutto impensabile che tale panzana faccia proprio parte integrante della pubblicità che si farà a favore di questa carognesca azione che lega, se di più si può, la difesa operaia allo Stato ed alle sue casse. Noi comunisti d’altra parte sappiamo bene che gli operai continueranno a pagare di tasca loro come e più di prima.

Vogliamo ricordare alla classe operaia, e lo dimostriamo mettendo in luce le porcherie che i sindacati ufficiali compiono ogni giorno, che la difesa di classe non passa attraverso le mani dello Stato, non si delega come oggi avviene né sul piano della lotta immediata né su quello del mantenimento finanziario dell’organizzazione sindacale. Se abbiamo detto no alla delega definendone l’instaurazione primo passo verso il sempre maggior inserimento del sindacato nell’orbita statale, non possiamo oggi che chiamare alla lotta i proletari contro queste proposte, lotta che è prima di tutto in difesa del salario, del posto di lavoro, con tutti i mezzi nessuno escluso, e di conseguenza, lotta per la riconquista degli attuali sindacati sbattendo fuori a calci nel sedere i dirigenti venduti, o se questo non sarà possibile loro ricostruzione ex novo su corrette posizioni di classe. I proletari tutti devono rendersi conto che proposte quali quella del finanziamento statale sarebbero respinte con forza da un sindacato che fosse realmente impegnato in una lotta ai ferri corti per la loro difesa e che di converso questo mercanteggiare non dimostra altro che la volontà dei sindacati tricolori di vendere i bisogni operai alle esigenze dell’economia capitalistica.

A questo continuo intrallazzare da lenoni deve opporsi con forza la classe operaia nella convinzione che soltanto una sua organizzazione di difesa economica poggiante su basi – anche finanziarie – classiste potrà costituire lo strumento con il quale passare al contrattacco spezzando la pressione che la borghesia esercita su di essa attraverso partiti e sindacati traditori.