Partito Comunista Internazionale

Una tregua per madama democrazia

Categorie: Electoralism, Italy, Opportunism

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I partiti i sindacati opportunisti hanno bloccato ogni azione di lotta delle categorie operaie per permettere «l’ordinata conclusione della campagna elettorale» dimostrando come, per loro, le manifestazioni di demagogia interclassista non solo siano più importanti ma addirittura inconciliabili con la mobilitazione di classe. Ma anche qualora l’occasione elettorale fosse – ma non è – una forma di reale scontro sociale fra classi, interrompere le lotte in corso, indebolire il fronte proletario, significa concedere una tregua unilaterale al nemico. La forza della classe operaia si manifesta soltanto con la sua mobilitazione; il proletariato può contrapporsi al potere padronale solo minacciando lo sciopero perché solo lo sciopero dimostra ai padroni non solo il malumore degli individui, ma la capacità di organizzarsi, di richiedere compatti il soddisfacimento dei propri interessi di lavoratori.

A sabotare, a deviare e stemperare questa unione mirano i falsi dirigenti che, anche quando, sempre più raramente, indicono manifestazioni di piazza, l’organizzazione fin dai luoghi di lavoro è trascurata, l’informazione tardiva mentre l’istinto di classe che spinge i proletari alla confluenza è ammorbato dalla partecipazione di ogni tipo di strato piccolo borghese e dai deprimenti evanescenti contenuti rinunciatari che vengono prospettati alla «lotta».

È poi invalso l’uso di sospendere anche tali false mobilitazioni in ossequio a varie vicende dei governi e dello Stato borghese. Lo Stato non è lo Stato di tutti, è lo Stato dei proprietari, armato contro ogni ribellione alla soggezione del proletariato. Si pretende da parte degli operai il rispetto delle regole oneste del gioco e dell’onore, come se si trattasse di una regola di buona creanza, come se non si trattasse per gli operai della loro vita, del posto di lavoro, di dar da mangiare alle proprie famiglie. Che forse i padroni rispettano le regole quando mantengono, anche se per contratto, fermi i salari mentre i prezzi crescono ogni giorno? Che forse durante la tregua elettorale sono stati riassunti tutti i disgraziati di senza lavoro, che forse è stato pagato nelle buste paga un extra temporaneo per compensare la svalutazione?

Per la borghesia la lotta contro la classe operaia è perenne perché è organizzata come classe dominante in modo stabile. In modo altrettanto efficiente e continuo, ed anche di più se possibile, deve essere inquadrato il proletariato. Lo potrà essere solo quando avrà sbattuto fuori dal movimento sindacale i dirigenti che hanno rese delle farse anche le ultime contrattazioni di categoria dove di scioperi ne hanno fatti il minimo, giusto per smorzare la rabbia operaia. Tutto era già stato stabilito molto prima fra sindacalisti, padroni e governo – si rileggano i numeri del nostro giornale di mesi fa – una mancia di 20.000 lire per tutti condita con molto fumo sulla «occupazione».

A questo punto, il movimento già piegato, possono anche permettersi di fare la bella figura con il loro Stato di ordinare la tregua o un falso sciopero per l’uccisione di un giudice borghese. Contro queste tregue si deve rispondere con l’indisciplina.