Partito Comunista Internazionale

Il volantino del partito diffuso fra i tessili per il rifiuto del contratto

Categorie: CGIL, Leaflets, Union Activity

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In occasione dell’uscita della parte «politica» dell’accordo sui tessili, circa un mese fa, diffondemmo il seguente volantino tra i lavoratori.

Ora, dopo un’ennesima «battaglia» in notturna (pare che i contratti vengano bene solo di notte, chissà, forse bonzi e padroni hanno il buon gusto di fare le loro porcherie al buio) si è addivenuti, con reciproca soddisfazione, alla completa stesura del contratto. Come al solito la soddisfazione è negata agli operai, i quali vedono il loro stipendio aumentare di sole 25.000 lire, le quali per di più sono considerate «Elemento distinto della retribuzione», e quindi non se ne troverà traccia né sulla tredicesima, né sulla liquidazione.

Grazie a questa «vittoria» la paga base minima sarà di 102.000 lire, la massima di 192.250: non c’è male per coloro che dicono di voler combattere la sperequazione salariale!

Fortunatamente «ben presto» l’aumento sarà conglobato nella paga base; per ben presto qui si intende il 1979, data la quale, oltre ad essere lontanissima, è anche quella dei prossimi rinnovi contrattuali; e per allora la cosca-padroni-bonzi sarà ben riuscita a trovare qualcosa per fregare gli operai, è o non è il loro mestiere?

Per il resto niente di notevole da aggiungere a quanto detto nel volantino, se non un attestato di sincerità verso i sindacati, i quali hanno fatto questa dichiarazione:

«La FULTA ritiene preminenti in questa situazione i problemi dell’occupazione e quelli derivanti dai processi di ristrutturazione, che quindi vanno privilegiati rispetto alla componente retributiva…

Di conseguenza va messa in risalto l’importanza della parte del contratto che si riferisce agli investimenti ed al decentramento… ed al lavoro esterno. Essa va inserita in una visione nazionale di sviluppo settoriale ed in una visione generale di politica economica».

Purtroppo abbiamo visto come i sindacalisti non siano riusciti, poverini, a salvaguardare l’occupazione, ma in compenso sono riusciti benissimo a deprimere la «componente retributiva», il tutto nell’ottica di una «visione generale di politica economica».

Ma agli operai non interessa la politica economica, sia essa nazionale o settoriale, perché oggi essa è in ogni caso borghese, e quindi antioperaia. Essi vogliono che questo sistema che li ha brutalmente costretti nelle fabbriche permetta loro almeno di sopravvivere.

Il Partito Comunista Internazionale sa che questo il capitalismo non lo può garantire, e mentre indica agli operai che una lotta decisa per rivendicazioni veramente di classe è l’unico modo per difendersi dagli attacchi del padronato, proclama che lo sfruttamento borghese potrà essere eliminato solo dopo una conquista rivoluzionaria, con le armi, del potere politico.


COMPAGNI TESSILI!

Ecco il contenuto della prima parte dell’accordo che, già concordata tra padroni e dirigenti sindacali, vi si vorrebbe fare accettare:

  1. occupazione: dietro il fumo di «consultazioni periodiche» e di «esami congiunti» fra padroni e sindacalisti sta il fatto che non viene messo nessun freno alla libertà dei padroni di mettere a cassa integrazione, sospendere, dare ferie forzate, licenziare; tutto questo in un momento che registra i più alti livelli di disoccupazione degli ultimi venti anni.
  2. lavoro esterno: la «vittoria» consisterebbe in questo paragrafo: «le aziende committenti lavoro presso terzi, inseriranno nel contratto di commessa apposita clausola richiedente alle imprese esecutrici l’impegno alla applicazione del CCNL di loro pertinenza e delle leggi sul lavoro»; così, con una clausoletta, si dovrebbero eliminare le terribili condizioni di lavoro degli operai che lavorano presso piccole aziende. Semmai si sarebbe dovuto porre un freno alla smobilitazione delle grandi ditte, e mettere a loro carico gli oneri relativi al rispetto del contratto, anche per gli operai che lavorano per ditte che ricevono le commissioni. In questo modo invece si ammette lo status quo e si dà alle ditte committenti un’arma che permette loro di ricattare le ditte più piccole le quali, per sopravvivere, dovranno fare prezzi ancora più bassi e quindi sfruttare ancora di più i loro operai.
  3. lavoro a domicilio: anche qui niente di fatto; non si mette in discussione questo sistema di supersfruttamento, né si tenta di ridimensionarlo, ma solo si definiscono i termini del cottimo.
  4. mobilità della mano d’opera: carta bianca per i padroni. L’unica «limitazione» nelle aziende con più di 200 dipendenti è una preventiva «informazione» dei sindacati.

Per quanto riguarda la seconda parte del contratto, non c’è bisogno di essere degli indovini per prevedere che sarà elargita la solita elemosina di 20-25.000 lire, assolutamente insufficiente per compensare gli enormi aumenti del costo della vita degli ultimi anni.

COMPAGNI TESSILI! OPERAI DI TUTTE LE CATEGORIE!

L’eroica lotta degli operai polacchi insorti contro lo schiacciamento delle loro condizioni di vita e di lavoro dimostra che il capitalismo, rosso, nero, o bianco, può essere combattuto se gli operai sono uniti ed organizzati nella difesa dei loro interessi. I compagni di Varsavia hanno mostrato alla classe operaia di tutto il mondo che gli interessi dei lavoratori sono opposti a quelli dell’economia nazionale; è per questo che sono stati additati come «provocatori» dagli opportunisti di tutto il mondo, ma essi lo sono come lo sono quegli operai che nelle fabbriche, con sempre maggiore frequenza, rifiutano gli accordi che i traditori degli attuali sindacati portano loro dopo aver ceduto davanti alla voce del padrone, come lo sono quegli operai che si organizzano contro le direttive degli attuali sindacati ed indicono scioperi selvaggi, come quegli operai che vogliono lottare fregandosene di «uscire dalla crisi».

COMPAGNI TESSILI! OPERAI DI TUTTE LE CATEGORIE!

I governi che verranno dopo la farsa elettorale del 20 giugno, con o senza il PCI, avranno un unico scopo: quello di farvi accettare le imposizioni del padronato, le quali comporteranno un abbassamento dei salari reali, aumento dei ritmi, peggioramento delle vostre condizioni di lavoro, forte disoccupazione.

L’unico modo per non farsi schiacciare è quello di rifiutare i contratti capestro che i bonzi sindacali ci vogliono fare accettare, e di organizzarsi, dentro o fuori dei sindacati, affinché si formi un’opposizione sindacale di classe che porti avanti le reali rivendicazioni di tutti i lavoratori, fino alla rinascita, a scala nazionale e internazionale, dei sindacati di classe, contro la politica di tradimento dei vertici sindacali tricolori.

CONTRO IL CORPORATIVISMO DELLE CENTRALI SINDACALI! PER LA RINASCITA DEL SINDACATO DI CLASSE!

Il Partito Comunista Internazionale