Aperto sabotaggio della lotta degli ospedalieri
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I lavoratori ospedalieri di Milano sono scesi in lotta per rivendicare l’applicazione del loro contratto nazionale, firmato nel giugno 1974, che prevedeva, tra le altre cose, l’applicazione di un «mansionario» del personale che, «specificando le varie fasce, precisasse responsabilità, mansioni e qualifiche dei lavoratori» (Corriere della Sera 22.9.76).
I lavoratori ospedalieri sono infatti costretti, specialmente i meno specializzati e peggio pagati, a compiere diverse mansioni e spesso mansioni superiori a quelle per cui sono retribuiti.
Gli ospedalieri di Milano hanno «osato» fare sciopero (un giorno) e hanno «osato» dimostrare il supersfruttamento a cui sono sottoposti svolgendo per alcuni giorni soltanto le mansioni loro attribuite per contratto, col risultato di far giungere alla paralisi gli ospedali.
Di fronte a questa manifestazione di lotta di classe si è scatenato l’attacco di tutta la sozza società borghese, ben spalleggiata dai falsi partiti e sindacati operai, improvvisamente preoccupata per le condizioni di quei malati che continuamente bistratta usandoli soltanto come fonte di laute prebende per mutue, enti locali, industrie farmaceutiche e professoroni.
La opinione pubblica, ben orchestrata dalla grande stampa padronale e opportunista, ha gridato allo scandalo e ad essa si sono uniti Stato e Regione, Partiti e Sindacati.
Di fronte agli operai in lotta si è creato un muro di ostilità e di odio che preannuncia quale sarà l’atteggiamento di queste forze dinanzi ad una ripresa generale del moto di classe. I sindacati non hanno esitato a definire gli scioperanti «teppisti», «scalmanati», «anarchici» etc. proprio come fecero un anno fa contro i ferrovieri di Roma, Napoli ed altre città italiane, soltanto perché questi lavoratori intendono opporsi al continuo peggioramento delle loro condizioni di vita e di lavoro e per fare questo usano l’unica arma che hanno a loro disposizione, lo sciopero!
Proprio i sindacati ed i partiti «operai» hanno fatto aperta azione di divisione tra lavoratori presentando gli ospedalieri in sciopero come i responsabili del fatto che agli ammalati mancasse il pranzo o il cambio delle lenzuola. Come se la responsabilità dello sciopero fosse dei lavoratori e non di quelli che non li pagano a sufficienza e li sfruttano fino all’osso! Che gli ospedalieri vengano pagati meglio, che sia assunto nuovo personale, che ogni dipendente abbia una ben precisa mansione da svolgere e gli ammalati saranno meglio assistiti e curati! Così si potrà realizzare la famosa riforma sanitaria, altro che con i fumosi discorsi di PCI e soci! I sindacati confederali nella loro azione di sabotaggio della lotta hanno avuto uno splendido alleato nello Stato borghese (ormai lavorano in coppia!): in un primo momento essi stessi hanno minacciato l’intervento dell’esercito contro gli scioperanti, poi, una volta intervenuti i militari, hanno costretto i lavoratori, dimostrata ormai l’inutilità della loro azione, a tornare al lavoro. Un tempo erano proprio i sindacati a guidare gli scioperanti contro il crumiraggio organizzato dallo Stato tramite esercito e guardie regie e spesso i crumiri in divisa erano costretti a rinculare sotto nugoli di pietre; oggi sono i sindacati a spalleggiare l’azione dello stato contro gli operai più decisi e combattivi! Miracoli della democrazia resistenziale!
I problemi dei lavoratori ospedalieri, come ormai quelli di tutte le categorie operaie, sono gravi; i loro salari sono tra i più bassi in Italia, il lavoro troppo faticoso, i turni sfibranti, l’ambiente malsano.
I sindacati invece di lottare per il miglioramento di questa situazione richiedono nell’ipotesi di piattaforma per il nuovo contratto, presentata dalla FLO: L. 40.000 lorde di aumento per gli ausiliari che però dovrebbero incorporare l’attuale indennità di rischio generico (i sindacati parlano gesuiticamente di «superamento») mentre gli scatti biennali dovrebbero essere «congelati» o addirittura diminuiti. Più in generale secondo la FLO, il «costo del contratto» deve essere quello dei contratti dell’industria (cioè L. 20-25.000 lorde) e si dice apertamente che i costi devono essere contenuti. Il motivo su cui si ribatte continuamente è quello divenuto ormai il cavallo di battaglia per tutto il pubblico impiego e cioè la «riorganizzazione del lavoro» basata principalmente sulla «mobilità».
La piattaforma della FLO dice testualmente: «Per ottenere concreti risultati nella modificazione dell’attuale organizzazione sanitaria e dei rapporti di potere esistenti si dovrà superare l’attuale parcellizzazione e divisione del lavoro e quindi il mansionario, definendo profili professionali che agevolino anche l’inquadramento dei nuovi livelli funzionali». Il linguaggio è fumoso e fatto apposta perché i lavoratori non capiscano che li si vuol fregare. I «nuovi livelli funzionali» sono un miraggio usato dai sindacati per far ingoiare ai lavoratori l’abolizione del mansionario. In realtà, mentre soltanto pochi lavoratori (e possiamo facilmente predire che saranno prescelti i leccapiedi dei bonzi sindacali e dell’azienda) passeranno a livelli superiori agli attuali poiché è evidente che anche le mansioni più basse dovranno continuare ad essere svolte, la maggioranza dei lavoratori continuerà a fare il lavoro che fa attualmente e «senza più la copertura legale di un mansionario che bene o male difende dagli eccessi e dagli arbitrii, saranno gradualmente costretti – e non potranno più rifiutarsi – a svolgere un numero sempre più vasto di mansioni (definito dai sindacati in modo fumoso «polivalenza») oltre quelle già di loro competenza». (dalla piattaforma dei «Lavoratori Ospedalieri di Base» di Firenze). Facendo lavorare di più gli operai già in servizio tutto il peso della riorganizzazione della struttura sanitaria ricadrà sulle loro spalle e saranno evitate nuove assunzioni. In questo modo i sindacati mettono al primo posto il problema della disoccupazione: lottando per il blocco delle assunzioni nello Stato ed in tutti gli Enti pubblici! In effetti essi si occupano del problema dei disoccupati non per risolverlo a vantaggio degli operai ma bensì per tentare di arginare il movimento di lotta dei disoccupati e per dividere il loro movimento da quello degli operai alla produzione mettendo gli uni contro gli altri!
Se i lavoratori ospedalieri sono decisi a non svendere le loro condizioni di vita e di lavoro, se vogliono difendere se stessi ed i loro fratelli di classe disoccupati non possono che opporsi alla politica traditrice della FLO e delle confederazioni sindacali, rifiutando la sottomissione dei loro interessi a quelli dell’economia nazionale e riorganizzandosi alla base per opporsi al tradimento dei sindacati ufficiali, venduti al padrone ed allo Stato, nello sforzo di ricostituire genuini organismi economici di classe. Su questa strada, in ogni occasione, tra i compagni di lavoro come nelle rare assemblee sindacali i lavoratori più coscienti devono fare opera di convincimento perché venga respinta la ipotesi di piattaforma presentata dalla FLO per rivendicare al contrario:
- un consistente aumento salariale, inversamente proporzionale rispetto all’attuale salario cioè più alto per i peggio pagati, sulla paga base, che almeno recuperi la svalutazione a cui i salari sono sottoposti dal continuo aumento del costo della vita;
- il pagamento immediato dell’ottenuto aumento;
- la riduzione degli attuali livelli, tendendo a realizzare la massima unità di classe;
- il rifiuto della mobilità, il rifiuto cioè dell’aumento dell’intensità e dei carichi di lavoro attraverso la «polivalenza»;
- l’immediato riconoscimento e passaggio alla mansione superiore per il lavoratore che venga impiegato in una mansione superiore a quella per la quale viene retribuito;
- aumento degli organici, per ridurre il carico di lavoro dei lavoratori, lottare praticamente contro la disoccupazione e migliorare l’assistenza ai proletari degenti in ospedale;
- per tutte quelle rivendicazioni infine (aumento dell’indennità notturna, 13ª mensilità completa, 14ª mensilità etc.) che si pongono sul terreno di classe e tendono ad unire ed a migliorare le condizioni di vita e di lavoro della classe operaia.
I combattivi ospedalieri di Milano devono sapere che gli operai più generosi, quelli sfuggiti alla corruzione materiale e morale dell’opportunismo sono al loro fianco nella dura lotta contro bonzi sindacali, padroni e Stato borghese!