Dedicato a « Selezione »
Categorie: Mass media
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Vi fu un tempo una discussione su come dovesse esser fatto un periodico di grande tiratura, e si arrivò alla conclusione che, quanto più stupido sarebbe stato tanto più fortuna avrebbe avuto. Venne allora fatto rimprovero al direttore del maggiore periodico del momento di non ascoltare tale consiglio e di non rendere il suo organo ancora più idiota: egli replicò laconicamente: «Non è possibile».
Questo è, evidentemente, il principio informatore del più fortunato periodico di questo dopoguerra, Selezione dal Reader’s Digest. Non altrimenti si possono spiegare articoli come quelli che narrano come la figlia del Re d’Inghilterra sia felice di essere principessa e si nasconda dietro le tendine per fare «Bù» ai visitatori.
Quest’opera di rincretinimento rientra, a quanto pare, nei compiti della propaganda americana in Europa, e Selezione è appunto una delle armi più indovinate, più sottili e meglio riuscite del conseguimento dello scopo.
Ma, a parte il suo contenuto politico astutamente orientato, a parte il contributo offerto alla campagna anticomunista intrapresa dagli Occidentali, vale la pena di constatare come Selezione esprima col massimo sangue freddo l’ignominia e la barbarie dei cosiddetti democratici occidentali, che se per qualcosa vanno ammirati è per la faccia tosta con cui rinfacciano a Hitler e a Stalin delitti che confessano col massimo candore di aver compiuto e di compiere. Si veda ad esempio il racconto dello sgancio dell’atomica su Hiroshima. È noto ormai che questa operazione fu del tutto inutile, in quanto il Giappone era già rassegnato alla resa, e la bomba fu scaricata solo a titolo di avvertimento all’alleato russo. Tale avvertimento fu pagato con la vita di centomila miserabili uomini di colore, e quindi più che a buon mercato. Ma se questo calcolo di fredda strategia internazionale è degno delle superiori autorità militari e civili che reggono il mondo, qualcuno si sarebbe forse aspettato un minimo di perplessità almeno da parte dell’equipaggio dell’apparecchio, perplessità determinata se non altro dallo spettacolo del massacro eseguito. Ma no: Selezione informa che l’equipaggio gongolava, solo meravigliandosi che fosse possibile compiere una simile distruzione con così piccolo sacrificio; e che il volo fu silenziosissimo… Dopo questa confessione ci chiediamo con che faccia fresca si condannino le S.S. di Himmler, a favore delle quali si può dire che non menavano vanto dei propri massacri, non ne esultavano, avevano il pudore di non descriverli con compiaciuto cinismo sulla stampa che va nelle mani di tutti.
Ma la civiltà americana non si ferma qui: poche pagine più avanti si descrivono con uguale compiacimento le esperienze compiute sugli ergastolani, coi germi delle malattie tropicali. Oh, santa ingenuità del secolo XIX, in cui sorse un movimento per combattere la vivisezione delle cavie!
Da parte nostra, abbiamo riso allorché il «nepote» governativo Andreotti si agitava per ritirare la stampa a fumetti come fomentatrice della criminalità giovanile. Se mai credessimo che proposte simili sarebbero prese sul serio, chiederemmo ad Andreotti, in nome della coerenza, di proibire la diffusione di Selezione come organo favoreggiatore dell’assassinio in massa, degli abusi di governo, e della preparazione della guerra.