Conferenza pubblica a Firenze
Categorie: Capitalist Wars, Military Question, National Question
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Venerdì 19 aprile, ore 21, presso la sede del Partito, Borgo Allegri 21r
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Lo scontro imperialista atto finale della crisi del Capitale
I comunisti condannano storicamente e avversano ogni guerra tra gli imperialismi, che rappresenta il punto più alto della degenerazione del mondo capitalistico.
Nell’imperialismo le guerre tra gli Stati borghesi vedono un solo, unico sconfitto, il proletariato internazionale.
I comunisti non chiamano i lavoratori a schierarsi per la vittoria dell’uno o dell’altro fronte imperialista, entrambi reazionari e antiproletari.
Da sempre attendono e lavorano per la guerra della classe operaia per il comunismo.
Per tutti i partiti borghesi e i falsi comunisti è invece irresistibile sottomettersi a una delle due parti, nessuno riesce ad uscire al di sopra della mischia immane.
Soltanto a chi si mette completamente dalla parte dei proletari – che non hanno patria e non hanno bandiera perché tutte le patrie e tutte le bandiere nazionali sono contro di loro – è dato essere contro ogni parte in guerra.
La soluzione alle guerre imperialiste in corso è: contro la borghesia ucraina e contro la russa; contro la borghesia israeliana e contro la palestinese. Che sul piano pratico significa essere, in ogni paese, contro la propria borghesia.
La macchina micidiale della guerra non si ferma appellandosi alla pace, ma con la lotta del proletariato contro la propria classe dominante. Ciò significa rigettare la “difesa della patria”, diffondendo gli scioperi dalle città all’esercito, unendo nella lotta proletari civili e in divisa, voltando il fucile: non contro i proletari dell’altro paese ma contro il proprio regime borghese. Come in Russia nell’Ottobre rosso del 1917: non contro i proletari tedeschi ma contro il governo borghese di San Pietroburgo e dello Zar.
Solo così i proletari possono trasmettere il contagio del disfattismo rivoluzionario ai proletari degli altri paesi e fermare il massacro fra fratelli della stessa classe sociale, unica e internazionale, dei lavoratori.
Anche di fronte a un esercito occupante, la lotta da condurre è quella di classe, sono gli scioperi in difesa del salario e delle condizioni di vita, fino alla rivolta sociale, appellandosi ai proletari civili e in divisa dell’esercito occupante, costretti a svolgere funzioni di polizia, affinché si rivoltino contro il loro regime borghese e solidarizzino con la rivolta proletaria del paese occupato. Ciò si può fare solo rigettando i richiami dei partiti borghesi alla lotta per “cacciare l’invasore” e i loro tipici infami metodi terroristici, che seminano morte fra i proletari del paese occupante, civili e in divisa.
– Per l’unione fra i proletari russi e ucraini
– Per l’unione dei proletari israeliani e palestinesi
– Contro le proprie borghesie nazionali
– Per il disfattismo proletario della guerra imperialista
- Oggi: center@intcp.org ↩︎