Gli operatori sanitari rumeni scendono in sciopero
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Mercoledì oltre 10.000 dipendenti del settore sanitario e dei servizi sociali provenienti da tutto il Paese si sono radunati a Bucarest per manifestare. La loro principale preoccupazione è la proposta di legge sui salari, che secondo i membri del sindacato SANITAS potrebbe comportare il congelamento degli stipendi o addirittura una riduzione delle retribuzioni per oltre la metà dei lavoratori del settore. I manifestanti hanno sfilato da Piazza Victoriei fino al Palazzo del Parlamento per far sentire la propria voce. I lavoratori in lotta sono insoddisfatti della nuova legge sui salari, in particolare delle riduzioni proposte per bonus e indennità, che influenzeranno in modo significativo il loro reddito complessivo. Secondo i manifestanti, le modifiche potrebbero portare a sostanziali tagli salariali, che in alcuni casi potrebbero arrivare fino a 3.000 lei al mese.
La borghesia sta tagliando ovunque, tranne che i suoi profitti e sfrutta il lavoro salariato al prezzo più basso possibile. Il lavoro sanitario in Romania è molto stressante e spesso i lavoratori subiscono abusi, carico di lavoro eccessivo e pochi giorni liberi. Con questa nuova legge riceveranno un altro schiaffo in faccia dalla borghesia. La Romania si colloca tra i paesi con il salario minimo più basso dell’Unione Europea, con un salario minimo lordo di 795 euro. Il tasso di inflazione annuale della Romania ha raggiunto il 9,5% nell’aprile 2026. Tutto sta diventando più costoso e gli stipendi vengono tagliati. Una delle lavoratrici in sciopero afferma: «La nostra principale lamentela è la grave carenza di personale, e i tagli salariali, (…) ci sentiamo davvero molto umiliate. Durante la pandemia di COVID, eravamo eroi; ora siamo in fondo alla scala salariale», aggiunge. «Siamo esausti sia fisicamente che mentalmente, quindi facciamo gli straordinari solo per coprire i nostri turni. Tutti si aspettano un servizio di qualità da noi, e noi facciamo del nostro meglio, ma per arrotondare i nostri salari siamo costretti a fare continui straordinari.»
La riduzione dei bonus incide sul reddito reale di chi lavora in condizioni difficili, a turni e sotto pressione.
Alle 14:30: la protesta è stata dichiarata conclusa e la lotta si è spenta. Ma questo è il limite della semplice spontaneità. Senza l’azione di un sindacato schierato su posizioni genuine di classe e condotto dal partito comunista in questa fase storica gli operai raggiungeranno a fatica anche i minimi risultati, I comunisti dovranno essere gli elementi più avanzati della classe operaia, stabilire contatti con i lavoratori e organizzarli nel partito comunista. Il Partito Comunista, che racchiude la parte più avanzata e risoluta del proletariato, unifica gli sforzi delle masse lavoratrici e trasforma le loro lotte per interessi di gruppo particolari e conquiste immediate nella lotta generale per l’emancipazione del proletariato.