Gli attacchi degli Houthi alle raffinerie petrolifere saudite
Categorie: Capitalist Wars, Middle East and North Africa
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L’attacco è stato l’ultimo di una serie verificatasi dopo la fine del cessate il fuoco tra i ribelli sostenuti dall’Iran e l’Arabia Saudita. I militanti Houthi (i Partigiani di Dio) hanno colpito le raffinerie petrolifere dell’Aramco nelle città di Yanzu e Jizan, sul Mar Rosso, che hanno entrambe funzionato come porti principali dopo che l’Iran ha chiuso lo Stretto di Hormuz a marzo. Il cessate il fuoco, in vigore dal 2022 e già precario, è terminato ufficialmente il 13 luglio, quando le forze saudite hanno attaccato l’aeroporto di Sana’a nello Yemen, e la situazione si è aggravata quando gli Houthi hanno reagito lanciando un attacco con missili balistici contro l’aeroporto di Abha in Arabia Saudita. Ciò si inserisce nel contesto della più ampia guerra civile yemenita tra il nord controllato dagli Houthi e il sud sostenuto dall’Arabia Saudita e riconosciuto a livello internazionale.
Gli Houthi fanno parte dell’«asse della resistenza», una rete iraniana (ed ex siriana) di organizzazioni militanti che comprende, tra gli altri, Hamas, il P&DFLP (Fronte Popolare Democratico per la Liberazione della Palestina) e Hezbollah. Questa ampia portata ha portato molti esponenti della cosiddetta «sinistra» a sostenere la rete, sostenendo che stiano combattendo una guerra giusta contro l’imperialismo occidentale/saudita. Dobbiamo però sapere che questa escalation avviene mentre la Confederazione Generale dei Sindacati Yemeniti denuncia che i salari dei lavoratori non vengono pagati, che le sedi sindacali vengono sequestrate, che la borghesia sta deliberatamente cercando di indebolire I sindacati creando al loro posto sindacati fittizi, e che entrambe le parti in conflitto sono attivamente ostili al proletariato yemenita.
La lotta contro il nazionalismo e per il disfattismo rivoluzionario è stata condotta dal partito sin dalla prima guerra mondiale. Ribadiamo l’affermazione di Lenin del 1915 secondo cui «l’unica politica che comporta l’effettiva accettazione della lotta di classe consiste nel fatto che il proletariato approfitti delle difficoltà incontrate dal proprio governo e dalla propria borghesia per rovesciarli» (Lenin, La sconfitta del proprio governo nella guerra imperialistica). Il conflitto non mostra alcun segno di cessazione. Mentre scriviamo, a un mese dalla violazione del cessate il fuoco, i missili degli Houthi hanno appena colpito una nave da carico, uccidendo 4 lavoratori migranti e 2 soccorritori. L’unica via per il proletariato yemenita è l’internazionalismo rivoluzionario, in cui tutti i lavoratori, indipendentemente dai confini nazionali creati dalle borghesie, lottino per la loro liberazione rivoluzionaria, per affrancarsi dalla morsa del capitale.
Proletari di tutti i paesi, unitevi! Non avete nulla da perdere se non le vostre catene!