Partito Comunista Internazionale

Modena, 4 Febbraio: Viva la classe operaia

Categorie: Cobas

Questo articolo è stato pubblicato in:

Traduzioni disponibili:

VIVA LA CLASSE OPERAIA
Unita e organizzata nel sindacato di classe
Diretta dall’autentico partito comunista rivoluzionario
Spezzerà tutti i suoi numerosi nemici e questo infame regime di sfruttamento

L’arresto del Coordinatore nazionale del SI Cobas pone alcune importanti considerazioni.

– La reazione degli operai iscritti e militanti nel SI Cobas – con scioperi in decine di aziende, che hanno colpito effettivamente l’attività produttiva del settore, prontamente iniziati non appena si è diffusa la notizia dell’arresto, e con un robusto presidio di due giorni davanti al carcere modenese – conferma come questo sindacato si sia guadagnato la fiducia dei lavoratori e come stia loro insegnando ad agire secondo i metodi e i principi d’azione della lotta di classe. Infatti gli operai hanno difeso il loro sindacato con l’atto pratico della lotta e non con generici appelli alle istituzioni dello Stato borghese o ad alla cosiddetta “società civile”, come quasi sempre fanno gli altri sindacati, sia di base sia di regime.

– Il fatto che l’apparato poliziesco dello Stato borghese italiano abbia tentato di colpire il vertice nazionale del SI Cobas conferma che la sua azione sindacale si attesta sul giusto terreno della lotta di classe, e per questa ragione è fonte di preoccupazione per la classe capitalista in Italia, come già indicato dalle centinaia di episodi repressivi di questi ultimi sei anni: discriminazioni, licenziamenti, attacchi violenti contro i picchetti, arresti, denunce, fogli di via.

– Quasi tutti i mezzi d’informazione di quella che viene spacciata come la libera stampa, radio e televisione, per anni hanno del tutto ignorato i duri scioperi organizzati dal SI Cobas. All’improvviso, quando si è trattato di infangarne il prestigio, per colpirne la forza, il suo nome è apparso in tutti i notiziari, alcuni dei quali l’hanno definito “il sindacato più combattivo”, come a dimostrare ai lavoratori che anch’esso si vende, e che quindi non c’è speranza di riscossa per la classe operaia. Non esiste nessuna “stampa libera” nel capitalismo ma solo la stampa borghese e quella proletaria. I lavoratori, col sindacato, devono anche darsi propri organi di stampa e non fare alcun affidamento su quelli estranei alle proprie organizzazioni di lotta.

– La CGIL Emilia Romagna e la FILT-CGIL di Parma in due comunicati non hanno perso l’occasione di sputare veleno contro il SI Cobas e di dimostrare ancora una volta di essere un sindacato del regime della classe dominante, contro la classe operaia.

– Le due principali confederazioni sindacali di base, USB e CUB, si sono distinte per il loro silenzio, rifiutandosi non solo di imbastire una qualsivoglia azione ma persino solo di esprimere la propria solidarietà al SI Cobas. Di peggio è riuscito a fare l’esecutivo nazionale della Confederazione Cobas che ha chiesto alla stampa borghese di evitare ogni accostamento con il SI Cobas. Si sono schierate al fianco del SI Cobas solo la Cub Trasporti, la Allca Cub, l’SGB e l’area di minoranza in Cgil “Il sindacato è un’altra cosa”. Questa ennesima miserevole condotta delle dirigenze di questi sindacati di base, che da anni, col loro settarismo, impediscono l’unità d’azione dei lavoratori, conferma la necessità che i lavoratori e i militanti di queste organizzazioni si battano contro di esse dirigenze, per imporre un indirizzo sindacale veramente classista.

– Questo attacco al SI Cobas non è stato il primo e non sarà certo l’ultimo. Il capitalismo affonda ogni giorno di più nella sua crisi economica mondiale, e per rimandare il suo precipitare deve sfruttare sempre più la classe operaia, attaccandone e peggiorandone le condizioni di vita e di lavoro. Per la borghesia impedire la rinascita di un grande sindacato di classe, colpendo le ancora piccole organizzazioni che marciano in quella direzione, è una questione vitale, come lo è per i lavoratori battersi oggi in loro difesa e per il loro rapido ed efficace rafforzamento, se non vogliono essere schiacciati dal peso di questo modo di produzione morente.

– Il capitalismo marcia verso l’unica soluzione borghese alla sua crisi economica: la terza guerra mondiale. La ricostruzione del sindacato di classe è necessaria ad affasciare le forze dei proletari, anche a livello internazionale, creando il fondamentale sentimento di fratellanza ed unità, ponendo un freno al più bieco sfruttamento. Ma non è sufficiente per impedire questa prospettiva. L’unico modo per impedire la guerra imperialista è la sua trasformazione in rivoluzione: girare il fucile che i padroni daranno in mano agli operai, per sparare sui loro fratelli di classe degli altri paesi, per puntarlo contro il proprio regime borghese nazionale. Questo compito può essere assolto solo da un autentico partito comunista rivoluzionariointernazionale, che lotti spietatamente contro tutti i partiti opportunisti, i falsi partiti comunisti, e che sappia guadagnarsi la fiducia dei lavoratori col suo indirizzo e con la sua condotta pratica nel campo della lotta sindacale.