Partito Comunista Internazionale

Luce dall’oriente

Categorie: Russian Revolution

Il 2 corrente la stampa europea pubblicava questo dispaccio:

“Il commissario Trotzky inviò ai rappresentanti diplomatici alleati una lettera, informandoli che il Congresso generale del “Soviet” di tutta la Russia costituì l’8 novembre il nuovo governo della Repubblica russa sotto la forma di un consiglio di commissari nazionali. A capo di questo governo è Lenin e l’alta direzione della politica estera è affidata a Trotzky”.

Il Giornale d’Italia aveva in seguito, dal suo corrispondente di Pietrogrado, questi particolari cronistici:

“Martedì mattina Kerensky pronunciava un violento discorso contro Lenin, ma, essendogli mancato un chiaro voto di fiducia, perdurava nella consueta indecisione; invece i massimalisti passavano bentosto all’azione. Nella notte sul mercoledì il Comitato occupava il telegrafo, il telefono, le stazioni e quasi tutti gli uffici pubblici. Mercoledì mattina il Soviet scio­glieva il Consiglio della Repubblica e mercoledì sera circondava il Palazzo d’Inverno.

“Kerensky intanto era riuscito a fuggire durante la giornata, pare na­scosto nel fondo di un’automobile. Nella notte del giovedì si adunava il Congresso del Soviet.

“Giovedì 8 novembre il Comitato rivoluzionario pubblicava i noti ap­pelli al paese annunziando la deposizione del vecchio governo, e sopprimeva tutti i giornali non estremisti.

“Nella notte sul venerdì, in una seduta durata dieci ore, il Congresso del Soviet aboliva la pena di morte, decideva l’armistizio, sopprimeva la proprietà della terra, stabiliva la giornata di lavoro di otto ore e l’assicu­razione del lavoro obbligatoria, e proclamava il Governo provvisorio detto dei “sedici commissari del popolo” con Lenin presidente e Bronstein-Trotzky commissario agli affari esteri: prese tali decisioni si scioglieva, nominando un comitato centrale di cento membri di cui settanta massimalisti”.

In seguito, a spizzico, sono diramate altre notizie sui primi provvedi-menti presi dal nuovo regime. Togliamo dai quotidiani:

“Si annunziano numerosi decreti, i quali stabiliscono uno statuto della stampa. Essi dichiarano che le tipografie e la carta sono proprietà dello Stato. Soltanto i partiti e le organizzazioni politiche avrebbero il diritto di pubblicare giornali. Gli annunzi diventerebbero monopolio di un istituto statale.

“I massimalisti hanno emanato la loro “Magna Carta””.

Tale il corrispondente da Pietrogrado del Petit Parisien definisce la legge sul controllo. La legge istituisce un controllo sulle imprese industriali, commerciali, agrarie e bancarie, come sulla produzione, la conservazione, e la compra-vendita dei prodotti e delle materie prime. Senza autorizza­zione del governo non si potrà più in Russia introdurre la minima modifica nel funzionamento dell’industria. Si avrà il diritto di verificare i conti, di controllare i documenti, i depositi e le riserve. Le decisioni prese saranno obbligatorie per i proprietari e solo potranno essere modificate dal potere governativo. I delegati sono responsabili dinanzi allo Stato dell’ordine, della disciplina e della conservazione dei beni”.

“Un decreto del Governo sopprime tutte le classi, le dignità ed i titoli e rimette agli ‘Zemstvo’ i beni immobili della nobiltà ed ai municipi i beni immobili dei commercianti e dei borghesi.

“Il Consiglio dei Commissari del Popolo ha elaborato un decreto che sopprime il Senato e tutti i tribunali speciali e commerciali.

“Tutti gli affari giudiziari, militari e civili, saranno giudicati da tri­bunali a tipo unico, composti di un operaio, un soldato e un contadino. Lenin avrebbe intenzione di sopprimere il codice penale, i giudici dovendo apprez­zare i delitti e imporre le pene secondo la loro coscienza.

“La difesa non sarebbe esercitata dagli avvocati, ma dai membri dei tribunali designati all’uopo.

“Il governò sta elaborando urgentemente un decreto circa la naziona­lizzazione delle banche private, la cui redazione presenta delle difficoltà. Si crede, nondimeno, che il decreto sia pubblicato prima della riunione dell’assemblea costituente.

“Il governo di Lenin per attirarsi le simpatie della popolazione e tro­vare nuove risorse pecuniarie pubblicherà un decreto relativo alla nazionalizzazione delle abitazioni e delle case che appartengono sin d’ora ai loca­tori e non ai proprietari”

Suo malgrado, la stampa borghese deve annunziare che in Russia si procede all’attuazione del programma massimo socialista. Le inesattezze e le contraddizioni contenute in quantità nei telegrammi che abbiamo ripro­dotto sono così ingenue e trasparenti per lettori abituati al linguaggio della propaganda socialista, che ci risparmiamo di ritorcerle una per una.

[Censura]