Convegno comunista della gioventù dei paesi occidentali
Categorie: Communist Abstensionist Fraction of the PSI, PCF, Third International
Seduta di venerdì 11 maggio. 1920
Il comitato esecutivo dell’Internazionale, aveva convocato per il 10 maggio a Milano un convegno delle organizzazioni giovanili socialiste di tutti paesi di Europa, aderenti o no alla III Internazionale.
La Federazione greca inviò solo la adesione non avendo potuto mandare un rappresentante. Per le giovani guardie del Belgio riferì il compagno Lainè di Parigi. La gioventù comunista spagnola inviò il proprio rappresentante ma arrivò solo alla fine del convegno. La discussione quindi si svolse esclusivamente fra il compagno Polano per il comitato esecutivo, i rappresentanti della Federazione italiana: De Marchi di Fossano, Bonardi di Milano, Cesarini di Bologna, e i compagni francesi: Pierrè Lainè per la maggioranza e Roman Radi per il comitato per l’autonomia e l’adesione alla III Internazionale.
Viene chiamata la segreteria di compagno De Marchi e alla presidenza il compagno Polano che apre la seduta con parole augurali esponendo le ragioni al convegno, “promosso dalla C.E. della Internazionale giovanile comunista allo scopo di prendere accordi circa l’organizzazione Internazionale“. Apre la discussione invitando i rappresentanti a fare una relazione sul movimento giovanile dei propri paesi. De Marchi parla a lungo sulla situazione della gioventù italiana che i nostri lettori conoscono molto bene. Bonardi riferisce sul movimento culturale socialista in rapporto alla organizzazione giovanile socialista. Cesarini illustra l’atteggiamento dei giovani italiani durante la guerra. Polano parla dei nostri rapporti con il Partito Socialista e del metodo come viene svolta la propaganda antimilitarista.
Le condizioni della gioventù socialista francese.
Ha la parola Pierrè Lainè, segretario della Federazione della gioventù socialista francese. “La Federazione giovanile socialista francese nacque nel 1912 per opera del Partito. Aderì alla Internazionale giovanile prima della guerra. Ha per compito l’educazione della gioventù e la propaganda antimilitarista, non esplicando alcuna attività politica di fuori della Federazione, che deve seguire il Partito in tutte le sue decisioni, e sta sotto la sua tutela sin dal 1918, anno nel quale acquista l’autonomia amministrativa pur restando sotto il controllo del Partito “.
Allo scoppiare della guerra, la Federazione che contava 10.000 aderenti, stava preparando un congresso internazionale a Parigi. La guerra che tutto travolse troncò tutte le relazioni che essi avevano con l’Internazionale della gioventù. Contro la guerra essi dedicarono le loro forze, ma lo spirito patriottico del popolo e la reazione borghese soffocano la Federazione che lentamente muore.
Restano in tutto una ventina di buoni compagni che cercano di ridare vita alla Federazione giovanile. Il loro sforzi danno qualche risultato, ed essi vedono con gioia, nel 1916, circa dieci sezioni sorte nella regione della Senna.
Il Comitato Centrale è composto di quattro membri ed è segretario cittadino Pier De Laporte.
Costui aderisce alla guerra e trascina ancora la Federazione verso la rovina. I pochi rimasti non si scoraggiano ma fa l’opera attiva di propaganda e verso la fine del 1917 la gioventù francese tiene un congresso ove sono rappresentati circa 400 giovani. Si forma un Comitato provvisorio e Pier Lainè è nominato segretario. Nel 1918 si tiene un Congresso Nazionale ma i rappresentanti non sono numerosi e la propaganda intensificata fa sì che nel 1919 sono 4000 e nel 1920 circa 9000 soci.
La Federazione vive sotto il controllo del Partito che nelle piccole città nelle campagne ove noi non possiamo giungere, ci aiuta per la costituzione e per il buon andamento delle sezioni. La propaganda continua ci ha dato buoni frutti e speriamo di raggiungere presto il numero di 13.000 aderenti.
Benchè senza locali e senza mezzi, continuiamo la nostra propaganda per condurre giovani operai al socialismo. “Non vi sono scuole di cultura ” ma stiamo elaborando dei progetti per costituirne almeno a Parigi.
Non possiamo ora esplicare una attività simile alla vostra perché siamo in un periodo di crisi per la ricostruzione della nostra Federazione, troppo duramente provata dalla guerra.
Abbiamo, durante la guerra, lottato strenuamente contro l’istruzione preliminare dei giovani, lottiamo ora contro il militarismo che anziché essere morto è più vivo che mani.
Un manifesto pubblicato dal C.C. Della Federazione, contro la chiamata alle armi della classe 1900 ci valse la denuncia delle autorità. Il Partito è solidale con noi e “Umanitè”, organo del Partito, si riprese l’impegno di pubblicarci la “Voix des joanes” anche essa denunciata. “La voix des joanes” si pubblica ora sotto il titolo di “Là jaunesse socialiste” in 15.000 esemplari. Le denunce delle persecuzioni non ci hanno fiaccati, siamo anzi più vivi che mani e facciamo un’intensa propaganda per la Russia dei soviet, in attesa di poter fare della manifestazioni in tutta la Francia dove affermare i nostri principi.
Benché isolati per tutto il periodo che la guerra durò sentiamo ora più forte che mai il bisogno di unirci ad una organizzazione internazionale che raggruppi intorno a sé e tutti gli elementi socialisti che sono sul terreno della lotta di classe.
Pier Lainè parla quindi dalla necessità di attirare la gioventù belga nell’Internazionale. Dice che essi non si trovano presenti al congresso perché non ricevettero alcun invito, illustra l’azione della gioventù socialista belga contro il servizio militare, parla della loro forza e si augura che nell’ Internazionale giovanile comunista possano presto aderire i 300.000 membri della Federazione giovanile socialista belga, senza che debbano creare una nuova Internazionale. In Francia il movimento degli apprendisti ancora non esiste, ma si cercherà di iniziarlo mediante l’aiuto dei comuni socialisti.
De Marchi parla la della “difesa nazionale” per la quale gran numero di socialisti francesi aderì nell’ultima guerra, e domanda e i rappresentanti della gioventù francese che cosa ne pensano in merito.
Lainè dà spiegazioni in merito pur dichiarando che tale questione “non viene ancora dibattuta dalla gioventù“. Ricorda però che il Comitato centrale che approvò la guerra “di difesa” venne sconfessato. Dice che il Partito socialista francese non era abbastanza forte per impedire la guerra e che forzatamente si dovette dare ad esso l’attività.
Seduta di sabato 22 maggio.
È presente anche compagno Secondino Tranquilli, direttore dell’ “Avanguardia” invitato dal Comitato Centrale.
Polano fa la relazione sulle attività svolte dal comitato esecutivo dell’Internazionale incominciando dal Congresso di Berlino. Le notizie sul movimento giovanile nei diversi paesi d’Europa che i nostri lettori conoscono per averlo Polano stesso illustrato a varie riprese su queste colonne.
Egli è convinto che l’Internazionale comunista è l’unica bandiera sulla quale si può stringere attorno tutta la gioventù rivoluzionaria e perciò il Comitato Esecutivo fa di tutto per ottenere la adesione delle organizzazioni ancora lontane. ” Mandammo dei rappresentanti al congresso della gioventù francese per discutere sull’Internazionale, ma nonostante i nostri tentativi apprendiamo con rammarico le decisioni del congresso nel quale la maggioranza della gioventù francese si affannava per la ricostruzione. Si tenne ultimamente una conferenza a Vienna fra le organizzazioni del sud est d’Europa ed in essa ricevemmo nuove adesioni, fra le quali importante quella degli [***] i quali erano per la ricostruzione semplicemente perché non conoscevano il programma di [***].
Ora noi domandiamo ai compagni francesi qual è e il loro programma di ricostruzione e “se i giovani francesi insistono sulla convocazione di un congresso al quale partecipino tutte le organizzazioni giovanili: noi diciamo loro che non abbiamo nulla in contrario a convocare tutte le organizzazioni che sono sul terreno della lotta di classe“.
Ma siamo contrari all’entrata nella III Internazionale di coloro che fanno della collaborazione. Lainè si dichiara dello stesso avviso. Polano: allora voi, compagni francesi potete entrare nel nostro organismo, poiché fino a ora il Partito socialista francese, al quale voi siete aderenti, non è collaborazionista. Ma se voi siete sul terreno della lotta di classe e potete aderire alla Internazionale della gioventù comunista non è così in altri paesi. In Germania i socialdemocratici combattono i comunisti tentando con tutti i mezzi di schiacciare la rivoluzione. In Polonia e socialdemocratici sono ancora al potere cercano con tutti i mezzi di schiacciare la Russia. In Austria i socialdemocratici usano lo stesso metodo, e noi che assistiamo alla loro azione antisocialista domandiamo se è logico invitare costoro nell’Internazionale della gioventù comunista. Domandiamo se è logico invitare le giovani guardie del Belgio che sono favorevoli alla collaborazione di classe e appoggiano un Partito di governo. Noi non cerchiamo di avere un gran numero di giovani nel nostro movimento ma preferiamo che i nostri aderenti siano marxisti sinceri, disposti ad un’azione energica contro la borghesia a coloro che pur professandosi socialisti la sostengono. Il nostro dovere è ” essere intransigenti“. La gioventù che è con noi deve esplicare un’azione rivoluzionaria.
Il pensiero del comitato centrale italiano
Prima che si tolga la seduta il compagno Tranquilli fa alcune dichiarazioni. Egli è sorpreso per il nuovo atteggiamento “ricostruzionista” del comitato esecutivo. Invece di dare alle organizzazioni giovanili aderenti un indirizzo preciso, netto, chiaro, esso si affatica alla “convocazione” di organismi giovanili che non hanno nulla a che vedere con i principi comunisti. L’Internazionale giovanile comunista sta diventando la “Seconda Internazionale”: le federazioni nazionali sono completamente autonome e d’altra parte è impossibile ora un’azione rivoluzionaria concorde fra di esse con tanta diversità di organizzazione di metodi. Perché siete favorevoli alla richiesta dei “ricostruttori ” che vogliono un congresso internazionale nel quale potranno intervenire tutte le organizzazioni giovanili che sono sul terreno della lotta di classe? Per riparare alle deficienze del Congresso di Berlino? Io ho criticato vivamente quel congresso, ma non per questo. Esso fu quello che doveva essere. Se ne voleva fare la Costituente di una Internazionale giovanile, tanto è vero invitaste anche organizzazioni avverse alla III Internazionale, ma fortunatamente tutte le organizzazioni che intervennero avevano già aderito alla III Internazionale. Il programma c’era e c’è ancora per gli adulti e per noi: è la Rivoluzione Russa: non lo modificaste allora perché già lo avevate accettato nazionalmente, non potremo modificare l’avvenire, perché noi siamo incorporati nella III Internazionale. E se vogliamo discutere il programma di Mosca, dobbiamo discuterlo con quelli che già hanno accettato le linee sostanziali.
Per l’accettazione di altre organizzazioni nella III Internazionale non deve essere titolo sufficiente il fatto che chiedano di aderire: bisogna vedere quali garanzie esse danno per svolgere un’azione comunista, quali impegni si assumono e qual è la loro posizione nei riguardi dei partiti socialisti unitari. Dichiara che non è intervenuto al Convegno per discutere con i rappresentanti della Federazione francese, ma esclusivamente al titolo di informazione, senza voler assumere impegni e senza richiederne, non essendo ancora ammessa la Francia nell’Internazionale comunista. Non si può far distinzione fra i sociali-democratici che sono al potere e quelli che non hanno ancora avuto la “possibilità” di arrivarvi, che sarebbe ridicolo. In linea di principio il più innocuo dei nostri riformisti è uguale al più esecrabile dei sociali-democratici tedeschi: Turati è Scheideman, Mac Donald è Mosche, Longuet è Ebert.
Non è vero che siamo contrari alla missione della Federazione Giovanile Socialista Francese perché essa non ha le nostre forze e perché non ci potrà aiutare in un’azione rivoluzionaria e perché i suoi cortei sono residui di confronto i nostri, ma siamo contrari perché il suo programma non è il nostro. Essa fa esclusivamente opera culturale ed educativa da un punto di vista piccolo-borghese: le sue campagne sono dirette contro l’abuso dell’alcool e del caffè, il suo giornale spiega come nella letteratura il simbolismo sia succeduto al classicismo e come i più grandi scrittori francesi appartengano alla scuola romantica.
Come potrà essere di unità di azione se manca unità teorica? I giovani francesi fanno anche azione antimilitarista, è vero. Ma il loro antimilitarismo è pacifismo democratico, il nostro è “militarismo socialista”: essi predicano il “disarmo universale”, noi l’armamento del proletariato.
Se con le compagno Tranquilli il compito del Comitato Esecutivo verso la gioventù francese è questo: aiutare il “Comitato per l’autonomia e alla III Internazionale ” nella sua opera di proselitismo e trattare con essi per tutto ciò che riguarda la Francia.
Radi, rappresentante comitato per l’autonomia e l’adesione immediata alla III Internazionale, parla della nascita del Comitato, sorto verso il 1919. Enumera diverse sezioni costituite in seno alla Federazione, pur dichiarando la mancanza di organicità del comitato che non dispone di mezzi di propaganda, ma sta ora soltanto elaborando progetti per la pubblicazione del giornale e per l’intensificazione della propaganda fra la gioventù. Lainè da chiarimenti sull’atteggiamento della Federazione di fronte alla Internazionale giovanile. Dichiara che essi non sono per la ricostruzione dell’Internazionale ma che sono per l’adesione con qualche riserva. Critica il comitato dell’autonomia e dimostra la necessità di restar aderenti al Partito dicendo che la frazione giovanile comunista autonoma non potrebbe vivere in Francia.
Bisogna dunque prendere la Federazione Nazionale nel suo insieme.
Illustra lungamente le tristi condizioni del proletariato francese che si riflettono logicamente sulla gioventù socialista. Si dichiara favorevole a quanto ha esposto il compagno Polano per il comitato esecutivo e critica il compagno Tranquilli per quanto ha detto che l’Internazionale Comunista deve essere un fascio di azione senza discutere.
Enumera le riserve con le quali giovani francesi sono pronti ad entrare nella nostra Internazionale.
1) Autonomia di azione, adattandola alle condizioni e ai mezzi di cui dispongono in Francia.
2) Libertà di mantenere verso il Partito socialista francese degli attuali rapporti ( cioè di tendenza assoluta per ciò che riguarda l’azione politica da svolgere )
3) In ogni paese si può accettare l’adesione anche di più organizzazioni.
TRANQUILLI – spiega il suo pensiero. Si può discutere ” fra comunisti SUL programma, non CONTRO il programma “. Ad esempio in Italia abbiamo discusso come esplicare il nostro antiparlamentarismo e alcuni hanno detto “dentro il parlamento“, altri “fuori“, e seguiteranno a discutere a stare insieme. Ma se qualcuno domani ci dicesse: “Io non sono antiparlamentarista, sono democratico“, gli diremmo: “Fra i nostri principi ed i tuoi non c’è compatibilità “, e lo manderemo via. Perciò, secondo lui, la direzione politica della gioventù comunista deve essere unica e internazionale: quindi niente autonomia nazionale, altrimenti l’Internazionale non sarebbe più un Internazionale, ma un’Agenzia di informazioni. Un punto principale del programma di Mosca è la lotta contro la socialdemocrazia: in Francia il Partito è in maggioranza socialdemocratico e i giovani che vogliono chiamarsi comunisti non possono più oltre accettare la politica come per il passato, anche senza venire per ora ad una scissione, essi dovrebbero appoggiarsi unicamente alla minoranza del Partito. La richiesta di accettare per lo stesso paese anche più organizzazioni è “inaccettabile”: differenza di organizzazione significa certamente differenza di programma: giovani con programmi diversi non possono accettarsi in una Internazionale che pure ha un programma proprio.
SADI – è d’accordo con Tranquilli, e dichiara che in Francia il Comitato per l’autonomia aderisce alla III Internazionale senza riserve.
BONARDI – ritiene necessario trovare una via d’accordo e deplora l’assolutismo di Tranquilli.
Riconosce che è necessario inquadrare nella Internazionale tutti i marxisti sinceri e che bisogna eliminare tutti i dissidenti.
Ricorda che la prima Internazionale è morta per i dissidi interni e considerando la situazione attuale ritiene necessario che la III Internazionale diventi organismo di lotta.
Bisogna perciò attirare a noi tutti proletari dando loro un educazione rivoluzionaria. È quindi necessaria non crearsi dei nemici, ma cercare di attirare a noi i giovani francesi, attraverso una intensa opera di propaganda, pur non accettandoli nella III Internazionale se essi insistono nelle riserve.
DE MARCHI – dice che la questione dell’autonomia non è la più importante, ma che si può evitare in Francia l’esempio dei giovani rumeni che pur restando aderenti ad un Partito ricostruttore aderiscono alla III Internazionale. Bisogna necessariamente attirare a noi il proletariato francese e aiutare giovani per la propaganda, se il popolo non è cosciente non bisogna allontanarlo ma bisogna formargli di una coscienza, ma è necessario che la gioventù francese lasci le riserve e venga con noi per esplicare una azione e non per fare della solita critica.
È contrario alla riserva sulle due organizzazioni per ogni paese e ne illustra i motivi.
LAINÈ – è d’accordo con Bonardi nelle linee generali ed insiste sulle riserve. Dice che in Francia non è possibile l’insurrezione armata, secondo il programma dell’Internazionale perché il proletariato non ne sente la necessità.
Afferma la necessità dell’azione comune ed invoca l’aiuto di tutte le altre organizzazioni giovanili.
Dice che è necessario accettare nell’Internazionale tutti quelli che vogliono seguire e che quindi essi non possono espellere Longuet perché non intendono combattere le singole persone, ma affermarsi per le idee.
Accetteranno la disciplina dell’Internazionale “in tutto ciò che è possibile” e faranno tutti gli sforzi per la realizzazione del programma. Parteciperanno alle manifestazioni internazionali e riconoscono la necessità di agire di comune accordo con l’Internazionale giovanile.
DE MARCHI – osserva che sulla questione dell’autonomia si potrà venire facilmente ad un accordo. Dice che i noi non pretendiamo la lotta contro la persona di Longuet ecc. ma contro il metodo di costoro, contro la destra e di centro.
LAINÈ – afferma di avere principi della III Internazionale. Si manifesta contrario all’imposizione dell’azione di massa ove essa non si può effettuare e richiede la libertà d’azione secondo i mezzi e le possibilità della Federazione Francese.
L’atteggiamento del comitato esecutivo dell’internazionale
Polano riassume tutta la discussione esponendo i punti sui quali si può addivenire ad un accordo.
Riconosce la necessità di agire secondo l’ambiente, ma di agire però contro i socialdemocratici che in “diversi paesi” combattono il comunismo.
Ritiene che si possa lasciare la Federazione aderente al Partito purché nel Partito svolgano attività rivoluzionaria d’accordo con la frazione Loriot.
Dichiara di essere favorevole alla convocazione di un Congresso Internazionale nel quale vengano invitate tutte le organizzazioni giovanili che sono sul terreno della lotta di classe.
Lainè – dichiara di aderire alla III Internazionale e di fare il possibile perché la gioventù francese si renda degna dell’Internazionale Comunista.
DE MARCHI – insiste affinché al congresso internazionale non vengano invitati i belgi che appoggiano i ministeriali e le organizzazioni socialdemocratici di Germania, Austria e Polonia. Considera quindi che queste non sono difficoltà che impongono ai compagni francesi di allontanarsi da noi, ma essi potranno portare nell’Internazionale le loro proposte circa l’adesione di altri organismi.
POLANO – invita Lainè a convocare il congresso od un convegno nazionale onde discutere l’adesione alla III Internazionale. Il compagno Polano presenta quindi una mozione per cui i compagni francesi si impegnano di far aderire all’Internazionale comunista la gioventù francese. La conferenza mise l’attuazione di un tale impegno sotto il controllo della minoranza comunista della organizzazione giovanile di Francia.