Riforma della sanità americana, un bel regalo alle assicurazioni
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In occasione della “riforma” del Trattamento di Fine Rapporto così titolammo il nostro commento: ”L’imbroglio del TFR: far investire gli ignudi“. Stessa cosa si può dire della cosiddetta riforma sanitaria statunitense firmata dal burattino Obama il 21 marzo scorso.
La propaganda borghese è rimbalzata da un estremo all’altro facendo credere che, nonostante il sistema sia in crisi, con la democrazia e con qualcuno che abbia a cuore le sorti del popolo, in questo caso Barak, le cose possano essere sistemate.
In realtà, anche in questo caso, al di là della roboante propaganda, se si va a scavare, e nemmeno troppo a fondo, si capisce che è tutta mistificazione.
Nonostante quello che viene detto, negli Usa già esistono due sistemi assistenziali pubblici che ricoprono circa il 45% della spesa americana per la sanità, che nel suo totale arriva ad essere il 16% del PIL statunitense. Questi due sistemi, Medicare e Medicaid, assistono circa 17 milioni di americani che non hanno altra copertura assicurativa.
Medicare fu istituito sotto l’amministrazione di Lyndon Johnson nel 1965 per garantire la copertura federale per le spese mediche degli anziani, dai 65 anni in su; ma non sono escluse persone sotto i 65 anni che soffrono di particolari disturbi e malattie. Medicaid è invece amministrato dai singoli Stati, e non dal governo federale, che stabiliscono precise fasce di reddito per potervi accedere.
Secondo dati che si riferiscono al 2003 forniti dal Washington Post e dalla Kaiser Family Foundation i lavoratori dipendenti erano circa 122 milioni. A 41 milioni di questi le aziende non offrivano nessuna copertura sanitaria, divisi in 21 milioni con contratti part-time e 20 a tempo pieno. Ad altri 40 milioni di lavoratori l’azienda offriva la scelta fra due tipi diversi di assicurazioni private, mentre ai restanti 41 milioni l’azienda offriva un contratto di assicurazione privata senza alcuna possibilità di scelta. Tali assicurazioni sono scelte dal datore di lavoro.
Il costo medio annuale del premio, per chi ha famiglia, è stato di 9.068 dollari. Il lavoratore, sempre nel 2003, ne ha pagato in media mensilmente e di tasca sua circa 201.
Ogni polizza assicurativa aziendale ha coperture specifiche e limitate, mentre per le prestazioni coperte c’è quasi sempre da pagare un ticket: nel 35% dei casi per i ricoveri in ospedale, nel 90% degli acquisti di farmaci e nel 100% delle visite mediche.
Oltre ai 40 milioni di lavoratori dipendenti non assicurati, almeno dal datore di lavoro, i dati della stessa fonte ci dicono che c’erano altri 44 milioni di cittadini senza alcuna copertura sanitaria.
Anche se non abbiamo dati aggiornati possiamo tranquillamente prevedere che la condizione di vita per il proletariato e per il sottoproletariato sia decisamente peggiorata dopo il 2003, anni che hanno visto emergere inesorabili le contraddizioni insite in questo sistema di produzione, e che il marxismo aveva previsto. Infatti la chiusura di aziende e quelle che i borghesi chiamano ristrutturazioni, tradotto: licenziamenti, hanno prodotto un aumento esponenziale dei non assicurati.
La riforma è passata con il voto favorevole dei fanatici antiabortisti, che hanno ottenuto in cambio il divieto in tutta l’Unione di usare i fondi federali per rimborsare le spese per le interruzioni di gravidanza.
È introdotta l’assicurazione obbligatoria, pena una multa di circa 695 dollari. A chi i premi venissero a costare più del 9,5% del reddito, verrà dato un sussidio statale fino a 6.000 dollari. Il programma prevede una spesa di circa 940 miliardi di dollari in dieci anni, 500 dei quali saranno recuperati dal taglio dei finanziamenti – udite! udite! – di Medicare.
Se nel 2003 il costo medio delle assicurazioni aziendali era di 9.068 dollari, per poter coprire i futuri premi i lavoratori dovranno a spese loro integrare notevolmente: di fatto è un bel regalo alle assicurazioni. Il nuovo emendamento prevede per le aziende, ma solo se con 50 o più dipendenti, una multa di 2.000 dollari per ogni dipendente non assicurato, ma applicabile solo a partire dal trentesimo!
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