Partito Comunista Internazionale

[RG107] Origini del Partito Comunista Cinese

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Questo secondo capitolo del rapporto è iniziato con un inquadramento del particolare momento storico in Cina. Poi è stata descritta la presenza nel paese della Internazionale Comunista, dopo il 1919, e la impostazione, dal 1917, dei rapporti dello Stato Russo con il governo di Pechino, in mano ai Signori della Guerra, e con il governo di Canton (accordi con Sun Yat Sen).

Si passava quindi ad una disamina critica della politica della Internazionale nei confronti del Partito in Cina, fondata su documenti dell’epoca, in parte di nostro nuovo reperimento e traduzione.

La formazione del P.C.C., che avviene in stretta relazione ed influenza degli emissari dell’Internazionale, dà vita ad un partito giovane che necessariamente dispone di poca esperienza e di una formazione teorica più intuita che sistematizzata.

Ciononostante i comunisti cinesi rilevano subito la sottovalutazione dell’Internazionale del ruolo che il P.C.C. avrebbe potuto e dovuto svolgere nell’immediato futuro, a fronte dell’enorme sviluppo delle forze produttive e delle schiere proletarie. L’Internazionale infatti sopravvaluta il ruolo borghese rivoluzionario del Kuomintang, che già aveva dimostrato di tradire una conseguente rivoluzione democratica.

Enorme è il lavoro svolto dal minuscolo partito comunista di Cina, soprattutto nell’organizzazione sindacale, come delle donne e dei giovani.

Al Secondo Congresso del P.C.C., nel luglio 1922, vengono accettate e rigidamente applicate le norme e lo spirito del parlamentarismo rivoluzionario come stabilito dalle tesi del Secondo Congresso dell’I.C. Nel Manifesto del Secondo Congresso del P.C.C. si sostiene correttamente: «Il proletariato ha i suoi propri interessi di classe. Quando la rivoluzione democratica accade, il proletariato guadagnerà semplicemente alcune libertà e diritti, ma non otterrà la liberazione completa (…) Perciò il proletariato deve occuparsi della borghesia immediatamente, instaurando la “dittatura proletaria in alleanza con i contadini poveri”».

Si rilevava infine una resistenza del P.C.C. al peso ed alla ingerenza dello Stato Russo in Cina, attuata anche tramite i rappresentanti dell’I.C.