Partito Comunista Internazionale

Dalla Francia: Per il ritiro della ‘riforma’ delle pensioni: Sciopero generale !

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Lavoratori,

Vi ricordate, gli scioperi di novembre e dicembre 1995 costrinsero il governo Juppé a ritirare la sua legge di riforma delle pensioni nel settore pubblico. Le manifestazioni e gli scioperi del febbraio-marzo 2006 hanno costretto il governo Villepin a annullare la revisione della legge sul Contratto di Primo impiego, che era già stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale.

Voi potete oggi costringere la borghesia e il suo governo a ritirare la proposta di riforma delle pensioni, ma per farlo occorre mettere in campo mezzi adeguati, chiamare cioè tutti i lavoratori allo Sciopero generale a tempo indeterminato!

Questa sedicente riforma non sta in piedi. Nel 1993 il governo Balladour ha fatto innalzare gli anni di anzianità necessari da 37,5 a 40. Oggi la borghesia, con la complicità dei partiti di “sinistra” e dei sindacati collaborazionisti, vuole portare l’età della pensione a 62 anni, anche con 40 anni di anzianità; domani chiederà di salire a 65 anni e dopodomani, se nessuno la fermerà, chiederà un ulteriore aumento a 67 anni, come hanno fatto in Italia, in Grecia…

Il capitalismo è un sistema economico moribondo e parassitario. È potuto sopravvivere fino ad oggi grazie alle tragiche distruzioni di merci e di uomini causate da due guerre mondiali e da decine di guerre locali. Il ciclo di sviluppo dell’economia iniziato dopo la Seconda Guerra mondiale, nel 1946, si è concluso nel 1974: da allora le crisi di sovrapproduzione si succedono ogni 5-6 anni. La borghesia, per sopravvivere e allontanare lo spettro di una nuova crisi tipo quella del 1929, non ha altre soluzioni che quella di spremervi al massimo: riduzione dello Stato sociale, aumento della precarietà del lavoro, soppressione del minimo salariale, mantenimento di un tasso elevato di disoccupazione, ricorso al lavoro nero, ecc.

Il capitalismo riposa sullo sfruttamento del lavoro salariato; per far questo è costretto ad organizzare il lavoro sociale su una scala sempre più grande facendo ricorso ad una tecnica sempre più sofisticata per aumentare sempre di più la produttività del lavoro. Così facendo esso si scava la fossa: questa organizzazione collettiva del lavoro, base economica della società comunista, entra in contraddizione con i rapporti di produzione mercantile del capitalismo: il salariato e il capitale. Questo si traduce nella caduta tendenziale del saggio di profitto. Dal 1974 al 2007 la crescita annua media della produzione industriale è stata in Francia del 1,3% contro il 6,2% del periodo che va dal 1952 al 1974.

Per compensare questa caduta del tasso di profitto ed evitare l’inabissarsi del suo sistema economico la borghesia è condotta a far pressione su di voi con tutti i mezzi. È sulla vostra pelle che cerca di salvare il suo sistema economico nella tempesta. E per questo non arretrerà davanti a niente. E tanto di più se non incontrerà alcuna resistenza.

Bisogna spiegare ai vostri compagni di lavoro che non sono ancora pronti a muoversi, perché hanno paura di aggravare la situazione o perché credono alle menzogne del governo, che è al contrario restando fermi che la situazione andrà ad aggravarsi.

Il deficit delle Casse Pensioni-CNAV, a seguito dei fallimenti e licenziamenti della crisi, nel 2009 era di 8,1 miliardi di euro. Una cifra molto inferiore ai profitti. Sempre nel 2009, nel pieno della recessione, le sole 40 maggiori imprese quotate in borsa hanno “denunciato” 47 miliardi di profitti; di questi, 35,5 miliardi sono stati intascati da quello strato di parassiti che sono gli azionisti. 17 miliardi costano ogni anno i nuovi alleggerimenti fiscali concessi alla grande borghesia, senza parlare delle altre regalie.

Vi dovete preparare moralmente e materialmente ad affrontare la borghesia: è ineludibile. Ma per farlo non potete andare alla battaglia con dei sindacati che vi tradiscono ad ogni occasione. Questi sindacati corporativi, pronti alla collaborazione di classe, vi stanno al fianco solo per impedire che vi organizziate, al fine di evitare ogni centralizzazione delle lotte ed ogni radicalizzazione del movimento. Dovete impegnarvi per la creazione di un vero sindacato di classe, che cercherà al contrario di estendere il più possibile il movimento ed unificare le lotte.

La soluzione è nelle vostre mani. Siete voi che producete tutte le ricchezze di questa società e che rappresentate l’avvenire.

L’organizzazione sindacale non basta, perché prima o poi sarete costretti a rovesciare con la forza la borghesia ed espropriarla al fine di permettere il libero sviluppo della società comunista. Per questo occorre che la classe operaia torni ad inquadrarsi nel suo partito, che si tiene fortemente ancorato ai principi del comunismo rivoluzionario: il Partito Comunista Internazionale.