Partito Comunista Internazionale

Relazione morale e politica del Comitato Centrale

Categorie: Communist Abstensionist Fraction of the PSI, Italy, Military Question

Propaganda e agitazione antimilitarista

Questo ramo specifico dell’attività della Federazione Giovanile in ogni tempo ha creato per il nostro organismo tutta una tradizione nobilmente e ripetutamente consacrata dal sacrificio generoso ed entusiasta di numerosi compagni e di tutta una teoria infinita di processi persecuzioni e rappresaglie da parte della polizia e della giustizia borghese. Il Comitato Centrale ha pertanto ritenuto suo compito importante e suo dovere primo fra i primi di rafforzare il prestigio di questa tradizione più che decennale, dando alla propaganda e all’agitazione antimilitarista non solamente forme nuove e più rispondenti alle attuali necessità dei tempi, ma insieme uno sviluppo maggiore ed un carattere classista e rivoluzionario sempre più marcato.

Pertanto dal principio che un movimento rivoluzionario per avere maggiore probabilità di successo deve poter contare sul consenso e sull’appoggio di una parte – se non di tutta – della forza armata di cui dispone lo Stato borghese e ritenendo che un tale consenso ed un tale appoggio lo si può ottenere solo entrando in diretto contatto con tali forze, ha cercato di utilizzare tutti i suoi elementi adatti a questo scopo e si è altresì sforzato ad escogitare tutti i mezzi migliori per la migliore utilizzazione delle sue forze.

Ed intanto il Comitato Centrale ha accentuato il suo lavoro di manifesta agitazione nel Paese, per poter giungere a tempo fino a quella parte della gioventù proletaria non ancora coscientemente rivoluzionaria e non ancora inquadrata nell’esercito borghese. A questo scopo numerose manifestazioni sono state preparate e sviluppate sotto la guida ed il controllo del C.C.: la giornata per la prima ricorrenza per l’assassinio di Carlo Liebknecht (15 gennaio 1920), la settimana antimilitarista, la protesta per i fatti d’Albania e della Libia, i comizi per la chiamata dei giovani del 90; l’appello per i congedati dell’esercitò della classe del ’98, l’appello per i congedati dalla marina [testo illeggibile] della classe del ’98, l’agitazione per le compagnie di disciplina (per questa questione il C.C. ha anche investito la Direzione del Partito ed il gruppo Comunista dei Deputati al Parlamento ottenendo che la questione venga portata alla Camera e ciò sarà fatto alla prossima tornata parlamentare). Inoltre bisogna ancora registrare la nuova manifestazione di questo mese per la seconda ricorrenza della data dell’assassinio di Liebknecht.

Tutta questa attività ha naturalmente impressionato l’autorità borghese la quale ha infierito contro moltissimi nostri giovani compagni che nelle diverse parti d’Italia sono già in carcere o ancora sotto processo, e non hanno risparmiato il C.C., il quale collettivamente trovasi già incriminato e dovrà presto rispondere alla Corte d’Assise di Roma per eccitamento all’odio di classe, per eccitamento alla disobbedienza fra i chiamati del 901 e per aver invitato questi ultimi a divenire dei seguaci del Comunismo e della Rivoluzione proletaria. Il C.C. come tutti gli altri compagni d’Italia, dinanzi a questi nuovi colpi che la reazione borghese tenta portare alla nostra Federazione, è restato calmo e sereno al suo posto attendendo un giudizio che non potrà infamarlo, ma, al contrario, altamente onorarlo e nel frattempo, anziché ristare dalla sua opera, l’ha continuata ed intensificata non soltanto a sfida della reazione stessa ma a maggior incoraggiamento ed incitamento ai compagni tutti.