Partito Comunista Internazionale

La lotta della gioventù

Categorie: Italy, Military Question, PCd'I

Uno dei compiti dei comunisti attribuito in particolar modo alla gioventù deve essere l’antimilitarismo.

Considerato che la gioventù deve essere l’avanguardia dell’emancipazione proletaria, noi dobbiamo incessantemente svolgere la nostra attività fra i giovani operai e contadini affinché al momento opportuno essi sappiano approfittare dei mezzi che lo Stato borghese concede loro a totale beneficio della rivoluzione proletaria.

Noi assistiamo ad un periodico reclutamento dei giovani per asservirli a formare un esercito che deve essere la difesa dello Stato borghese. In questi giorni assistiamo appunto al reclutamento dei giovani della classe 1902 che sono, nella quasi totalità, dei giovani lavoratori che hanno lasciato l’officina od il campo all’ultimo momento e vanno a compiere un atto che si può ormai definire coercizione.

Fra questi giovani, molti hanno sofferto della cruda eredità della guerra imperialistica e lsciano i loro cari nella miseria, determinata dalla disoccupazione, eppure anche quest’anno vanno con un senso di rassegnazione che è propria dell’individuo che si trova oppresso da una legge cui è impossibile sfuggire salvo essere colpiti da questa legge stessa.

Costoro lasciano la fede del lavoro in un momento in cui innegabilmente è aspra la lotta per la vita e si stanno maturando avvenimenti che scuoteranno gli stati infimi della società, la classe proletaria, che costretta dalla miseria crescente dovrà un giorno insorgere e reclamare il diritto alla vita che ad essa viene negata.

Questi giovani vanno a servire un governo borghese unico responsabile dell’ultima recente guerra e che attraverso le conferenze per il disarmo e la pacificazione sta preparandone ancora; vanno in un momento in cui la classe borghese per difendere i capitali male accumulati durante la guerra opprime col piombo i lamenti degli affamati che essa crea.

Di chi si serve la borghesia per questo macabro ufficio?

Delle guardie bianche e dei militari. Le prime, lo sappiamo, fanno parte di un’istituzione di prezzolati che pur di avere uno stipendio senza lavorare sono disposti a qualsiasi azione, i secondi però sono quasi la totalità dei lavoratori che a nulla altro agognano se non alla loro libertà.

Sono questi ultimi che devono essere oggetto della nostra considerazione ed è fra questi che si deve fare opera di chiarificazione affinché coloro che ancora non avessero compreso la loro vera situazione, abbiano a persuadersi che essi non rappresentano altro che un nemico della loro stessa persona e che contribuendo ciecamente alla difesa dello Stato borghese non fanno cge distruggere il loro avvenire e rendersi responsabili della miseria che oggi è traviato il proletariato internazionale che non potrà trovare soluzione se non nella soppressione dell’organizzazione borghese.

Dobbiamo quindi noi giovani comunisti compresi coloro che si trovano attualmente al servizio militare applicare an’attiva propaganda fra questi lavoratori in casacca grigio-verde affinché non dimenticando di essere sempre degli sfruttati abbiano a crearsi dei veri ribelli che al momento opportuno sappiano adoperare i mezzi che la borghesia loro concede a danno della borghesia stessa. Ed è a questi che la classe operaia oppressa si rivolge con la speranza di avere un appoggio che non è indifferente.

MARTINI GIOVANNI