Partito Comunista Internazionale

Lavoratori RFI – Roma, mercoledì 13 marzoL’accordo del 10 gennaio va rigettato con la lotta, con l’unità dei lavoratori, con l’organizzazione fuori e contro i sindacati di regime!

Categorie: CGIL, CISL, Cobas, UGL, UIL

Lavoratori RFI!

L’accordo del 10 gennaio ha aperto gli occhi a sempre più di voi sulla natura dei sindacati che lo hanno firmato. Cgil, Cisl, Uil, Ugl, Fast e Orsa non difendono i lavoratori mai i profitti. Sono sindacati filo-aziendali, collaborazionisti, di regime. Per aumentare la produttività, per ridurre il costo del lavoro, assecondano i piani aziendali, stravolgendo l’organizzazione dei turni, peggiorando la vostra vita e mettendo a repentaglio la vostra salute e la vostra sicurezza.

Anche voi vi siete così uniti a quei settori di lavoratori che hanno già maturato la consapevolezza che per difendere le proprie condizioni d’impiego e di vita è necessario lottare e che per lottare è necessario organizzarsi fuori e contro questi sindacati di regime. La vostra organizzazione nella Assemblea Nazionale Lavoratori Manutenzioni (ANLM) è un esempio per tutti quelli che ancora non hanno compiuto questo passo necessario.

L’altro fattore importate è il sostegno che avete ricevuto dai sindacati di base (Cobas e Usb) che stanno agendo in modo unitario. Lo stesso processo sta svolgendosi fra i macchinisti e i capitreno che anch’essi si sono organizzati in una Assemblea Nazionale PdM/PdB e sono sostenuti unitariamente dai sindacati di base Cub, Sgb e Usb.

La partecipazione in prima persona dei lavoratori alla lotta, all’organizzazione della lotta, e l’unità d’azione dei sindacati conflittuale e dei lavoratori, sono i fattori necessari e fondamentali per vincere le battaglie di difesa della classe lavoratrice contro i peggioramenti che aziende e governi cercano con sempre maggiore insistenza di imporre.

I lavoratori sono una classe sociale che ha interessi diversi e contrapposti a quelli dei dirigenti delle aziende, dei gruppi industrial-finanziari e dei loro rappresentanti politici in Parlamento, in ogni sua parte. Gli interessi dei lavoratori sono salari più alti, ritmi di lavoro meno intensi, ridurre la giornata e la vita lavorativa. Quelli del Profitto sono diametralmente opposti. Dietro il cosiddetto “bene del Paese”, o “della Nazione” – a seconda sia invocato da politicanti borghesi di sinistra o di destra – non si nasconde altro che il “bene dei profitti”.

L’interesse dei lavoratori è unirsi nella lotta a cominciare dal posto di lavoro, poi fra le diverse aziende e categorie, infine a livello internazionale, per difendersi oggi dallo sfruttamento e sostituire domani la società del profitto, dell’azienda, della patria, con la società internazionale del lavoro libero dal profitto, organizzato e finalizzato ai bisogni sociali.

L’economia del profitto – il capitalismo – è in crisi irreversibile, per le sue insanabili contraddizioni che la condurranno al crollo e che genereranno sempre più conflitti militari in cui mandare al massacro fratricida lavoratori di diversi paesi per interessi dei borghesi.

Per tenere in piedi questo sistema moribondo alla classe lavoratrice sono richiesti sempre più sacrifici, sempre più sfruttamento. Politicanti padronali e sindacalisti di regime sono i burattini dei gruppi industriali e finanziari che si affidano a loro affinché pieghino i lavoratori ad accettare ogni genere di sacrificio.

Cgil Cisl Uil Ugl e sindacati autonomi subordinano il bene dei lavoratori a quello dell’azienda e del paese. Per questo sono sindacati collaborazionisti e di regime, non sindacati di classe!

Lo sciopero di oggi, il secondo dopo quello del 12 febbraio, e la manifestazione nazionale, sono un fondamentale passo in avanti nella vostra lotta per far rimangiare l’accordo del 10 gennaio ai sindacati collaborazionisti e all’azienda. Altre assemblee, sempre più organizzazione, altre manifestazioni e soprattutto altri scioperi saranno sicuramente necessari!

La partecipazione diretta dei lavoratori e i giusti metodi organizzativi – come il rifiuto del pagamento delle quote sindacali col sistema della delega voluto dai sindacati di regime, che mette in mano all’azienda i soldi del sindacato e i nomi degli iscritti – sono i fattori fondamentali per la rinascita del sindacato di classe.

Occorrerà rafforzare l’unità al vostro interno – fra gli operai RFI – e quella con gli altri ferrovieri e con gli altri lavoratori in lotta. Questo percorso di rafforzamento della vostra lotta dovrà arrivare a mettere in discussione le leggi anti-sciopero (146/1990 e 83/2000) volute da Cgil Cisl e Uil per impedire la lotta operaia e fermare il rafforzamento dei sindacati di base, così da poter dispiegare scioperi più forti, di più giorni, in grado di piegare ogni resistenza dei padroni e dei loro governi!