Partito Comunista Internazionale

1 maggio 2024: Il mostro del Capitale mondiale si precipita nella guerra. Solo la rivoluzione internazionale per il Comunismo lo può abbattere

Categorie: Capitalist Wars, Communism, Imperialism, May Day

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Le micidiali guerre che si combattono in questo Primo Maggio 2024 dimostrano la grave crisi dell’equilibrio imperialista mondiale, così come era uscito dal disgregarsi dell’URSS, falsamente socialista dopo la controrivoluzione staliniana.

L’egemonia degli Stati Uniti sul mondo intero, presentata per tutto questo dopoguerra come incrollabile, a difesa, in occidente, dei profitti delle borghesie e assicurazione di continuo progresso e di pace, si è infranta sotto il peso della crisi economica determinata dalle contraddizioni storiche del regime del Capitale.

Gli apparati produttivi dei paesi di maturo capitalismo del nord America, di Europa e dell’Asia perdono nella concorrenza con industrialismi più giovani e vitali, e sempre con maggiori difficoltà riescono a farsi i guardiani del mondo, con le loro pressioni finanziarie e militari. Altre mostruose potenze borghesi si vanno imponendo, la Cina e l’India. Nell’Oceano Pacifico si concentrano le tensioni di uno scontro per il quale già si schierano armi e marine da guerra.

Solo la guerra può ormai risolvere questi insolubili contrasti tra meschini e reazionari interessi nazionali, sempre più acuiti a causa della persistente crisi di sovrapproduzione che soffoca la riproduzione del capitale.

Nel tardo capitalismo, la guerra assume le caratteristiche più distruttive e spaventose. I civili, in maggioranza proletari, diventano i primi obbiettivi dell’azione militare, città intere sono ridotte in rovine.

Il capitale si arricchirà nella ricostruzione. Per questo occorre uccidere e distruggere, per far ricostruire a un proletariato decimato e sconfitto.

Già le guerre locali tendono a protrarsi sempre più, ad allargarsi: in Europa, in Medio oriente, in Africa. Terribili massacri si abbattono oggi sui lavoratori di Ucraina e sul popolo Palestinese. Ma appena gireranno gli incontenibili venti di guerra, saranno i proletari di Russia e di Israele ad essere martirizzati. E di tutto il mondo. Quelle in Ucraina e a Gaza non sono guerre in un ambito e con motivazioni locali, ma una anticipazione, un inizio, una prova generale dello scontro universale fra fronti di Stati imperialisti.

Centinaia di migliaia di diseredati sono ovunque costretti ad abbandonare le loro famiglie e paesi per fuggire dalle guerre e dalla miseria che sempre più li affliggono, e trovare un lavoro qualunque che possa permettere loro di sopravvivere.

L’avanzante crisi economica di sovrapproduzione costringe il padronato, a livello mondiale, ad inasprire le condizioni di lavoro, a risparmiare su tutto per produrre a prezzi sempre più bassi per battere la concorrenza. Ogni espediente è studiato e imposto.

La nazionalità, la religione, il sesso, le opinioni politiche, ogni differenza viene esasperata per spezzare l’unità degli sfruttati, per separarne e dividerne le condizioni di vita e di lavoro, per avviarli infine verso la fornace della guerra dei loro padroni.

Ovunque i lavoratori salariati pagano il prezzo di questa situazione. La diminuzione della sicurezza sul lavoro provoca ogni giorno morti e feriti. I salari si riducono e aumenta lo sfruttamento.

Il proletariato da quasi un secolo è dominato dalla controrivoluzione, da sindacati spesso legati e fedeli alle classi dominanti, da partiti che si dicono socialisti e comunisti ma che hanno rinunciato da tempo ad ogni legame con il programma del comunismo rivoluzionario, attingendo all’ideologia borghese, classista, nazionalista, democratica o fascista che sia.

Lo sfruttamento senza limiti delle risorse naturali, l’appropriazione di ogni angolo della terra da parte del Capitale per metterlo a profitto sta corrompendo l’intero pianeta. Il morente regime del Profitto è disposto a trascinare nel baratro l’umanità intera.

La classe operaia sarà costretta a difendersi, ad opporre la sua forza a quella delle classi proprietarie. Per ottenere questo è necessaria la sua organizzazione in estesi e combattivi sindacati, che la inquadrino e la mobilitino contro la smisurata e crescente oppressione padronale.

In questo scontro di classe i lavoratori di tutto il mondo si riconosceranno fratelli, accomunati dalle loro condizioni e dalle loro battaglie quotidiane.

Ma fermare la guerra, mantenendo il potere della borghesia nella società, è impossibile. Il capitalismo non può essere pacifico, non potrà mai fare a meno delle sue guerre. Solo la classe operaia potrà bloccare la guerra, ma rovesciando la borghesia dal potere. Solo ritrovando la guida del suo Partito rivoluzionario il proletariato mondiale riuscirà a decidere del suo destino, a spezzare le sue catene, illuminato dalla esperienza storica del comunismo internazionale.

Abbattuti i regimi esistenti, la classe dei lavoratori procederà ad instaurare la sua dittatura nei principali Stati, aprendo la strada alla abolizione del mercato e del lavoro salariato, alla società senza Stato e senza classi, al Comunismo.