Partito Comunista Internazionale

PiSdC – La parola del partito ai lavoratori in lotta

Categorie: Italy, Union Question

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Qui di seguito pubblichiamo tre volantini con cui il partito è intervenuto nelle ultime settimane in rispettive manifestazioni per scioperi nazionali.

Il primo è stato distribuito alla manifestazione dei portuali convocata da Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti per lo sciopero nazionale della categoria, nell’ambito della vertenza per il rinnovo del contratto collettivo nazionale. La manifestazione era nazionale ma larga parte dei partecipanti erano portuali di Genova. Poi un buon gruppo di portuali di Savona e pochi rappresentanti sindacali da altre città.

Lo sciopero inizialmente era stato proclamato di due ore a fine turno, distribuite su 3 giorni, dal 3 al 5 aprile, con la possibilità a livello locale di concentrarle nella giornata del 5. Successivamente l’Usb aveva preso la giusta decisione di aderire allo sciopero, proclamandolo per l’intera giornata del 5 aprile. Dopodiché Cgil Cisl e Uil hanno concentrato in tutti i porti lo sciopero il 5 e a Genova convocato una manifestazione nazionale. L’Usb a Genova ha poi preso la decisione, sbagliata, di non partecipare al corteo e di fare un presidio ai varchi del terminal di Voltri, isolandosi dagli altri lavoratori.

L’assemblea svoltasi due giorni prima alla Sala Chiamata di Genova aveva visto una buona partecipazione con circa 400 portuali. Il corteo però ha espresso una combattività ancora bassa. Circa 2.000 i partecipanti, di cui quasi un quinto rappresentato da apparato dei sindacatoni di regime. Il nostro partito è stato l’unico a intervenire con un volantino.

La seconda presenza è stata nello sciopero di mercoledì 10 aprile delle lavoratrici e lavoratori delle cooperative sociali, proclamato da tutti i sindacati di base operanti nel settore: Adl Cobas, Clap, Cub, Sgb, SI Cobas, Sial Cobas, Usb.

Col contratto delle cooperative sociali lavorano circa 400.000 lavoratori, prevalentemente donne, impiegate nei servizi socio-educativi, socio-sanitari, di accoglienza per i rifugiati, di assistenza alla persona e d’integrazione scolastica per gli alunni disabili.

Lo sciopero ha avuto una proclamazione unitaria da parte di Adl Cobas, Sgb e Sial Cobas, e poi proclamazioni separate da parte di Clap, Cub e Usb. Il fatto importante è che tutti abbiano scioperato lo stesso giorno. Sul piano nazionale tutti i sindacati di base tranne Usb hanno organizzato un’assemblea on line per preparare lo sciopero. Il SI Cobas, che da poco tempo organizza alcuni lavoratori del settore, ha partecipato all’assemblea preparatoria ma non alla manifestazione che si è svolta a Roma. L’Usb, come accade in altre categorie, appare il sindacato di base più restio a intraprendere un’azione unitaria con gli altri sindacati di base. Oltre a non aver partecipato all’assemblea nazionale, non ha nemmeno aderito alla piattaforma per il rinnovo del contratto nazionale – firmato a gennaio dai sindacati di regime – sottoscritta da tutti gli altri sindacati di base, tranne il SI Cobas che quando fu definita non era ancora presente nella categoria.

La stessa condotta è stata tenuta dall’Usb negli ultimi mesi fra gli autoferrotranvieri: ha scioperato, da ultimo il 6 maggio, insieme agli altri sindacati di base, ma non partecipa alle assemblee promosse unitariamente da Adl Cobas, Cobas Lavoro Privato, Cub e Sgb, né ha sottoscritto la piattaforma per il rinnovo contrattuale – non ancora concluso – sottoscritta da questi sindacati. Lo stesso comportamento, per altro, è tenuto nella categoria da un altro sindacato di base, la Associazione Lavoratori Cobas, presente alla ATM di Milano.

Nella logistica invece il 30 aprile, l’Usb e il SOL Cobas sono stati gli unici sindacati di base a non aderire allo sciopero proclamato unitariamente da Adl Cobas, Cobas Lavoro Privato, Cub e SI Cobas. Un fatto certamente grave. Eppure fu proprio nella logistica che iniziò, con lo sciopero unitario del 18 giugno 2021, il breve corso unitario confederale del sindacalismo di base, interrottosi – come previsto dal nostro partito – con lo sciopero generale del 2 dicembre dell’anno successivo.

Le azioni unitarie fra i lavoratori delle cooperative sociali, autoferrotranvieri, ferrovieri del personale viaggiante, ferrovieri delle manutenzioni, aeroportuali, appaiono forse più promettenti, pur nei limiti citati, perché muovono dalle categorie invece che dai vertici confederali nazionali.

Tornando allo sciopero del 10 aprile delle cooperative sociali, se sul piano nazionale l’Usb non ha aderito alla piattaforma contrattuale e alle assemblee unitarie degli altri sindacati di base, a Roma invece segue una condotta più unitaria con Adl Cobas, Cub, Clap e Comitato Aec Oepa.

La manifestazione romana per lo sciopero non ha avuto numeri molto elevati, circa 400 lavoratori. Tuttavia si è trattato di un numero adeguato per far riuscire la mobilitazione, che si è svolta in un clima molto combattivo, che ha dato morale alle lavoratrici. Si è svolta un’autentica assemblea, con interventi di molti lavoratori, militanti sindacali, da varie città, diversi dei quali di un certo interesse. Molti degli interventi hanno sottolineato l’importanza della trovata unità d’azione dei sindacati di base e la necessità di continuare su questa strada, in particolare un delegato dell’Usb di Firenze è stato molto chiaro in tal senso.

In conclusione l’iniziativa è stata un successo e anche l’intervento del nostro partito è stato positivo: unica organizzazione politica a volantinare, unici a considerare importante la lotta di queste lavoratrici e unici ad avere un indirizzo sindacale da indicare loro.

Il terzo volantino è stato distribuito a Firenze, venerdì 5 maggio, in occasione del terzo sciopero nazionale degli operai della manutenzioni ferroviarie, dipendenti di Rfi. Lo sciopero è stato convocato dall’Assemblea Nazionale Manutenzioni Ferroviarie e dai sindacati di base Cobas Lavoro Privato, Usb e Cub.

La manifestazione ha avuto una partecipazione minore rispetto a quella assai ben riuscita del 13 marzo. 400 i lavoratori a quella, circa 200 quest’ultima. Si è pagato un poco una certa flessione nella combattività del movimento contro l’accordo del 10 gennaio, un poco il lavorio ai fianchi di azienda e sindacati di regime, con minacce e mille altri infimi mezzi, infine un po’ di indecisione fino all’ultimo su quale iniziativa di piazza organizzare in occasione dello sciopero.

L’adesione allo sciopero – dichiarata dalla Anlm, che a tal scopo fa compilare un modulo ai suoi rappresentanti nelle Doit (Direzioni Operative Infrastrutture Territoriali) – è calata leggermente rispetto al precedente, restando però elevata, al 70%. Anche il morale dei lavoratori presenti alla manifestazione, nonostante i numeri in calo, era alto, e un combattivo corteo ha percorso Firenze. Ugualmente determinati sono apparsi i lavoratori nei loro interventi nell’assemblea preparatoria, la settima.

Anche in questa occasione, il nostro è stato l’unico partito ad aver avuto qualcosa da dire a questi operai in lotta. In quanto agli organismi sindacali, oltre alla presenza dei citati sindacati di base coinvolti nell’organizzazione della lotta, è stato distribuito un volantino del Coordinamento 12 ottobre, formato dal Coordinamento Lavoratori Autoconvocati, dai sindacati di base Cub Trasporti, Sgb, Solo Cobas, da lavoratori del Coordinamento Macchinisti Cargo e dell’area di opposizione in Cgil “Le Radici del sindacato” e da associazioni dei parenti delle vittime della strage di Viareggio e della Torre Piloti di Genova. Nel comunicato post-sciopero la ANLM ha salutato la presenza del Coordinamento.