Partito Comunista Internazionale

PiSdC – Roma, mercoledì 10 aprile: La lotta delle lavoratrici delle Cooperative sociali e l’unità dei sindacati di base sono d’esempio per tutta la classe lavoratrice

Categorie: Cobas, Italy, Union Question

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Lavoratrici e lavoratori delle Cooperative Sociali,

oggi tutti i sindacati di base (Adl Cobas, Clap, Cobas Lavoro Privato, Comitato Aec-Oepa, Cub, Sgb, Sial Cobas, SI Cobas, Usb) vi chiamano allo sciopero nazionale e a manifestare a Roma.

La vostra categoria è una delle più sfruttate della classe lavoratrice: salari bassi e alta precarietà. Per il fatto di essere in gran parte donne, subite una doppia oppressione, di classe e di genere. Per il fatto di svolgere servizi sociali di primaria importanza, subite il vile ricatto morale delle Cooperative che vi responsabilizzano dei disservizi di cui esse sono responsabili, per farvi lavorare di più, pagarvi di meno e impedire che vi ribelliate, organizziate, scioperiate.

Lo Stato di “tutti i cittadini”, suprema menzogna ideologica, è il primo responsabile di questa vostra condizione, giacché è esso che ha voluto e gestito – coi governi che cambiano colore ma non la sostanza di tutelare gli interessi di una sola classe – l’assegnazione in appalto di questi servizi sociali al sistema delle Cooperative, precisamente al fine far fare profitti sulla vostra pelle. Il fatto che allo Stato “costi di più” dare in appalto i servizi (“esternalizzare”) invece che gestirli direttamente (“internalizzare”) è la conferma che esso è una macchina al servizio della classe economicamente e politicamente dominante. Altro che “Stato sociale”: è uno Stato padronale, infatti è il maggior sfruttatore delle forme di lavoro precario, cui fa ricorso a piene mani.

Contro questa condizione di sfruttamento, un numero crescente di voi ha iniziato a ribellarsi e a lottare. Cgil Cisl e Uil non hanno mai fatto nulla per difendervi e sono complici del sistema di sfruttamento, perché hanno dichiaratamente rigettato il sindacalismo di lotta in favore del collaborazionismo sindacale. Il 26 gennaio scorso hanno firmato il rinnovo del contratto nazionale di lavoro delle cooperative sociali, scaduto da un anno, con aumenti salariali del tutto insufficienti a recuperare la perdita del potere d’acquisto subita in questi 3 anni e, a maggior ragione, a elevare i vostri salari che erano bassi già precedentemente l’alta inflazione.

Vi siete così organizzate nei sindacati di base, nati a partire dalla fine degli anni ‘70 a seguito dell’aperto tradimento della Cgil. Questi sindacati sono però ancora frammentati: in ogni città ve ne sono alcuni e non altri, oppure ve sono più di uno nella stessa città. Per questo l’unità d’azione dei sindacati di base è fondamentale se si vuole far crescere il movimento di lotta, attraendo in esso un numero sempre maggiore di lavoratrici e lavoratori.

Lo sciopero e la manifestazione nazionali di oggi sono molto importanti anche perché sono un ulteriore passo in avanti in questa direzione. Questa unità d’azione dei sindacati di base – che è un mezzo per raggiungere il fine del massimo grado di unità d’azione dei lavoratori – va perseguita e completata, con assemblee e piattaforme rivendicative unitarie.

L’unità d’azione del sindacalismo conflittuale sta portando risultati anche in altre categorie, con scioperi molto ben riusciti fra gli autoferrotranvieri, gli aeroportuali, i ferrovieri del personale viaggiante e gli operai delle manutenzioni ferroviarie (RFI). Fra i ferrovieri del personale viaggiante i sindacati di base (Cub, Sgb, Usb) hanno definito una piattaforma contrattuale unitaria. Anche fra gli autoferrotranvieri e nelle Cooperative sociali i sindacati di base hanno definito una piattaforma contrattuale unitaria, in entrambi i casi però senza l’Usb, limite che nel futuro deve essere superato per il bene del movimento di lotta dei lavoratori.

Col contratto delle Cooperative sociali lavorano 400 mila lavoratrici e lavoratori, principalmente nei settori scolastico-educativo e socio-sanitario. Dalle giuste rivendicazioni specifiche che hanno contribuito a mobilitare i lavoratori in questi mesi – come il rigetto del mancato pagamento per le assenze impreviste degli alunni e la continuità salariale (senza interruzione nei 3 mesi estivi) – occorre salire alle rivendicazioni che accomunano tutti i lavoratori, quali forti aumenti salariali, assunzioni, pagamento pieno ed estensione della maternità, abolizione delle forme d’assunzione precarie, riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario. Lo sciopero e la manifestazione nazionali di oggi sono un passo in questa direzione.

È necessario costruire l’unità di lotta con il resto della classe lavoratrice, a cominciare dai lavoratori delle altre categorie con cui si condivide ogni giorno il posto di lavoro! Le lavoratrici della scuola e della sanità vanno mobilitate insieme alle lavoratrici delle cooperative sociali, con l’obiettivo della vostra internalizzazione o del contratto unico di settore: un contratto unico, sia nella scuola sia nella sanità, col superamento dei contratti del privato nei due settori.

L’unità d’azione del sindacalismo di base, l’unità di lotta dei lavoratori fra le diverse categorie, sono la strada maestra per costruire un movimento generale di lotta della classe lavoratrice in grado di battersi per questi obiettivi che difendono davvero i lavoratori, in grado di spezzare le catene delle leggi anti-sciopero (146/1990 e 83/2000, volute da Cgil Cisl e Uil) – che impediscono a una parte consistente della classe lavoratrice di scioperare liberamente, per più giorni consecutivi, come spesso sarebbe necessario –, in grado infine di portare alla rinascita fuori e contro i sindacati di regime (Cgil Cisl e Uil) di un unico grande Sindacato di Classe.