Partito Comunista Internazionale

Il duro sciopero dei camionisti in Brasile e la difesa social-democratica dell’interesse nazionale

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È iniziato il 21 maggio lo sciopero ad oltranza dei camionisti contro l’aumento del prezzo del gasolio ed oggi 11 giugno, non è ancora finito. Le trattative si sono interrotte.

Buona parte dei camionisti in sciopero sono proprietari del mezzo, oppure sono associati in compagnie di trasporto: assumono quindi la doppia figura di lavoratori e di piccoli capitalisti. Del resto anche il proprietario spesso attraversa le medesime difficoltà e traversie degli altri lavoratori, ma i suoi interessi immediati sono in parte allineati con quelli della classe capitalista. Questo fattore si è manifestato nella iniziale collaborazione fra camionisti proprietari e sindacato degli autisti salariati. Questa fluidità di posizioni ed alleanze è una caratteristica di ogni movimento piccolo borghese.

Una classe operaia forte, ben inquadrata nei suoi sindacati di soli lavoratori salariati e diretta sulle sue proprie ed esclusive rivendicazioni, saprà portare dalla sua parte tutti i movimenti sociali degli sfruttati oppressi dal capitalismo ed ancora in via di proletarizzazione.

Lo sciopero ha determinato uno scontro fra diversi settori della borghesia, da un lato i sostenitori dell’attuale governo, dall’altro gli industriali del ramo dei trasporti e gli investitori internazionali.

La lotta dei camionisti è stata seguita dalla dichiarazione di uno sciopero di 72 ore dei lavoratori petroliferi, che si sono associati alla richiesta di riduzione del prezzo del carburante oltre ad esigere le dimissioni del presidente di Petrobras, l’azienda d’estrazione e raffinazione del petrolio a maggioranza di proprietà statale. Ne è seguita una piccola ondata di scioperi che ha visto unirsi e scendere in lotta anche gli insegnanti di Belo Horizonte e Sao Paolo e i macchinisti delle metropolitane.

È nell’ambito di queste lotte sindacali che possiamo meglio verificare le posizioni opportuniste dei socialdemocratici e dei sedicenti marxisti. La dirigenza del Partito dei Lavoratori (Partido dos Trabalhadores, PT) ha dichiarato il sostengo agli scioperi ma al solo scopo elettorale, in opposizione al governo di destra di Temer; infatti i sindacati diretti dai socialdemocratici non hanno esteso le mobilitazioni né tanto meno hanno chiamato ad uno sciopero generale.

Né i sedicenti marxisti hanno agito in modo sostanzialmente differente. Anche il Partito Comunista Brasiliano ha offerto il proprio sostegno, ma non per riorganizzare la classe e la lotta di classe bensì in difesa delle “nostre aziende”, dell’interesse nazionale, cioè della “nostra” dittatura borghese, e in nome della vecchia menzogna del “fronte unico” fra partiti.

Quindi, invece di raccogliere l’opportunità di questi scioperi per affermare le posizioni rivoluzionarie, assistiamo al ripetersi dei rappresentanti socialdemocratici e sedicenti comunisti in difesa della democrazia, delle aziende nazionali, dell’interesse nazionale e degli altri feticci della sinistra del capitale.

È in questa sostituzione della lotta di classe con la difesa di un “fronte unico” e della stabilità democratica che possiamo chiaramente vedere come l’impegno di costoro non sia al fianco del proletariato e della rivoluzione proletaria ma per la legittimazione della dittatura borghese sotto la quale viviamo.

Questa ondata di scioperi conferma la necessità di una risposta operaia ai continui attacchi della borghesia. Occorre organizzare un fronte unico dal basso, sindacale, per la lotta in difesa degli interessi immediati dei lavoratori, unendo i comitati di sciopero e i militanti sindacali combattivi, che rigetti il collaborazionismo sindacale ed affermi di voler costituire un vero sindacato di classe.

La lotta di classe non può essere diretta da vecchi o nuovi partiti elettorali ma solo da una organizzazione che sappia condurre la lotta economica dei lavoratori, rafforzandola fino a farla assurgere al livello politico della rivoluzione. Questo è il compito del Partito Comunista Internazionale.