Al confine cinese-indiano
Categorie: Capitalist Wars, China, India
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Urti tettonici fra le placche degli imperi
Il Lakadh fa parte del territorio conteso del Kashmir tra le tre potenze di Cina, India e Pakistan. Il 15 giugno una colluttazione tra soldati cinesi e indiani nel territorio conteso di Lakadh, lungo il confine cinese-indiano, ha provocato diversi morti in entrambi i campi.
La Cina, potenza imperialista in ascesa, nel 2013 si è aperta una strada al Mar Arabico stabilendo con il Pakistan un Corridoio Economico Cina‑Pakistan, che passa non lontano dal Lakadh, parte della globale Via della Seta. Il controllo affidabile delle vie di rifornimento dell’energia è vitale al crescente potere imperialista dei vari capitalismi arroccati nei loro Stati nazionali.
Dagli anni ‘70, la Cina è passata da esportatore a importatore netto di petrolio. Questo deve passare per lo stretto di Malacca. La Cina quindi deve fare affidamento sulle rotte marittime per il suo approvvigionamento di energia. I mari sono però controllati dagli Stati Uniti, che mantengono la superiorità navale. Il “dilemma Malacca” lo definì nel 2003 l’allora presidente Hu Jintao. Ugualmente l’India ha fortificato le sue basi militari sulle vicine isole Andamane e Nicobare.
Da allora la Cina si è sforzata di diversificare il proprio approvvigionamento energetico con l’obiettivo di evitare di farlo passare per gli stretti di Malacca e della Sonda.
Il Corridoio Cina‑Pakistan è quindi fondamentale, prevedendo anche la costruzione di un gasdotto dal porto di Gwadar allo Xinjiang, con possibile diramazione fino all’Iran.
Quindi gli scontri di confine non sono eventi isolati o episodi di una guerra decennale alimentata da tensioni etniche. Persino le dichiarazioni ufficiali di entrambi gli Stati ammettono che non è così e ognuno accusa l’altro di tentare di modificare a proprio vantaggio la reciproca disposizione strategica. Anche questo conflitto, in sostanza, è alimentato solo dagli interessi dei capitalisti di entrambe le nazioni.