Partito Comunista Internazionale

Dai nostri soldati

Categorie: Italy, Military Question, PCd'I

Cara “Avanguardia “,

Ci sarai grata se vorrai accordare un po’ di spazio nelle tue sante colonne, per il piccolo proletario in grigio verde che adirato soffre tanto fra le montagne dove non si è più capaci a vivere, perché offeso, maltrattato, e imprigionato dalla grande accusa che ci viene rivolta di sovversivo.

Noi giovani proletari che già 14 mesi che siamo stati strappati dalle braccia dei nostri cari, per venire ad indossare questa infame montura, ed imparare ad ammazzare, salvando la patria di loro signori, in questo frattempo abbiamo dovuto sopportare tutte le infamie e le brutalità che i nostri gallonati commettono contro di noi.

Ogni piccola cosa, che viene fatta in caserma che noi non sappiamo, loro dimostrano la propria delinquenza vendicandosi sul noi, rei solo di avere idee sovversive e ci fanno fare la vita sempre di prigione. Che importa se facciamo il nostro servizio meglio degli altri? Quando si tratta di sovversivi occorre che muoiano in prigione, così non scopriranno più le loro camorre.

Mentre dei compagni dopo quindici giorni di prigione, andavano dall’ufficiale a domandare per quale motivo gli aveva puniti egli ha avuto tanta vigliaccheria di farveli entrare di nuovo, dicendo che noi non siamo degni di vivere in questa terra poiché siamo dei delinquenti, dopo che noi nella nostra vita abbiamo sempre lavorato per produrre, mentre loro mangiavano senza fatica, ancora sentirsi dire queste parole e dover tacere. Questo è il bel trattamento che noi abbiamo dalla patria di loro signori. Noi però rispondiamo che malgrado i loro maltrattamenti non cambieranno le nostre idee, anzi il nostro spirito sarà sempre più ribelle. Ci auguriamo che in un giorno non lontano il proletariato vedendo a quali torture deve sottostare si prepari ad uno scatto di ribellione, e noi giovani sebbene in grigio verde restiamo fermi al nostro posto continuando la nostra propaganda fra i soldati aspettando il giorno di impugnare le armi per la riscossa, delle sante rivendicazioni. Terminiamo inviandoti i nostri saluti e gridando W l’Internazionale Comunista W la Rivoluzione sociale.

Un gruppo di alpini del Battaglione Vicenza