Le infamie delle compagnie di disciplina
Categorie: Italy, Military Question, PCd'I
I compagni che gemono nell’isola di Ponza hanno in tutti i momenti il modo di conoscere e provocare di che lacrime grondi e di che sangue il malvagio potere militarista.
Noi documentiamo tutte le infamie che vengono consumate nelle compagnie di disciplina ed abbiamo anche fatto l’inchiesta condotta dai compagni onor. Marabini e Remondino. Non ci fermeremo certamente all’inchiesta, ma tutti i lavoratori hanno il dovere di interessarsi alla sorte dei giovani compagni incorporati in queste compagnie di martirio.
Presto passeremo a forme più efficaci di protesta.
Intanto l’inchiesta dei compagni deputati ha provocato il cambiamento di quasi tutti gli ufficiali addetti a tormentare i soldati sovversivi e la visita di un tenente-colonnello incaricato di controllare le nostre denunce. Ed ecco ancora le lettere che ci giungono dall’isola di pena.
Cara “Avanguardia”,
abbiamo creduto opportuno inviarti questa lettera perché è necessario che i fatti in essa esposti vengano a conoscenza del Comando degli Stabilimenti Militari di pena, e soprattutto dei lavoratori. È necessario che questi ultimi sappiano tutti i retroscena della vita delle Compagnie di disciplina perché le possano giudicare nel loro vero aspetto, cioè come una infamia del militarismo della più che “democratica” Italia. Noi sappiamo che la democrazia (soprattutto politica del capitalismo) rappresenta la fase ultima della millenaria schiavitù di una parte dell’umanità, ed è perciò una forma di oppressione più raffinata, più “evoluta”. Le compagnie di disciplina hanno subito in questi ultimi tempi un certo processo di “democratizzazione” che invece di migliorare ha peggiorata la situazione, poiché alla brutale brutalità è subentrata l’ipocrisia, arma letale, perché sottile e velenosa. Così i nostri aguzzini cercano di nascondere sotto la maschera i loro propositi criminali, ma noi che non siamo dei semplicisti, facciamo rilevare quanto segue all’opinione pubblica dei lavoratori, ed al Comando più sopra citato perché prenda i provvedimenti del caso.
Noi sovversivi, siamo separati da tutti gli altri perché gli ufficiali temono (ed hanno ragione) che noi faremmo propaganda comunista se ci trovassimo insieme agli altri soldati. Però questi benemeriti gallonati si vede che non hanno intenzione di lasciarci in pace, anzi sono animati dalla volontà opposta. Infatti, perché mettono insieme a noi elementi non sovversivi, che fanno la parte di agenti provocatori e di spie? Una volta gli incorporati, ex guardie regie, venuti a Ponza per lettera C (sovversivi), erano tenuti alla 2a compagnia; noi in seguito ad un quesito posto da un certo capitano Della Cava (che ha lasciato qui una scia di odio e di rancore per le sue gesta) al Comando degli Stabilimenti Militari di pena, questo acconsentì a che le guardie regie incorporate per la lettera C facessero parte del nostro plotone. Da allora la situazione del nostro plotone stesso è andata gradualmente peggiorando fino a che essa oggi si presenta insostenibile. Infatti il numero e le sfacciataggini di queste spie ed agenti provocatori sono arrivati a tal numero che un vivo fermento è sorto e si è sviluppato fra gli elementi veramente sovversivi, fermento che da un giorno all’altro potrebbe portare conseguenze piuttosto gravi. Già fin da qualche tempo una spia (nonché agente provocatore) fu bastonata.
In seguito a questo fatto essa fu tolta dal plotone C. Perché non mandano via tutti i delatori e coloro che, non essendo sovversivi, fanno domande di andare in compagnia? Lo scopo è evidente: vogliono servirsi di questi elementi, aizzandoli contro di noi, allo scopo di farci sopraffare in un avvenire molto lontano. Noi intanto facciamo noto che se non si prenderanno gli opportuni provvedimenti, la “responsabilità” di quanto eventualmente potrà succedere sarà degli ufficiali tutti. Costoro da diversi mesi hanno il desiderio di sopraffarci e la prova ci ciò sta nel fatto che molto tempo fa essi educarono i soldati della 2a compagnia all’odio contro di noi. (L’ultimo episodio si ebbe il 1° gennaio u.s. con il comizio fascista, presenti tutti gli ufficiali, in cui si parlò anche di “uccidere i comunisti”). In questa materia si è specializzato la lurida figura del tenente Tron il quale non esitò un giorno a dichiarare pubblicamente ai suoi accoliti: “Se un sovversivo vi dice qualche cosa, dategli addosso, bastonatelo, che penserò io a premiarvi”. A quei tempi la situazione era critica abbastanza perché quegli sciagurati, aizzati dagli ufficiali, volevano aggredirci; noi si era pronti a sostenere l’urto (che poteva essere sanguinoso) e per l’occasione si denunziò il fatto sulla nostra stampa a mezzo di un appello.
Si vede che questo fece effetto ed impressione, perché dopo ci hanno completamente separati dalla 2a compagnia. Ora i gallonati cercano di usare l’altro metodo più sopra rilevato, ma noi siamo decisi a non lasciarci sopraffare a nessun costo. Ne prenda nota chi di dovere e si decida per una delle due soluzioni