Partito Comunista Internazionale

Il militarismo italiano

Categorie: Italy, Military Question, PCd'I

(Dal mio taccuino di soldato).

Vittorio Hugo – l’autore dei ” Miserabili “- volendo definire il militarismo che tanti lutti e rovine è costato alla Francia e all’Umanità, lo ha definito una “somma di fattori negativi “. In effetti il militarismo, sorto dalla violenza barbarica delle prime genti che vissero di conquista e di spoliazione; strumento di stupri, di saccheggi, di distruzioni e manomissioni, legittimate in seguito dai governi democratici inquanto che ha servito a difendere il capitale dagli assalti rivoluzionari del proletariato, è socialmente un fattore puramente e solamente negativo.

Organizzazione armata e decorata della reazione che conta sulla virtù, benedetta dalla chiesa dei papi, che si arrogano il diritto di camuffarsi da vicari di Cristo, delle baionette, ha una sola missione: il delitto. Delitto che tante volte si chiama e ironia ” eroismo ” e che viene compensato, invece che con la galera, con una croce di cavaliere o con una medaglia d’oro al valor militare.

Internazionalmente il militarismo è il pericolo più serio e l’ostacolo più difficile a superarsi per il proletariato che lotta per realizzare la società collettivista da sostituire all’economia individualista borghese. Il giorno del cozzo finale ci troveremmo di fronte al militarismo a contendersi a palmo a palmo, il terreno.

Per ora si limita a organizzare in tutto il mondo specialmente in Italia, le bande armate della reazione schiavista, la guardia bianca irregolare, domani interverrà direttamente; scenderà a combattere nell’agone contro le aspirazioni avveniristiche del Popolo per difendere quegli stessi interessi delle classi opache delle nazioni europee, per cui, in questo momento in Italia, sta così bene combattendo il fascismo laido e losco strumento degli agrarii.

Non dobbiamo dimenticare che in Francia, per difendere l’ultimo capetto, ha sparato su Popolo sino all’ultima cartuccia. Ora è diventato Poincarista e repubblicano; ma in effetti resta sempre il militarismo più pericoloso e più borioso del mondo!

In Italia il militarismo ha il difetto e la vanità dei piccoli uomini. Crede cioè di avere in sé tutti presi dalla tecnica, tutti valori della razza – noi discendiamo dai romani – tutti gli elementi del genio napoleonico. È pieno di se è come il Corriere della Sera ed infine poi è solamente ignorante, feroce e bestiale forse più e quanto i bombardieri del Popolo d’Italia.

Torno ora da Cremona – fui soldato al 50° Fanteria – dove ho potuto constatare de visu le delizie del regime militarista: la senilità sifilitica del comandante Petrini, la bestiale ferocia del capitano aiutante maggiore Del Sofeato; le virtù strategiche del maggiore Serra maneseo e aggressivo contro i soldati; c’è poi, e questo figuro merita speciali riguardi ( lo raccomando ai compagni di Napoli poiché è Napoletano ) un certo tenente De Michelis che gode dell’immensa gioia di mandare in galera i soldati. È l’uomo più odiato del reggimento; un povero contadino siciliano, un certo Vinei di Colamonici, per essere tornato senza la mantellina della licenza, venne da questo tenente denunciato in seguito al suo rapporto, dopo di essere stato trattenuto contro la legge 80 giorni in prigione di rigore, condannato dal tribunale di Verona a 4 anni di galera; un altro soldato, un milanese, certo Orlandi, sempre dietro denuncia del citato De Michelis, per essersi allontanato per tre giorni dalla caserma fu condannato dal tribunale militare di Verona a 5 anni di carcere. E di quante altre cose non posso scrivere perché non ho le prove sicure? Ma passiamo oltre: dando un taglio agli episodi della mia vita militare.

Generalizziamo la questione!

Ci sono oggi nelle carceri militari migliaia e migliaia di giovani a soffrire le pene più inaudite perché rei di una qualunque infrazione alla dottrina militarista; caricaturata fino all’assurdo dai tribunali militari.

Per delle puerilità si scontano, fra tormenti inenarrabili, decine d’anni di galera un

Breve partugio dentro della nuda, la qual per me ha il titolo della fame…”

I tribunali militari funzionano inferociscono, come non mai; pare che si vogliano vendicare contro gli amministratori condannando nuove vittime. Ora che il proletariato ricostruito il suo fronte unico internazionale d’azione e di sommovimento, sarebbe giusto che includesse fra le rivendicazioni immediate che si propone di reclamare, LA DOMANDA DELL’IMMEDIATA SCARCERAZIONE DI TUTTI I CONDANNATI PER REATI MILITARI. Sarebbe una buona opera umanistica e di alta sensibilità rivoluzionaria nello stesso tempo, che compirebbe in favore dei poveri giovani strappati violentemente alla libertà, alla vita, alla società da un capriccio bestiale quanto mai assurdo. Ma ritorniamo all’argomento.

In Italia il Militarismo ha soltanto le virtù caporettistiche. Volendo fare un bilancio di verificazione patrimoniale troviamo espressioni di questo genere: un Cadorna che ha al suo attivo le fucilazioni in massa, le decimazioni, e gli attacchi frontali di felice memoria che hanno fatto ridere tutti generali del mondo. Caporetto, è stato anche constatato dalla commissione d’inchiesta, è dovuto solamente a Cadorna e al suo Stato Maggiore che non si ebbe mai a sognare dell’utilità delle linee di copertura, che non immaginò gli scopi di una qualunque ritirata strategica, che quando le parti chiedevano cartucce, inviava loro pagnotta: le pagnotte potevano si sfamare ” il nemico ” ma fermarlo mai! E con Cadorna un altro generale fucilatore: Graziani e con Graziani il generale Segrè, quel Segrè che ora è alla sbarra per aver funestato con il suo piratismo la città imperiale quando fu a Vienna per rappresentare l’Italia!

Ma che vale fare nomi quando è a tutti noto che non soltanto gli uomini del militarismo sono fradiei e frolli, ma tutto l’organismo è malato?

Chi non sa di quante lacrime grandi e di quanto sangue è fatto l’organismo militarista?

Quindi non è il caso di esaminare le piccole canagliate dei vari comandanti del reggimento; non vale indugiarci a recriminare le bestialità assassine e sanguinari e delle piccole carognette gallonate e boriose.

Tanto più che il militarismo è lo stesso in tutti paesi della terra:

Tronfio e volgare, animalesco e sifilitico fino alla radice dei capelli. In Italia poi la storia del militarismo è anche la storia dei disastri militari.

Conviene piuttosto ed è urgente affacciarci alla piattaforma e vivisezionare la questione dalla radice più profonda per soffocare l’humur.

Sono convinto che le manifestazioni superficiali, gli episodi orridi dell’attimo non possono più commuovere soverchiamente. Quello che ci deve interessare è il principio informatore che ha giustificato la permanenza minacciosa degli eserciti in tutte le nazioni del mondo. La giustificazione è soltanto capitalistica; ed è quello che mi propongo di dimostrare in un altro mio articolo. Oggi finisco con l’incitare i giovani a picconare in tutti i sensi con più forza che mai, la Bastiglia del Militarismo.

Renzo D’Agostino