Lettera di Mussolini a “Il Socialista”
Categorie: Capitalist Wars, Opportunism
Caro compagno direttore,
leggo solo oggi un trafiletto che mi riguarda comparso nel penultimo numero del “Socialista”.
Permettimi di dire che sei in… errore. Potrei aggiungere con padre Dante:
Non sien le genti mai troppo sicure
nel giudicar, si come quei che stima
le biade in campo, pria che sian mature.
E tu mi hai.., giudicato con precipitazione soverchia.
Che il Partito abbia avuto qualche momento di incertezza, é vero; ma ciò non dipende affatto dal contegno dell’“Avanti!”, o in minima parte da esso: dipende invece dalla grandiosità e repentinità degli avvenimenti che il socialismo riformista e anche non riformista aveva esiliato dalla storia… e davanti ai quali si è trovato disorientato e impreparato.
Per quanto riguarda la linea direttiva dell’“Avanti!” ti ricordo, oltre a moltissime note e postille, tre articoli nei quali ho espresso in maniera organica le mie convinzioni anti-guerresche; l’articolo in risposta al Salvemini, il secondo intitolato “Contro deviazioni lusinghe o sofismi”, e l’ultimo recentissimo in risposta al Panunzio, articolo che – modestia a parte – é sembrato esauriente, oserei dire decisivo.
Il Manifesto del P.S. che tu approvi e che ha sollevato tante stupidissime indignazioni nella stampa demo-rifo-borghese é stato completamente redatto da me salvo una brevissima aggiunta inseritavi da Claudio Treves.
Ma vedi un po’: per alcuni socialisti, e non tutti degli “ultimi venuti”, l’“Avanti!” é biasimevole sol perché non invita i proletari a scendere armati in campo contro l’Austria; per te, invece, non é ancora abbastanza anti-guerresco, sol perché io mi rifiuto di fare l’Hervé in ritardo. Guardarsi dalla “copia” dopo la prova dell’originale…
Il discorso pronunziato alla sezione milanese, discorso improvvisato e sconciato nel resoconto, non autorizza nessuno a dire: persino Mussolini…
Il quale ci tiene pochissimo a restare sul candeliere, anzi niente. Sono – per natura – un po’ insocievole e la “popolarità” non mi lusinga, mi fastidia.
Caro direttore, spero che farai conoscere questa mia breve epistola ai compagni napoletani, lettori del “Socialista”. Respingo la tua “ammirazione”… mi basta la tua amicizia “sincera” come quella ch’io nutro per te.
Saluti socialisti.
Benito Mussolini