Partito Comunista Internazionale

Il partito e la guerra

Categorie: Capitalist Wars, Italy

Direzione del PSI – Comunicazioni del Segretariato.

AGITAZIONE CONTRO LA GUERRA

“Il segretariato del partito constata soddisfatto il magnifico slancio col quale il Partito unanime ha accolto il recente manifesto della Direzione del Partito e del Gruppo Parlamentare e le iniziative subito prese dalle Sezioni per reagire alla montatura guerrafondaia di nazionalisti, democratici, massoni e riformisti. Oltre mille Sezioni, convocate dietro l’incitamento dell’Avanti!, hanno pienamente plaudito a quel documento, e a questo voto si sono associate migliaia di organizzazioni operaie, leghe, cooperative, federazioni, ecc.

“In pari tempo smentiamo le voci tendenziose messe in giro dalla stampa democratica (cospirante contro le sorti del Partito e farneticante di prossime fusioni di tutti i partiti per la formazione di un “grande ministero”) circa profondi dissidi sorti in seno alla Direzione, ecc. Il recente manifesto é stato pienamente approvato da tutti i membri della Direzione, eccetto uno, il quale ha fatto delle riserve, e perciò esso rimane l’ultima espressione del pensiero del partito.

“I compagni tutti sono quindi invitati a intensificare e tener viva la propaganda contro la guerra, illustrando al proletariato i terribili disastri che essa sta producendo nei paesi belligeranti e il nessun vantaggio che ne viene alla causa della emancipazione sociale”.

Dunque c’è molto poco da dubitare: il Partito è sempre sulla strada della recisa opposizione all’intervento dell’Italia nella guerra in qualunque senso e con qualsiasi pretesto. Si può insultarci chiamandoci fossili, antipatrioti, etc. ma non porre in dubbio la nostra fermezza nelle direttive anti-militariste e la nostra indifferenza per le blaterazioni dei vari Labriola (a proposito del vostro insolente linguaggio, sig. Labriola, a quanto vi paga i vostri articoli il democratico e massonico “Roma”?).

Da molti si fa un gran chiasso sull’atteggiamento di Mussolini. Noi facemmo qualche rilievo al riguardo, che provocò la risposta che i nostri lettori ricordano da parte del direttore dell’Avanti!, in cui questi rivendicava la paternità del manifesto del Partito, recisamente e socialisticamente impostato contro la guerra. Le posteriori polemiche col Lombardo-Radice e col Tancredi e le dichiarazioni di Mussolini ci hanno poi, per esser sinceri, non poco sorpresi. E siccome lo stesso Avanti! invita i compagni ad esprimere il proprio giudizio, noi non esitiamo ad esprimerlo sfavorevolissimo, coerenti alle tesi che sosteniamo.

In tempo molto poco sospetto, ossia il 6 agosto, quando la guerra contro l’Austria sembrava ben poco probabile, nel n. 11 di questo giornale noi scrivemmo:

“La neutralità dell’Italia é una garanzia di limitazione del conflitto immane. Raffreniamo il Governo dallo spalleggiare l’Austria e la Germania, non dimentichiamo che noi saremmo egualmente avversi ad una guerra contro l’Austria…”

Non accettiamo, quindi, le distinzioni di Mussolini, assolutamente inopportune, e che – occorre dirlo? – non impegnano il partito, ma riflettono solo il pensiero del Direttore dell’Avanti!; diverse dalle nostre é avversa ad una guerra a fianco dei tedeschi, ma non esitiamo ad esprimere la nostra solidarietà con lui contro gli attacchi dei diversi Tancredi e C.

Costoro non s’illudano, che del filo da torcere ne avranno fino all’ultimo, ed il sig. Lombardo-Radice stia sicuro che l’unanimità nazionale che tanto gli sta a cuore sarà, in qualunque evenienza, dilacerata proprio dai socialisti.

NON PACIFISMO: ANTIMILITARISMO DI CLASSE!