Partito Comunista Internazionale

La bestialità sessuale nella guerra

Categorie: Capitalist Wars, Europe

Il parossismo a cui tende la fobia antitedesca conduce a contraddizioni veramente strane, che nessuna persona un po’ serena potrebbe digerire. Si alimenta l’indignazione contro gli eccessi sulle donne belghe e francesi commessi dai soldati tedeschi, senza dire che gli altri eserciti in paesi invasi farebbero lo stesso e peggio, come fanno in realtà i russi nei paesi tedeschi e austriaci occupati. C’è anzi da attendersi dai popoli latini e meridionali in genere una intensità assai maggiore di atti di bestialità sessuale, dato il più ardente temperamento in confronto ai biondi figli del Reno. In una corrispondenza al Journal da Roma è infatti riprodotta – sempre a scopo di propaganda tedescofoba – una opinione espressa da una signora romana: “Il tedesco, né come marito, né come amante, non è un prodotto che faccia onore all’industria nazionale!”.

La signora in questione deve aver fatto certo esperienze su larga scala, e con criteri del tutto cosmopoliti… Ad ogni modo la sua affermazione ci lascia supporre che, se i freddi tedeschi hanno commesso tante infamie, chi sa che cosa farebbero in casi analoghi i francesi, o gli italiani.

E che dire di quei soldati australiani che al Cairo, invitati a pranzo da un inglese, ardente nazionalista, dopo le copiose libagioni, eccitati dalle seducenti toilettes dalla moglie e dalle figlie dell’ospite indossate per far loro onore, si comportarono come se fossero stati dei brutali tedeschi… in paese di conquista?

O di quelli che gettarono giù dal terzo piano una donna nuda e saccheggiarono molte “case da thé”? Che dirne?

I farisei diranno che noi insultiamo i “soldati della civiltà”! Noi malediciamo il fenomeno della guerra che imbestialisce e disonora l’uomo sotto ogni cielo.