Dopo il convegno di Bologna
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Del Convegno nazionale socialista tenutosi domenica scorsa a Bologna non daremo un resoconto dettagliato, poiché si decise di non rendere pubblico l’andamento della discussione e lo stesso Avanti! si è limitato a riportare il solo ordine del giorno votato, ormai noto ai lettori.
Faremo solo qualche non inutile rilievo. Al Convegno invece di tre deputati ne assistevano venti, quasi tutti accorsi… per battere in breccia la tesi dello sciopero generale. Cosi pure era al completo lo stato maggiore della Confederazione del Lavoro, animato da analoghi intendimenti. Si delinearono tre tendenze: una per lo sciopero generale a partire da martedì mattina, una per la convocazione di comizi il mercoledì, ed una terza, intermedia, per l’astensione dal lavoro nella sola giornata dei comizi, limitandola magari ad alcune località.
Fioccarono i discorsi dei deputati, che quasi tutti dipingevano la situazione in modo pessimistico, dicendo che era troppo tardi per moti di piazza e che lo sciopero era una follia. Dobbiamo però eccettuare i due valorosi compagni on. Caroti ed on. Morgari, che portarono una nota elevata di internazionalismo. Non occorre dire che anche contro lo sciopero parlarono quelli della Confederazione; quanta ai delegati delle Federazioni provinciali socialiste, molti rimasero scossi dalle insistenze dei suddetti oratori, altri evidentemente non erano intonati col pensiero delle organizzazioni locali che rappresentavano.
I rivoluzionari finirono col dover ritirare, dopo ampie dichiarazioni, la loro proposta, per associarsi all’o.d.g. presentato dall’on. Mazzoni che era per la tesi intermedia. Ma la votazione non poté evitarsi perché i deputati e gli organizzatori vollero a forza castrare l’o.d.g. anche della astensione dal lavoro per 24 ore, castrazione che fu approvata dalla maggioranza dei delegati del partito, il voto di taluno dei quali ci sorprese assai.
I deputati vollero così abilmente, dopo aver ottenuta da noi in nome della concordia una rinunzia alla tesi estrema, far valere ugualmente la loro opposta.
Gli organizzatori si… rimangiarono la concessione dello sciopero di 24 ore che avevano già fatta alla Direzione del Partito. Questa tenne un contegno risoluto e lodevole, schierandosi per la tesi dello sciopero limitato, massimo sforzo a cui la Confederazione aveva consentito.
Durante la discussione fu sfiorata la questione della difesa nazionale e dell’atteggiamento del partito durante la guerra. E sebbene dal convegno di domenica sia risultata la necessità di disimpegnare maggiormente il partito dalle influenze del parlamentarismo e dell’operaismo sindacale, occorre però aggiungere che, nonostante la gravità precipitosa del momento, il convegno si pronunziò sulla questione di massima senza lasciar cadere neppure l’ombra del dubbio sulla compatta ed immutabile avversione dei socialisti italiani alla guerra borghese.
Le divergenze tattiche che potettero essere appena sfiorate saranno approfondite domani, dopo l’altra seria esperienza della guerra che si avvicina, ed allora andremo a fondo della questione. Si delinea così fin da ora l’immensa importanza del futuro nostro Convegno Nazionale.