Partito Comunista Internazionale

Il nuovo movimento sindacale

Categorie: Third International, Union Question

La Terza Internazionale ai Sindacati operai di tutti i paesi.

I Sindacati operai, prima del 4 agosto 1914, giorno in cui scoppiò la guerra imperialistica, avevano più di dieci milioni di inscritti; ciononostante essi non fecero nessuna seria opposizione alla guerra imperialistica stessa. I dirigenti sindacali, anzi, per la maggior parte, si misero a completa disposizione dei governi borghesi: tutto l’apparato delle Confederazioni del Lavoro fu messo al servizio degli Stati imperialisti, le leggi che tutelavano la classe operaia furono esautorate con il completo consenso dei dirigenti sindacali. Il lavoro obbligatorio più duro, esteso anche ai sessantenni, fu introdotto dalla borghesia col consenso degli stessi dirigenti i Sindacati operai. Ma questi vecchi dirigenti non si accontentarono di ciò, essi consegnarono i loro Sindacati alla schiavitù morale della borghesia: i giornali e le riviste del movimento sindacale offrivano alla morte gli operai per gli interessi del capitalismo, ripetevano la menzogna borghese sulla «Difesa della Patria» e si dimostravano sostegno delle idealità borghesi che inoculavano nelle masse operaie organizzate. Consunti dalla tabe dell’opportunismo, traditi dai dirigenti, indeboliti dalla mefitica aria del riformismo pacifista, i Sindacati non avevano più la forza sufficiente per opporre una qualche seria resistenza alla guerra imperialista.

Adesso però la guerra è finita. La pace imperialistica, conclusa a spese dei popoli, ha mostrato anche ai ciechi per qual ragione e a quale scopo fu organizzata la guerra imperialista. Gli eserciti sono smobilitati, gli operai sono rientrati in seno alle loro organizzazioni: che avverrà di queste? che indirizzo seguiranno? Le vecchie organizzazioni nuovamente si sforzano di condurre il movimento sindacale sulle direttive borghesi. Dalle file dei dirigenti le vecchie organizzazioni sono usciti i più odiosi carnefici della classe operaia, un Noske in Germania, un Peidl in Ungheria: domani i signori Jouhaux in Francia e Gompers negli Stati Uniti, appena si presenterà loro l’occasione favorevole, diventeranno anch’essi dei traditori, come ne abbiamo visto in più di un paese.

Quali sono i tratti caratteristici delle vecchie organizzazioni sindacali? Per quale ragione, insomma, esse sono giunte fino alla completa capitolazione dinanzi alla borghesia? Il funzionarismo ipnotizzato dalle pratiche immediate; l’ammirazione per la legislazione borghese; la fiducia nell’«aristocrazia» operaia e il disprezzo verso le masse degli operai «ignoranti»; le alte quote da pagarsi al Sindacato, troppo care per i mezzi degli operai più poveri; l’accentramento di tutta la direzione del movimento nelle mani dei funzionari sindacali, che sempre più tendono a costituire una cricca in seno al movimento operaio; il punto di vista della «neutralità» riguardo alle lotte politiche del proletariato, che però diventa appoggio dato alla politica borghese; la corruzione del sistema dei concordati collettivi che porta come conseguenza che i concordati vengono stipulati dai dirigenti la burocrazia sindacale, cioè determina sempre nuove schiavitù degli operai verso i capitalisti; l’esagerazione dell’importanza dei vantaggi conseguiti, che sono quasi insensibili per gli operai; gli aumenti di salario ottenuti solo in apparenza o che i Sindacati potrebbero raggiungere con mezzi pacifici; la dispersione delle finanze sindacali in una molteplicità di miseri sussidi a scapito dei fondi di sciopero e di propaganda per l’organizzazione; la trasformazione dei Sindacati operai in organismi che si occupano solo di parziali miglioramenti nell’ambito della società capitalistica e non investono il problema della caduta rivoluzionaria di tutto il sistema capitalistico. Ecco i tratti caratteristici del vecchio movimento sindacale e del tradeunionismo. In queste condizioni i Gompers potevano in America contrattare i voti degli inscritti ai Sindacati operai per le elezioni presidenziali; in queste condizioni i Legien di tutti i paesi potevano assoggettare al loro arbitrio i Sindacati di mestiere dell’Internazionale.

Vorranno ancora le organizzazioni operaie seguire la pericolosissima via del riformismo, che altro non è in verità se non la via della borghesia? Questa è l’importantissima domanda che si pone oggi al movimento operaio internazionale. Noi siamo assolutamente persuasi che ciò non avverrà. Il movimento inglese dei delegati di mestiere e di fabbrica, i Consigli di fabbrica in Germania, la recente revisione di programma dei sindacalisti rivoluzionari francesi, le «associazioni tra associazioni» come per esempio la Triplice Alleanza in Inghilterra, il nuovo indirizzo del movimento operaio in America, tutto questo è un sintomo della prossima «inversione dei valori». Davanti ai nostri occhi comincia a svolgersi un nuovo movimento operaio: quali saranno le sue caratteristiche?

Il nuovo movimento delle organizzazioni operaie dovrà gettar via tutti i resti del vecchio funzionarismo: esso dovrà tendere alla diretta ed immediata lotta per la dittatura proletaria e per il potere dei Soviet, in stretta unione col Partito Comunista. Dovrà smetterla di aggiustare riformisticamente i panni logori del capitalismo. Dovrà dare la massima importanza all’arma dello sciopero generale e dovrà preparare lo sciopero generale attraverso manifestazioni grandiose. Le nuove organizzazioni operaie dovranno comprendere tutta la massa operaia e non la sola aristocrazia operaia. Dovranno promuovere la solida base della più severa centralizzazione e costituirsi secondo la produzione (Sindacati di industria) e non secondo i mestieri. Dovranno preparare l’attuazione del vero controllo operaio sulla produzione e quindi prendere direttamente parte attraverso la classe operaia alla organizzazione della produzione quando il regime borghese sarà caduto. Dovranno guidare la lotta rivoluzionaria per la socializzazione delle principali industrie e non dimenticare che senza la conquista del potere da parte dei Consigli non è possibile seriamente alcuna socializzazione. Dovranno eliminare ogni cricca di funzionari sindacali: i funzionari sindacali sono imbevuti di idee borghesi e non hanno nessuna voglia di condurre a termine la lotta rivoluzionaria delle masse proletarie; dovranno procedere a questa eliminazione della burocrazia operaia dalle loro file, come già da alcuni anni hanno fatto i compagni russi e come si accingono adesso a fare le organizzazioni operaie in Germania e in altri paesi.

Gli insegnamenti della guerra non sono rimasti senza effetto e ben presto le masse operaie diranno la loro opinione su questi problemi. Le organizzazioni operaie nonpossono credere di aver compiuto il loro dovere per essere riuscite a migliorare di qualche centesimo i salari: il rincaro dei generi di più immediata necessità, che oggi trionfa in tutto il mondo, dimostra come non abbiano alcunaimportanza queste «vittorie» di cui si fanno belli i dirigenti sindacali di vecchio stampo. Le organizzazioni operaie o decadranno completamente per intimo indebolimento o si tramuteranno in veri organismi di lotta della classe operaia. II violento dilagare degli scioperi che scoppiano nel continente europeo, nell’America del Nord e nel resto del mondo industriale, dimostra che le organizzazioni operaie non possono marcire, ma che presto rifioriranno rinnovate. I Sindacati non possono restare indifferenti di fronte alle quistioni di importanza generale che assorbono l’attenzione di tutto il mondo e dividono l’umanità in due partiti: dei Rossi e dei Bianchi. Ogni Sindacato ha il dovere di occuparsi e discutere direttamente i problemi della mobilitazione e della smobilitazione, del servizio militare obbligatorio, delle imposte dirette e indirette, del pagamento dei debiti di guerra, della nazionalizzazione delle ferrovie, delle miniere, delle principali industrie ecc. ecc.

L’Internazionale Comunista giudica sia giunta l’ora in cui i Sindacati, liberati dalle influenze borghesi e dai traditori del socialismo, devono ricostruire il loro organismo internazionale, come movimento operaio in generale e come Sindacati di mestiere in particolare. Alla Internazionale dei Sindacati gialli asservita, in Amsterdam a Washington, a Parigi, agli agenti della borghesia, dobbiamo contrapporre l’Internazionale dei Sindacati rossi, veramente proletaria, che combatta al fianco dell’Internazionale Comunista. In molti paesi i Sindacati operai stanno trasformandosi radicalmente; la pula viene divisa dal frumento. In Germania, culla dei gialli, molti Sindacati si orientano verso la Rivoluzione proletaria e si staccano dal movimento borghese delle organizzazioni operaie, guidato da un Legien e da un Noske: già molti dei vecchi dirigenti che avevano venduto il movimento operaio ai capitalisti vengono espulsi dalle organizzazioni. In Italia quasi tutti gli organismi operai stanno sul terreno della dittatura dei Soviet. Nelle organizzazioni scandinave le tendenze proletarie rivoluzionarie diventano di giorno in giorno più forti. In Francia, Inghilterra, America, Olanda e Spagna la maggioranza degli organizzati condanna la vecchia tattica borghese e domanda metodi di lotta rivoluzionari. In Russia tre milioni e mezzo di organizzati sostengono liberamente e incondizionatamente la dittatura del proletariato. Nei Balcani la maggior parte delle organizzazioni sono intimamente legate coi Partiti Comunisti e combattono sotto le loro vittoriose bandiere.

La prima Internazionale, guidata da Marx e da Engels, cercava di comprendere nelle sue direttive tutti i Sindacati di mestiere. La seconda (adesso putrefatta) Internazionale invitava, è vero, ai suoi Congressi, i Sindacati, ma non era unita con loro da nessun solido legame. La terza, l’Internazionale Comunista, vuole seguire le orme della prima anche per questo riguardo. I Sindacati operai, dopo essersi liberati dagli errori suaccennati, cercheranno di allacciare rapporti con l’avanguardia proletaria che è organizzata nella terza Internazionale Comunista. La saggezza della classe operaia chiede l’unione di tutte le forze organizzate del proletariato: armi di ogni specie sono indispensabili per l’assalto al capitalismo. L’Internazionale Comunista ha il dovere di aiutare la Iotta internazionale del proletariato e perciò aspira ad allacciare intimi rapporti con quelle organizzazioni rivoluzionarie che hanno compreso le necessità dei tempi. L’Internazionale Comunista non vuole unire solamente le organizzazioni politiche del Proletariato, ma anche tutte le altre organizzazioni operaie che riconoscono la lotta rivoluzionaria non solo a parole, ma coi fatti e combattono per la dittatura della classe operaia. Il Comitato Esecutivo della Terza Internazionale è del parere che ai Congressi dell’Internazionale Comunista non debbono intervenire solo i Partiti politici ma anche i Sindacati operai che lottano per la Rivoluzione. Questi Sindacati debbono mettersi d’accordo su una base generale e fondare una sezione della Terza Internazionale.

Con questo appello ci rivolgiamo ai Sindacati di tutto il mondo. Nel movimento sindacale sono indispensabili lo stesso sviluppo e la stessa scissione che hanno già avuto luogo nel movimento politico. Come tutti i grandi Partiti operai si sono staccati dalla seconda Internazionale gialla, così i Sindacati dovranno romperla con la Federazione Sindacale Internazionale gialla di Amsterdam.

Noi invitiamo gli operai organizzati di tutti i paesi a porre in discussione il nostro appello nelle assemblee sindacali e siamo persuasi che tutti gli operai del mondo che hanno coscienza di classe, stringeranno la mano che vien loro porta dalla Internazionale Comunista.

Viva il nuovo movimento operaio liberato dalla direzione opportunista!

Viva l’organizzazione internazionale rossa!

Il Presidente del Comitato Esecutivo dell’Internazionale Comunista:

G. ZINOVIEV