Comunicati sullo sciopero generale
Categorie: Opportunism, PCd'I
Il Partito socialista. La direzione pubblica:
“Lo sciopero generale è proclamato in Italia. La Direzione ritiene di non aver bisogno di rammentare a tutti gli iscritti quello che è il loro preciso dovere: dare tutta l’opera loro solidale perché la massa non sia abbandonata nell’atto in cui sorge per dire “basta!” all’attuale situazione di oppressione e di violenza. I socialisti debbono essere oggi, come sempre, al loro posto: col proletariato!”
I repubblicani. Nota della “Voce repubblicana” al proclama dell’Alleanza del Lavoro.
“Il “Lavoro” di Genova, diretto dall’on. Canapa, pubblica i due documenti che qui sopra riproduciamo(comunicato sul comitato segreto e manifesto). A noi non [testo illeggibile] se questa notte lo sciopero generale in tutta Italia sarà senz’altro effettuato. In questo caso, come partito politico che ha un seguito fra la classe lavoratrice, a noi non resta che prendere atto del fatto compiuto perché i repubblicani non amano le diserzioni né materiali né morali. Dobbiamo peraltro notare qualche equivoco esistente fra le pubblicazioni avvenute, che dovranno necessariamente essere spiegate e giustificate, e le spiccate tendenze collaborazioniste dell’onorevole Canapa, direttore del “Lavoro”. Dobbiamo altresì rilevare che la CGL partecipa contemporaneamente a mezzo dei suoi organi dirigenti e responsabili alle trattative parlamentari per la soluzione della crisi ministeriale o alle decisioni per la proclamazione dello sciopero generale. Ed ora, la parola è agli eventi”.
I Fascisti: Manifesto della Direzione del Partito.
“Diamo 10 ore di tempo allo Stato perché dia prova della sua autorità, in confronto di tutti i suoi dipendenti e di tutti coloro che attentano alla esistenza della Nazione. Trascorso questo termine, il fascismo rivendicherà piena libertà d’azione e si sostituirà allo Stato che avrà ancora una volta dimostrata la sua impotenza”.
Da l’”Ordine Nuovo”, 06.08.1922
Il Manifesto del Governo al Paese.
“Italiani! In quest’ora di così grave turbamento della pace in terra, il Governo si rivolge al Paese, senza distinzione di parte, per un diretto appello ai cittadini perché cessino i contrasti sanguinosi e gli spiriti si elevino in un sentimento di operosità patriottica ed umana. L’Italia chiede che i suoi figli desistano dalla lotta che la dilaniano. La sua voce penetrerà certamente nell’animo generoso degli italiani; non è possibile che i cuori già uniti nella magnifica vittoriosa difesa della patria non sentano lo strazio che [testo illeggibile] viene dalle condizioni così turbate della vita pubblica e vi rimangano indifferenti. Il Governo ha il supremo dovere di difendere lo Stato, i suoi istituti, gli interessi generali ed i diritti individuali a qualunque ceto, con qualunque mezzo, inflessibilmente contro chiunque vi attenti. Esso adotta i provvedimenti imposti dalla situazione per ristabilire il rispetto della legge, della vita, della proprietà; ma vuole ancora una volta rivolgere al Paese una parola di concordia e di ordine, fiducioso che non rimarrà inascoltata. Comprendano la realtà in un momento così denso di pericoli e minaccioso di rovina le fazioni contendenti e rientrino nella disciplina, ecc.ecc. (Facta, Amendola, ecc.).