Lo sciopero generale è scoppiato
Categorie: PCd'I
Partito Comunista d’Italia
Sezione dell’Internazionale Comunista
Siamo nel momento dell’azione. Quindi non discutiamo ora l’impostazione data allo sciopero dai dirigenti della lotta.
I compagni fidino nei dirigenti locali del Partito, che hanno ordini precisi dalla Centrale. La disciplina degli organi dell’Alleanza del Lavoro, che rappresentano il fronte unico dei lavoratori di tutti i partiti, sia assoluta. I comunisti ne diano l’esempio, insieme a quello della decisione e del sacrificio. La lotta che si inizia deve portare il proletariato su posizioni di forza in faccia e contro la classe borghese, e ai suoi strumenti di reazione.
Non si deve rinunziare a vibrare nessun colpo al nemico.
Si deve considerare infamia e rottura del fronte unico proletario venire a patteggiamenti con esso.
E la vittoria arrida alle falangi dei lavoratori d’Italia!
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Da stamane tutti i lavoratori d’Italia, per ordine dell’Alleanza del Lavoro, abbandoneranno il lavoro per schierarsi a difesa della loro vita e libertà.
Nessuna categoria fa eccezione al movimento.
Lavoratori! Comunisti! L’ora suprema della grande lotta è suonata!
Fate fino all’ultimo il vostro dovere!
Il Comitato centrale dell’Alleanza del Lavoro cede i poteri ad un “Comitato segreto d’azione”.
“Il C.C. dell’Alleanza del Lavoro, di fronte all’ormai chiaro divisamento dalle schiere reazionarie di tentare un assalto “in forze” agli organi dello Stato, assalto che è già in via di effettuazione e che urge di spezzare senza ulteriori indugi; non ritenendo di avere sufficienti poteri per ordinare e dirigere l’azione difensiva del proletariato – che deve essere pronta, agile e decisiva quale il movimento gravido di pericoli richiede – ha convocato d’urgenza le organizzazioni da esso rappresentate per le opportune sollecite decisioni.
“Dopo un’ampia relazione sull’opera svolta in preparazione del fronte unico della classe lavoratrice – che presenta oggi piena capacità di resistenza e di azione – il C.C. ha rimesso il mandato nelle mani delle organizzazioni responsabili.
Seduta stante, il rappresentante delle organizzazioni nazionali hanno proceduto alla nomina di un comitato segreto di azione con pieni poteri.
Il Comitato segreto appena nominato si è radunato separatamente per deliberare sul da farsi”.
Il Comitato segreto d’azione proclama lo sciopero generale.
Il Comitato ha lanciato il seguente proclama col quale si ordina e si impartiscono le istruzioni per lo sciopero generale:
“I lavoratori di tutte le categorie, appena verranno a conoscenza del presente comunicato, dovranno immediatamente abbandonare il lavoro. L’ordine di ripresa sarà loro comunicato per il tramite di fiduciari delle organizzazioni responsabili.
Con la proclamazione dello sciopero generale il sottoscritto comitato si propone come obbiettivo la difesa delle libertà politiche e sindacali minacciate dalle insorgenti fazioni reazionarie, le quali mirano – mediante la soppressione di ogni garanzia legale – allo schiacciamento delle organizzazioni operate, premessa necessaria per potere susseguentemente rimbalzare i lavoratori di uno stato di relativa libertà ad uno stato di assoluta schiavitù. Da una dittatura sostanziale, se non anche formale, quale i forsennati della reazione vagheggiano e perseguono, ne sortirebbe, oltre che la soffocazione di ogni libera e civile manifestazione di pensiero e di movimento, la rovina del Paese.
È poi dovere di tutti gli spiriti liberi di spezzare, col blocco delle unite resistenze, l’assalto reazionario, difendendo in questo modo le conquiste della democrazia e salvando la Nazione dal baratro in cui la follia dittatoriale, qualora – dannata ipotesi! – dovesse avere il sopravvento, la trascinerebbe immancabilmente.
Dallo sciopero generale, compatto e severo, deve uscire un solenne ammonimento al governo del Paese perché venga posto fine, e per sempre, ad ogni azione violatrici delle civili libertà, che debbano trovare presidio e garanzia nell’imperio della legge.
Nello svolgimento dello sciopero generale i lavoratori devono assolutamente astenersi dal commettere atti di violenza, che tornerebbero a scapito della solennità della manifestazione, e si presterebbero alla sicura speculazione degli avversari; salvo i caso di legittima difesa delle persone e delle istituzioni, contro le quali, malauguratamente, la violenza avversaria dovesse scatenare i suoi furori.
Nessun ordine deve essere eseguito che non provenga dalle organizzazioni responsabili.
Lavoratori, in piedi! In difesa di quel che vi è di più sacro per ogni uomo civile: la LIBERTÀ!
Il Comitato segreto d’azione