Partito Comunista Internazionale

Per i funerali delle vittime del “Diana”

Categorie: PCd'I

Lavoratori milanesi!

Sugli avvenimenti di questi ultimi giorni i partiti della classe borghese impostano un’evidente speculazione, alla quale dobbiamo prepararci a rispondere.

Minoranze audaci ed organizzate per l’azione controrivo­luzionaria, che dovrebbe contrastare il passo all’avanzata del­la classe lavoratrice verso gli obbiettivi della sua lotta, che sono quelli fissati nel programma comunista, tentano di sfruttare facili motivi sentimentali per trascinare dietro di sé la massa grigia delle classi intermedie e di tutti gl’incerti ed i senza partito, per montare nella cosidetta pubblica opinio­ne della nostra città uno stato d’animo ostile al proletariato rivoluzionario.

Questa manovra, in parte riuscita altrove soprattutto per l’insufficienza e l’inettitudine di certi dirigenti delle mas­se, non può e non deve riuscire in Milano e noi comunisti, sicuri della coscienza della massa operaia milanese, sentia­mo il dovere di additarvi il gioco degli avversari e gli erro­ri in cui si potrebbe cadere, se di fronte ad esso si agisse nel­la maniera errata che già accennano ad adottare i dirigenti socialdemocratici.

Si vuol ripetere qui quanto si fece a Bologna dopo l’ucci­sione di un consigliere comunale borghese ad opera di sco­nosciuti. I dirigenti del movimento proletario locale sentiro­no il bisogno di sconfessare con pubbliche dichiarazioni un atto di cui non venivano accusati che per inscenare una spe­culazione politica su di un cadavere. Essi credettero far ca­dere la speculazione protestando la distanza tra i propri me­todi politici e quelli degli autori di tale atto, ma non riu­scirono che a spargere il disfattismo tra i lavoratori e ad agevolare la manovra degli avversari che, approfittando del disorientamento e della fuga generale dai posti di responsabi­lità del partito proletario, imbaldanzirono in un’offensiva; che, trovando i lavoratori disorganizzati e delusi della forza dei loro organismi, si vantò di facili vittorie; che schiaffeg­giarono la fierezza della classe lavoratrice e spezzarono le sue conquiste.

Sulle vittime dell’altra notte si vuol ripetere la speculazione cinica e turpe per colpire la compattezza della massa operaia. La borghesia non si commuove sul serio per i morti e i fe­riti del Diana – chiude per l’imposizione fascista le sue botteghe, ma per continuare sotto le saracinesche semialzate la caccia al profitto in cui sta tutta la sua morale di classe. Ma intanto la montatura si va completando. Ma intanto da taluni vostri dirigenti vengono parole che l’avversario attende per non tenerne altro conto che quello di vantarle come vittoria del suo intervento punitore e rintuzzatore delle idealità rivolu­zionarie.

Proletari comunisti!

Ben, altra sia la nostra, la vostra parola. L’incanata avver­saria non c’impegna a dire un nostro giudizio su atti che essa sceglie ad argomento gradito delle sue manovre. Il nostro pro­gramma è noto; non va rabberciato o scusato per dare spiega­zioni all’insolenza della stampa antiproletaria e della propa­ganda controrivoluzionaria.

L’accendersi di una lotta che dà luogo a tragici episodi non si giudica da noi col dare sanzioni o rifiutarne. Le nostre responsabilità risultano chiare dalle nostre dichiarazioni programmatiche. Pel resto, noi vediamo riconfermata la grande verità storica proclamata dal comunismo, che alla situazione non v’è altra uscita che la vittoria rivoluzionaria dei lavoratori in un nuovo ordine veramente civile, o l’infrangersi di ogni forma di convivenza sociale in un ritorno alla barbarie più tetra.

La borghesia piuttosto che scomparire dalla storia vuole la generale rovina della società umana. Le bande bianche, che si formano per spezzare l’avanzata emancipatrice dei lavora­tori, lavorano per questa seconda tenebrosa soluzione. Noi spe­riamo e crediamo che saranno spezzate dalla forza cosciente del proletariato, ma anche se ciò non fosse, in nessun caso esse salveranno dalla rovina finale il fradicio ordinamento borghese.

Il proletariato milanese non deve dunque in questi momenti lasciarsi impressionare dall’abile messa in iscena di un simulato cordoglio da volgere in odio contro i lavoratori ed in sopraffazioni del suo movimento. L’avversario non deve avere la soddisfazione di vederlo associarsi alle sue attitudini di ipo­crisia, il che sarebbe la prima tappa della via di prepotenze che si propone.

Si facciano adunque i funebri delle vittime. Noi saremo estranei ad una manifestazione, cui si dà artatamente un carat­tere antiproletario, e colla quale si vuole ancora una volta rea­lizzare una solidarietà di classe che cela l’agguato e la libidine di dominio della classe privilegiata. Ma se la manifestazione farà un passo salo sulla via dell’aggressione al proletariato e ai suoi istituti, dell’oltraggio alle nostre e vostre idealità rivoluzionarie, allora, lavoratori milanesi, risponderemo con tutta la nostra e la vostra energia. Il piano dei controrivoluzionari non dovrà riuscire. Il proletariato milanese, non dimen­tico del suo passato, sarà al suo posto per difendersi, per difen­dere l’onore della sua rossa bandiera, le sorti dell’offensiva di domani, con cui prenderà il suo posto tra i compagni d’Italia e del mondo nella vittoria della rivoluzione sociale.

Il Comitato Esecutivo del Partito Comunista

La Federazione Provinciale Comunista Milanese

La Sezione Comunista Milanese

Il Comitato Esecutivo della Federazione Gio­vanile Comunista d’Italia

La Federazione Provinciale Gio­vanile Comunista

Il Fascio Giovanile Comunista Milanese.