Partito Comunista Internazionale

L’internazionale comunista e il fronte unico Pt.8

Categorie: Third International, Union Question

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Tesi sulla questione delle riparazioni

I.

I risultati della guerra mondiale hanno condotto la Francia e la Germania ad un così stretto allacciamento delle sorti di ambedue le nazioni quale mai si è verificato per altri paesi. La politica interna ed estera delle due nazioni è in stretta reciprocanza. Tutti gli atteggiamenti politici, tutte le misure economiche dei governi e degli organi statali capitalistici avvengono per influenza e ripercussione del trattato di pace di Versailles e della sua esecuzione. Da questi dati di fatto si deduce che la sorte della classe lavoratrice dei due paesi è strettamente allacciata e che perciò le lotte di classe s’influenza a vicenda al massimo grado.

A causa della tendenza capitalistico imperialista della guerra mondiale e della sua pace le masse proletarie dei due paesi si trovano oggi unite nel dovere scontare gli oneri della pace brigantesca. Tutti questi rapporti e ripercussioni reciproche nella politica e nell’economia delle due nazioni e la conseguente azione della classe operaia in Francia ed in Germania, creano con ferrea necessità una comunanza d’interessi del proletariato francese e tedesco.

Per queste ragioni l’Esecutivo dell’Internazionale comunista ha salutato la decisione dei Comitati direttivi del Partito Comunista di Francia e del Partito Comunista di Germania di tenere una conferenza comune per trattare il problema delle riparazioni.

II.

L’Internazionale comunista e le Sezioni ad essa aderenti hanno sostenuto sempre il punto di vista che la guerra mondiale con tutti i suoi crimini è stato il prodotto degli istinti briganteschi dell’imperialismo capitalistico di «tutti» gli Stati capitalistici e di «tutti» i governi capitalistici. La classe lavoratrice di «nessun» paese è responsabile dei disastri della guerra mondiale. «Tutte» sono le vittime di questo delitto capitalista. Le tremende devastazioni e distruzioni dei territori sui quali ha imperversato la furia della guerra non possono essere sanate dai responsabili di queste devastazioni, dalle nazioni a dominio capitalistico e dai governi capitalisti né tampoco essere rese utili alla società umana.

La concorrenza delle cricche capitalistiche tra loro impedisce l’unione di tutte le forze produttive per un lavoro comune di ricostruzione. Gli oneri della ricostruzione vengono imposti ai paesi vinti, sì che essi ne restano fiaccati pel peso, mentre la borghesia, a sua volta, si arricchisce e da profittatrice della guerra diventa profittatrice della ricostruzione, mentre le masse popolari dei paesi da ricostruirsi soffrono miseria e penuria. Questa nostra concezione di principio è del tutto confermata dalla prassi triennale dei tentativi di ricostruzione capitalistica. Ma anche i tentativi delle organizzazioni di masse proletarie opportuniste, come quelle rappresentate dall’Internazionale sindacale di Amsterdam, hanno miseramente fallito nel loro scopo di ricostruzione durante il predominio capitalistico come se lo prospettavano gli aderenti di Amsterdam.

Da tutto ciò risulta che la ricostruzione e le riparazioni delle devastazioni e dei misfatti della guerra mondiale non possono essere che opera della classe lavoratrice, di Stati retti dal proletariato.

III.

Questo punto di vista di principio che i comunisti hanno sempre adottato e che sempre adotteranno anche per il futuro non basta tuttavia a fronteggiare la situazione concreta di transizione quale si presenta nei due paesi. Né in Francia né in Germania sono in corso le lotte decisive che dovranno in un immediato futuro porre il problema della ricostruzione nelle mani del proletariato. Invece la crisi della questione delle riparazioni si fa sempre più acuta per i due governi borghesi e richiede da parte dei partiti comunisti dei due paesi un intervento immediato, una immediata messa in valore della loro forza di pressione e d’influenza.

IV.

Lo sviluppo in Germania si può brevemente così sintetizzare. I precedenti pagamenti del tributo all’Intesa e l’apparato statale interno della Germania hanno condotto allo sfacelo completo delle finanze tedesche. Il governo tedesco ha dichiarato già in una sua nota alla Commissione delle riparazioni di non essere in grado di pagare le rate che scadono in gennaio e in febbraio, o se anche sotto minaccia di misure coercitive si riuscirà a sborsare il tributo di gennaio e di febbraio questo sarà, per molto tempo, l’ultimo pagamento. Così è cominciata in realtà la revisione della pace di Versailles. Essa è cominciata non come risultato della chiaroveggenza e del buon senso dei governi borghesi, ma come la risultante del fatto che è risultato praticamente che gli oneri economici del trattato di Versailles non possono essere sopportati per lungo tempo dalla Germania. E la revisione del trattato di Versailles ne verrà per tutto ciò per lungo tempo ritardata e provocherà un periodo di scosse che necessitano la più grande attenzione del proletariato tedesco, francese e di quello internazionale.

V.

Queste scosse gettano la loro ombra anzitutto sulla Germania: abbassamento spaventoso del marco, bancarotta di tutto il sistema monetario, una spaventosa ondata di aumento dei prezzi ed abbassamento della condizione di esistenza della classe operaia, progressivo asservimento e aumentato sfruttamento dei lavoratori accanto ad una sempre maggiore estensione della disoccupazione, rivolte per fame, sollevamenti caotici, ecco i risultati di questo processo. Questo processo spinge la classe lavoratrice alla lotta prima per la mera esistenza, poi con la conoscenza delle cause della crisi mondiale alla lotta per il potere politico. Questa lotta all’inizio si effettuerà ancora nell’ambito della forma statale democratica. Nella Germania si cristallizzano già le forme e le soluzioni di questa lotta. La forma è il fronte unico del proletariato di tutte le correnti malgrado l’opposizione vigorosa e violenta dei partiti socialisti e della A.D.G.B. ha già fatto i suoi primi passi sotto la pressione del caro-vita e della necessità.

Questa lotta deve anzitutto sanare le colpe storiche del proletariato nel passato. Era perciò naturale che le masse proletarie di tutti i partiti impostassero, come prima richiesta della lotta del fronte unico, la liberazione dalla loro situazione spaventosa di tutti i lottatori dell’azione di marzo, gettai nelle carceri. Questa lotta così iniziata proseguì però con delle richieste politiche volte allo scopo di liberare il proletariato tedesco dalla sua situazione disastrosa: confisca dell’oro e dei valori, imposizione degli oneri dello Stato e dei Comuni sulle spalle della classe abbiente, invece della «stinesissazione» delle aziende statali e comunali controllo dell’industria, invece di sfruttamento illimitato confisca parziale delle grandi fortune, invece di speculazione sfrenata controllo della produzione da parte di organi della classe operaia, invece di coalizione Stinnes-Scheideman unità e fronte unico proletario, invece di governo di Stinnes governo operaio. Ecco le richieste del fronte unico di lotta quale il proletariato tedesco ha impostato. Tutte queste soluzioni non significano l’abbattimento del capitalismo, l’istituzione del potere del proletariato, ma significano l’avvicinarsi a questo fine per vie rivoluzionarie.

La borghesia opporrà recisa resistenza al tentativo di imporle i gravami e così la lotta per misure parziali si trasformerà in lotta per l’ultima finalità: nella lotta per il potere.