L’internazionale comunista e il fronte unico Pt.9
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VI.
Perciò i comunisti non devono mantenersi assenti od essere ostili a questa lotta nata spontaneamente dalle masse, ma devono sostenerla con tutti i mezzi a loro disposizione e spingerla avanti. Gli operai comunisti debbono trovarsi in essa in prima linea. In questa lotta aperta del proletariato con la borghesia appariranno sempre più chiare ad ogni operaio le irrisolutezze, l’insufficienza e la viltà della socialdemocrazia e si contribuirà così a rendere rivoluzionarie le masse operaie della Germania.
Il problema se i comunisti debbano entrare in un governo operaio non è di principio, ma di opportunità. La decisione di esso dipende dalla quantità di forza che la classe operaia possiede nel momento in cui deve assumere il potere, e quindi dalle possibilità che si offrono di poter immediatamente aumentare questa forza.
Poiché la lotta deve essere condotta sopra un fronte unico del proletariato, senza distinzione di partiti e quindi con l’inclusione degli operai cristiani organizzati, perciò i comunisti non dovranno negare la partecipazione degli operai cristiani organizzati ad un governo operaio.
VII.
Un governo operaio in Germania dovrebbe, proprio come l’attuale governo borghese, mostrare di fronte all’Intesa la volontà di adempiere il trattato di Versailles, per quanto esso è adempibile, e fintantoché il proletariato francese sia troppo debole per imporre alla borghesia del proprio paese un’altra impostazione e fintantoché la situazione politica mondiale non abbia costretto il governo francese a lasciar cadere sotto la pressione degli avvenimenti, il trattato di Versailles.
La volontà di pagare i debiti delle riparazioni nei limiti della possibilità è un dato di fatto che deve essere tenuto presente dal Partito Comunista di Germania se in conformità con lo sviluppo dei fatti vuole sostenere e appoggiare il principio del governo operaio. Questo appoggio non sta in contrasto col punto di vista di principio contenuto dell’accapo 2. La realizzazione dei capisaldi di principio dipende dalla potenza, dalla forza e dalla volontà rivoluzionaria del proletariato dei paesi intesisti e di tutto il mondo. Solo quando la classe operaia di tutti i paesi avrà preso il potere si sarà creato l’ambiente in cui si potrà mettere in pratica la concezione di principio del problema della ricostruzione perché solo dopo la conquista del potere il proletariato internazionale potrà avere i mezzi necessari a ciò. Ma poiché a questa conquista si giunge per tappe, nella prima tappa non si può aspettare passivamente che siano create le premesse e le possibilità della seconda. La prima tappa dev’essere percorsa coraggiosamente e conseguentemente per creare le premesse della seconda. Il Partito Comunista di Germania dovrà dunque, pur dando rilievo alla sua concezione di principio, appoggiare un governo operaio, pur sapendo, in linea pregiudiziale, che un tale governo è costretto a tener conto degli interessi dei governi capitalistici.
Prendendo possesso del governo in un modo simile, la classe operai tedesca verrebbe a trovarsi nella identica situazione della classe operaia russa a Brest-Litovsk, dove essa dovette fare concessioni all’imperialismo tedesco per avere un momento di respiro nella lotta contro la propria borghesia.
VIII.
Si può fin d’ora prevedere che i governi capitalistici degli Stati intesisti mostrerebbero la più grande diffidenza di fronte a simili avvenimenti in Germania, anche se la classe operai tedesca fosse una più sicura garanzia per l’adempimento della pace di Versailles di quello che abbia mostrato di essere la classe capitalistica tedesca, cioè il governo borghese di Germania. Un grande pericolo sta nella possibilità che circoli sciovinisti militaristi francesi tentino di rafforzare la loro posizione e diffondano uno spirito bellicoso nelle grandi masse popolari col presentare la creazione di un governo operaio come il tentativo mascherato della Germania di eludere gli obblighi della pace di Versailles. Allora il compito del Partito Comunista di Francia sarà quello di svolgere una viva propaganda e una grande attività per paralizzare le correnti scioviniste.
I doveri del Partito Comunista di Francia sono in questa situazione gli stessi che aveva il proletariato rivoluzionario di Germania di fronte alla vergognosa pace di Brest: quanto più grandi sono le concessioni che il proletariato tedesco deve fare alla borghesia intesista, tanto più forte e decisa deve essere la lotta degli operai rivoluzionari francesi contro la politica di sfruttamento e d’asservimento del governo francese.
Questa lotta dev’essere condotta non solo nell’ambito della politica estera della borghesia francese, ma anche in quello della politica interna e soprattutto della politica finanziaria. Ugualmente aspre devono essere la lotta del proletariato tedesco contro la borghesia e quella del proletariato francese contro il capitale francese e contro i pescecani di guerra. La lotta ed i successi del proletariato tedesco debbono essere abilmente utilizzati dal Partito Comunista di Francia per infiammare e sviluppare la volontà di lotta del proletariato francese. Nello stesso tempo il proletariato francese ha il compito di liquidare gli oneri nazionali di cui è gravato in conseguenza della guerra.
Anzitutto il Partito Comunista di Francia deve scatenare una viva propaganda con questi obiettivi:
1. annullamento dei debiti di guerra interni fatta eccezione unicamente degli strati piccolo-borghesi;
2. scioglimento di tutte le missioni militari estere che sono mantenute dalla Francia;
3. cessazione delle sovvenzioni agli Stati vassalli orientali;
4. scioglimento delle truppe coloniali;
5. cessazione dei preparativi militari terrestri, navali ed aerei;
6. ritiro dei contingenti dal territorio tedesco occupato;
7. cessazione di ogni incitamento bellicoso contro la Russia dei Soviet;
8. modificazione o meglio annullamento del trattato di pace di Versailles;
9. il Partito Comunista di Francia ed il Partito Comunista di Germania devono poi, di comune accordo, tendere a questi obiettivi:
a) istituire continui contatti tra i due Esecutivi con scambio continuo di vedute su tutte le questioni politiche di attualità;
b) oltre lo scambio di vedute per iscritto e a voce mercé corrieri e rappresentanti, si dovranno, quando ne sarà il caso, convocare conferenze comuni;
c) propaganda nelle masse appelli e pubblicazioni comuni da diffondersi tra i lavoratori;
d) propaganda continua con riunioni nei centri industriali più importanti e nei punti di congiunzione politici col reciproco scambio di oratori.
10. necessità di rafforzare con tutti i mezzi tra le masse operaie di Francia e di Germania lo spirito di solidarietà per creare così la base comune di una azione unitaria in ambedue i paesi.
Se nella conferenza imminente degli Esecutivi dei due partiti si compirà il primo passo per la via che dovranno percorrere in questo senso il Partito Comunista di Francia ed il Partito Comunista di Germania, noi siamo convinti che in tal modo i due partiti presteranno un grande imperituro servizio alla rivoluzione mondiale.